STELLA MCCARTNEY E GOOGLE INSIEME PER…

4sustainability_news_Stella_McCartney_Goggle_tracciabilita'_greenAl Copenaghen Fashion Summit 2019 – uno degli eventi di riferimento mondiale in materia di sostenibilità – è stato presentato un progetto sulla tracciabilità green. Protagonisti: Stella McCartney, già distintasi in passato per iniziative sostenibili, e Google, il gigante di Mountain View che di monitoraggio un po’ se ne intende.

Tra i contributor, troviamo la società di consulenza americana per l’innovazione Current Global e Google Cloud, la tecnologia che permetterà ai fashion brand di fare scelte più sostenibili all’interno della propria supply chain grazie al machine learning e ai data analytics. L’obiettivo dichiarato è combattere l’inquinamento del pianeta provocato dalla catena di produzione del settore della moda.

Nello specifico, il progetto sarà in grado di dettare metriche precise sull’impatto ambientale delle fibre più utilizzate per la creazione di capi di abbigliamento come il cotone e la viscosa. Nella fase pilota dell’iniziativa, non a caso, è centrale la volontà di eliminare la viscosa proveniente dalla cellulosa degli alberi, limitando le pratiche di deforestazione e la tintura del cotone che contribuisce – e non poco – all’inquinamento globale.

Stella McCartney contribuirà all’iniziativa mettendo a disposizione anni di dati riguardanti la sua catena di fornitura. Contestualmente, Google aiuterà a interpretarli tramite i suoi strumenti tecnologici. Permetterà quindi alle aziende di misurare meglio l’impatto delle loro materie prime, rilevanti per fattori ambientali- chiave come l’inquinamento atmosferico, le emissioni di gas serra, l’uso del suolo e la scarsità d’acqua.

Tutto ciò per far capire agli altri brand quanto sia importante la scelta del materiale che viene utilizzato per realizzare i capi di abbigliamento e quanto tale scelta impatti sull’ambiente.

Nick Martin, responsabile retail di Google Cloud, ha dichiarato che «ora più che mai, l’industria della moda sta ascoltando la chiamata alla sostenibilità. Il suo impatto ambientale è significativo e in crescita e speriamo che il nostro esperimento possa dare ai marchi della moda una maggiore visibilità dell’impatto all’interno della loro catena di fornitura e spunti concreti per prendere decisioni migliori per l’approvvigionamento delle materie prime tenendo presente la sostenibilità».

Sulla stessa linea d’onda, Ian Pattison, customer engineering manager di Google Cloud UK ha spiegato che “la sfida dell’industria della moda è quella di interpretare informazioni talvolta frammentate e incomplete e trasformarle velocemente in azioni significative. Il nostro cloud computing e la nostra mappatura globale possono aiutare il comparto a ridurre il proprio impatto”.