<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>media Archivi - 4sustainability</title>
	<atom:link href="https://www.4sustainability.it/category/media/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.4sustainability.it/category/media/</link>
	<description>Your Way to Sustainable Fashion</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Dec 2022 14:48:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>

<image>
	<url>https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2026/02/cropped-favicon-4s-32x32.png</url>
	<title>media Archivi - 4sustainability</title>
	<link>https://www.4sustainability.it/category/media/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>DAL VINTAGE AL LUSSO, GLI ITALIANI SPENDONO ONLINE IL DOPPIO CHE IN NEGOZIO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/dal-vintage-al-lusso-gli-italiani-spendono-online-il-doppio-che-in-negozio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 11:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=100786</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che il vintage e il second hand andassero alla grande offline e online, fino a qualche anno fa non l’avrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/dal-vintage-al-lusso-gli-italiani-spendono-online-il-doppio-che-in-negozio/">DAL VINTAGE AL LUSSO, GLI ITALIANI SPENDONO ONLINE IL DOPPIO CHE IN NEGOZIO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Che il vintage e il second hand andassero alla grande offline e online, fino a qualche anno fa non l’avrebbe detto nessuno! E invece si moltiplicano le ricerche che attestano il successo di un comportamento d’acquisto assolutamente fedele ai principi della sostenibilità e dell’economia circolare. Una pratica virtuosa che anche in Italia sta facendo proseliti fra giovanissimi e meno giovani.</em></p></blockquote>
<p>La <strong>digitalizzazione</strong>, ormai, non è più solo un trend, ma una realtà capace di stravolgere convinzioni, differenze di età e di genere. Tra le varie evidenze, una recente indagine realizzata da <strong><a href="https://n26.com/it-it" target="_blank" rel="noopener">Banca Online N26</a></strong> sulle <strong>scelte di acquisto degli Italiani in ambito moda</strong> ha messo in luce come sia la rete, ormai, il canale di acquisto preferito sia per numero di transazioni effettuate che per spesa media. E questo per tutte e quattro le categorie prese in considerazione dall’indagine: <strong>fast fashion</strong>, <strong>vintage e second hand</strong>, <strong>abbigliamento sportivo</strong> e <strong>lusso</strong>!</p>
<p>Lo studio ha coinvolto un campione di oltre 120.000 clienti della banca in Italia, analizzando il numero e la spesa media per transazione tra giugno 2021 e giugno 2022. Clamoroso è in particolare il dato sull’<strong>importo medio speso online</strong>, che raddoppia e passa <strong>da € 77 a € 152</strong>.<br />
Sorprende, in una certa misura, il contributo dei consumatori uomini a questo boom. Nell’ultimo anno, infatti, il pubblico maschile ha superato quello femminile sia per numero di transazioni (+6%) che per spesa media per transazione (+24%).<br />
Anche le <strong>differenze generazionali </strong>sembrano sfumare, quando si tratta di acquisti online… Nella classifica della spesa media per transazione, ad esempio, subito dopo i Millennial (35-39 anni) che spendono in media € 207, ci sono gli over 50 con circa € 175.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Il vintage insidia il fast fashion </span></h2>
<p>Il <strong>second hand</strong> in Italia non è più una scelta estemporanea prerogativa, per lo più, dei giovanissimi, ma è diventato <strong>un canale di acquisto abituale</strong> capace sia di assecondare la voglia di sostenibilità di tanti consumatori, sia di aiutarli a costruirsi o aggiornare il proprio stile.</p>
<p>Il territorio naturale della moda vintage sembra proprio l’online, dove per ogni transazione gli Italiani spendono in media il 165% circa in più rispetto a quanto fanno nei tradizionali punti vendita. Le numerose <strong>piattaforme dedicate </strong>vincono sui negozi fisici anche per numero di transazioni (circa 99mila solo online). Una conferma del trend viene anche dal confronto con il fast fashion, dove si registra una spesa media a transazione (€ 62) del tutto analoga a quella del second hand (€ 63).</p>
<p>Su questa tipologia di acquisti online convergono gli interessi e la spesa di due <strong>generazioni apparentemente lontane fra loro</strong>. Se da un lato sono i giovani tra i 20 e i 24 anni a spendere in media di più (€ 104 per transazione) e a far registrare la più alta percentuale di crescita nel numero di acquisti effettuati da giugno 2021 a giugno 2022 (+78%), è curioso rilevare come ancora una volta sia la categoria degli over tra i 50 e i 54 anni al secondo posto tra gli <em>high spender</em> (€ 81).</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Il fast fashion vince in negozio</strong></span></h2>
