IMPRESE SOSTENIBILI? DIFFICILE RICONOSCERLE…

Le imprese e la comunicazione della sostenbilitàGli Italiani a fare il tifo per la sostenibilità d’impresa sono oltre il 65%. Tuttavia, sono ancora di più – ben il 76% – quelli che trovano difficile distinguere le aziende davvero sostenibili.
A fornire questi e altri numeri è un’indagine dell’IPSOS commissionata per la sesta edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione sociale in programma all’Università Bocconi di Milano il 2 e 3 ottobre prossimi. Uno studio da cui emerge la necessità per le imprese realmente impegnate in un percorso per la sostenibilità di comunicare con efficacia quello che stanno facendo.

La tendenza è chiara e descrive un Paese che guarda con reale e crescente interesse alla sostenibilità. I supporter – quelli cioè che ci credono e si regolano di conseguenza – sono come abbiamo detto il 65%. Tante anche le persone informate e tendenzialmente predisposte ad adottare comportamenti coerenti (50%). Non mancano chiaramente gli scettici (16-20%), che di sostenibilità sanno qualcosa ma pensano che l’enfasi attorno a questo tema – alimentata dal fenomeno del greenwashing – nasconda nel migliore dei casi finalità commerciali.
Gli indifferenti, infine, rappresentano il 15-18% del campione.

È un panorama, quello rappresentato da IPSOS, come molte luci e qualche ombra. Le luci riguardano la nuova consapevolezza degli Italiani su temi di cui fino a 4 anni fa ignoravano spesso il significato. Il 53% dei cittadini riconosce che negli ultimi tre anni l’attenzione delle aziende è cresciuta, in particolare verso l’ambiente, ma il 76% ritiene difficile capire quali imprese sono veramente sostenibili. E questo è l’aspetto sul quale le imprese dovranno concentrarsi maggiormente.

Ma quali sono gli elementi più efficaci per valutare l’impegno delle imprese sulla sostenibilità? Gli strumenti più utilizzati, ad oggi, sono il sito internet aziendale – a cui ricorre il 50% delle organizzazioni – e il bilancio di sostenibilità, redatto dal 35% del campione.

Bene, ma non benissimo. Prendiamo i report di sostenibilità, per esempio: agli occhi degli Italiani risultano credibili solo quelli che presentano risultati plausibili, sorretti cioè da dati reali e verificabili. Molto convincenti – al primo posto nella classifica di gradimento – sono le garanzie di parte terza come le certificazioni, considerate efficaci dal 42% del campione. Ma anche il giudizio delle associazioni – siano esse di consumatori, ambientaliste o umanitarie – ottiene un credito del 35%.