<p>Inversione di tendenza per il fast fashion, dove a livello di spesa media l’offline vince sul digitale (+49%). Per le grandi catene, lo store fisico costituisce ancora <strong>un’attrazione soprattutto per il target tra i 35 e i 39 anni</strong>, che spende in media per ogni transazione circa € 135. Restano affezionati al negozio anche i 40-44enni con una spesa media pari a € 131.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Corre online anche l’acquisto del lusso</strong></span></h2>
<p>La centralità del canale online per il settore moda coinvolge anche il settore luxury, con una <strong>spesa media per transazione che supera di oltre il 216% quella effettuata nei negozi fisici</strong> (€ 566 vs € 179). Sono gli under 30 ad effettuare il numero più alto di transazioni online, distanziando del 103% la fascia dei 30-34enni, al secondo posto.</p>
<p>A livello di spesa media, il discorso cambia un po’. Sebbene effettuino online un numero inferiore di transazioni, gli Italiani che spendono in media di più per la categoria lusso (€ 800) hanno tra i 60 e i 64 anni. Seguono i 35-39enni (€ 760), per i quali certi capi e accessori diventano accessibili in una fase di crescita della propria vita professionale, consentendo acquisti tanto importanti quanto gratificanti.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>La stagione felice dello sportswear</strong></span></h2>
<p>L’abbigliamento sportivo piace sempre di più! Leggings, felpe, tute e scarpe da ginnastica sono diventati tanto popolari da rientrare in quello che viene oggi definito <strong>athleisure</strong>, uno stile urbano nato dall’incontro tra fashion classicamente inteso e sport.<br />
La spesa media online per abbigliamento e accessori rimane stabilmente alta (€ 75) con una crescita annuale dell’11%. Lo sportswear affascina <strong>soprattutto gli uomini</strong> italiani, con più del doppio delle transazioni rispetto alle donne. A spendere di più per transazione sono i giovanissimi, che tra i 18 e i 19 anni investono in media € 137, seguiti dagli over 40 (€ 92).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/dal-vintage-al-lusso-gli-italiani-spendono-online-il-doppio-che-in-negozio/">DAL VINTAGE AL LUSSO, GLI ITALIANI SPENDONO ONLINE IL DOPPIO CHE IN NEGOZIO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AMAZON LANCIA UN&#8217;ETICHETTA DI SOSTENIBILITÀ</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/amazon-lancia-un-etichetta-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 16:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[report di sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Textile Exchange]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=87420</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per Amazon la user experience è sempre stato un aspetto prioritario. Va esattamente in questa direzione la decisione di etichettare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/amazon-lancia-un-etichetta-di-sostenibilita/">AMAZON LANCIA UN&#8217;ETICHETTA DI SOSTENIBILITÀ</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>Amazon</strong> la <strong><em>user experience</em></strong> è sempre stato un aspetto prioritario. Va esattamente in questa direzione la decisione di <strong>etichettare con una clessidra alata</strong> i prodotti che si presentano come rispettosi dell’ambiente. Lo scopo? Diventare un riferimento attendibile per clienti sempre più consapevoli. Che non sono pochi! Secondo un sondaggio condotto lo scorso aprile da <strong>McKinsey</strong> sui consumatori europei, è emerso infatti che oltre il 60% degli intervistati considera come determinante nella decisione d’acquisto il modo in cui i marchi interpretano la sostenibilità.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">CLIMATE PLEDGE FRIENDLY: PROGRAMMA ED ETICHETTA</span></h2>
<p>Il progetto pilota è nato sul sito web statunitense, ma Amazon sta organizzando il lancio anche in altri paesi. Nel frattempo, <strong>sono già oltre 25.000 i prodotti inclusi nel programma</strong> <strong><em>Climate Pledge Friendly</em></strong> e appartengono a diverse categorie quali moda, bellezza e articoli per la casa.<br />
L’iniziativa – ha spiegato il fondatore e amministratore delegato di Amazon <strong>Jeff Bezos</strong> – ha lo scopo di agevolare i clienti nella scelta di articoli a maggior contenuto di sostenibilità, inducendo i marchi a regolarsi di conseguenza.<br />
Per potersi fregiare della nuova etichetta di Amazon <strong>i </strong>prodotti dovranno ottenere almeno una delle <strong>19 certificazioni</strong> selezionate da Amazon fra le centinaia esistenti a garanzia del <strong>ridotto impatto ambientale degli articoli</strong>.<br />
Tra i titolati troviamo anche <a href="https://www.4sustainability.it/global-coalitions/">Textile Exchange, organizzazione globale a cui anche 4sustainability® si riferisce</a> da sempre impegnata a guidare la conversione del settore verso l’utilizzo di fibre, standard e reti di fornitura responsabili.<br />
Gli standard di Textile Echange presi in considerazIone sono <em>Recycled Claim Standard</em>, <em>Global Recycled Standard</em>, <em>Organic Content Standard</em> e <em>Responsible Wool Standard</em>.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">TRA IMPEGNI E CRITICHE</span></h2>
<p>Il <em>Climate Pledge Friendly</em> arriva in un momento di enorme sforzo da parte di Amazon per contrastare il suo rilevante impatto ambientale. Nel 2019 ha assunto il <strong>pubblico impegno</strong> di raggiungere entro il 2040 la <strong>neutralità del carbonio</strong>. Quest&#8217;anno, ha istituito un fondo da 2 miliardi di dollari per sostenere le imprese e i progetti che aiuteranno a <strong>decarbonizzare l&#8217;economia</strong>.</p>
<p>A fronte di queste buone iniziative, restano le critiche per le pile di scatole che riempiono i suoi magazzini e che sono diventate un simbolo di <strong>consumismo selvaggio</strong> o i 51,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica prodotte dal colosso dell’e-commerce.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">AMAZON NON CI STA</span></h2>
<p>Poiché i prodotti devono soddisfare solo una delle certificazioni selezionate da Amazon, le perplessità anche su questo punto non si sono fatte attendere. Secondo <strong>Dio Kurazawa</strong>, partner fondatore della società di consulenza sulla catena di approvvigionamento sostenibile <strong>The Bear Scouts</strong>, per fare affermazioni credibili le aziende devono condurre valutazioni sull’intero ciclo di vita del prodotto e non prendere in considerazione solamente un aspetto. <strong>Maxine Bédat</strong>, fondatrice e direttrice del <em>think tank</em> di moda sostenibile del <strong>New Standard Institute</strong>, rincara la dose e taccia di <strong>greenwashing</strong> iniziative come quella di Amazon. Accusa respinta al mittente, come era logico aspettarsi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/amazon-lancia-un-etichetta-di-sostenibilita/">AMAZON LANCIA UN&#8217;ETICHETTA DI SOSTENIBILITÀ</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NASCE IL GRUPPO LINKEDIN SUSTAINABLE BUSINESS MAKERS</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/nasce-il-gruppo-linkedin-sustainable-business-makers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 08:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=86779</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/nasce-il-gruppo-linkedin-sustainable-business-makers/">NASCE IL GRUPPO LINKEDIN SUSTAINABLE BUSINESS MAKERS</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-0"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode_text_column" ><p><strong>Francesca Rulli</strong> e <strong>4sustainability®</strong> sono lieti di annunciare la nascita del <strong>gruppo LinkedIn</strong> <strong>Sustainable Business Makers</strong>, uno spazio – più che uno strumento – pensato per aggregare le persone interessate alla <a href="https://www.4sustainability.it/diventa-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>sostenibilità come obiettivo e driver dello sviluppo</strong></a> stimolando fra loro una discussione quanto più appassionata e verace possibile. La strada che abbiamo scelto è quella della <strong>video-intervista</strong>, con una serie di colloqui informali fra Francesca Rulli e chi della sostenibilità ha già fatto la propria missione in veste di imprenditore, tecnico, comunicatore o altro ancora.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>CHI VORRESTE INTERVISTARE SULLA SOSTENIBILITÀ “IN PRATICA”?</strong></span></h2>
<p>Ecco, la prima opinione ve la chiediamo su questo, invitandovi a scrivere e a contribuire, tanto per cominciare, dicendoci <strong>a chi vi piacerebbe porre qualche domanda</strong> sul tema. Chi vorreste che intervistassimo? Che cosa gli/le chiedereste se poteste interrogarlo/la? Una volta ascoltate le sue risposte, sentitevi altrettanto liberi di replicare, che siate d’accordo o pensiate che la sostenibilità praticata sia tutta un’altra storia.<br />
Perché di questo vogliamo parlare e questo il nome del gruppo vuole evocare: Sustainable Business Makers, ovvero <strong>quelli che la sostenibilità la fanno</strong>. Il riferimento esplicito è anche al claim di <strong><a href="http://www.processfactory.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Process Factory</a></strong>, di cui Francesca Rulli è fondatrice e CEO e a 4sustainability®, il marchio che attesta l’adesione delle <strong>aziende della moda</strong> alla <strong>roadmap per la sostenibilità</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #99b800;">VAI AL GRUPPO SUSTAINABLE BUSINESS MAKERS, PROPONI LA TUA VIDEO-INTERVISTA E COMMENTA LE ALTRE!</span></strong></p>
<p>
</div><span class="btn-container animate_when_almost_visible zoom-in" data-delay="400"><a role="button"  href="https://www.linkedin.com/groups/12445001/" class="custom-link btn btn-lg border-width-0 btn-text-skin btn-accent btn-square btn-outline btn-icon-left btn-ripple-in btn-border-animated" target="_blank">RICHIEDI L&#8217;ISCRIZIONE</a></span></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/nasce-il-gruppo-linkedin-sustainable-business-makers/">NASCE IL GRUPPO LINKEDIN SUSTAINABLE BUSINESS MAKERS</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FRANCESCA RULLI SU GREEN ECONOMY REPORT</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/francesca-rulli-su-green-economy-report/</link>
					<comments>https://www.4sustainability.it/francesca-rulli-su-green-economy-report/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Guerrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 11:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/sustainability-it/?p=3896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Su Green Economy Report, supplemento de il Giornale di Milano dedicato a imprese e sviluppo sostenibile, Francesca Rulli illustra ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli-su-green-economy-report/">FRANCESCA RULLI SU GREEN ECONOMY REPORT</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.golfarellieditore.it/rivista/green-economy-report/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #669933; text-decoration: underline;"><span style="color: #99b833; text-decoration: underline;"><strong>Green Economy <span style="color: #99b833; text-decoration: underline;">Report</span></strong></span></span></span></a><span style="color: #99b833;"><strong>,</strong></span> supplemento de <span style="color: #99b833;"><strong><a style="color: #99b833;" href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;"><span>il Giornale di Milano</span></span></a></strong></span> dedicato a <span style="color: #99b833;"><strong>imprese e sviluppo sostenibile</strong></span>, <span style="color: #99b833;"><strong>Francesca Rulli</strong></span> illustra ad <span style="color: #99b833;"><strong>Alessia Cotroneo</strong></span> la <span style="color: #99b833;"><strong><a style="color: #99b833;" href="https://www.4sustainability.it/diventa-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">roadmap 4sustainability per le aziende della filiera italiana della moda</a></strong></span>. Un’ampia intervista alla scoperta di strategie e azioni mirate a ridurre l’impatto di materie prime, processi e prodotti.<br />
<a href="http://www.processfactory.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #669933; text-decoration: underline;"><span style="color: #99b833; text-decoration: underline;"><strong>Process Factory</strong></span></span></span></a>, racconta la sua fondatrice, nasce nel 2008 dalla convinzione che ogni soggetto economico esprima in modo più o meno latente una <span style="color: #99b833;"><strong>domanda di efficienza e orientamento al risultato</strong></span> meritevole di risposte concrete e personalizzate. “Dopo circa quattro anni, ci siamo dovuti confrontare con un bisogno evidente del mercato, in particolare della filiera del tessile e della pelle: quello di rispondere a richieste specifiche legate alla sostenibilità.</p>
<h2><span style="color: #99b833;">NEL 2013, NASCE 4SUSTAINABILITY</span></h2>
<p>Nasce così<span style="color: #99b833;"><strong> 4sustainability</strong></span>, la nostra divisione interna per la sostenibilità che supporta le <span style="color: #99b833;"><strong>aziende della filiera</strong></span> nel loro percorso verso la sostenibilità e mira a coniugare e integrare nei propri processi organizzativi aziendali il tema ambientale, quello sociale e l’efficienza operativa. Abbiamo investito tanto per creare un modello di supporto alle aziende che coniughi:</p>
<ul>
<li>la <span style="color: #99b833;"><strong>formazione</strong></span>, per creare una nuova cultura d’impresa</li>
<li>la <span style="color: #99b833;"><strong>progettualità</strong></span>, attraverso la consulenza che cambia il modo di lavorare dell’azienda</li>
<li>la <span style="color: #99b833;"><strong>tecnologia</strong></span> a supporto della formazione e del progetto</li>
</ul>
<p>Tutti i nostri servizi sono caratterizzati dal ricorso combinato a questi tre aspetti&#8221;.</p>
<h2><span style="color: #99b833;">LA PARTENERSHIP CON ZDHC</span></h2>
<p>Attraverso questo modello di lavoro, Process Factory mira a raggiungere due obiettivi ambiziosi: l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche nocive dai cicli di produzione della moda in partnership con <a href="http://www.roadmaptozero.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="text-decoration: underline; color: #669933;"><strong><span style="color: #99b833; text-decoration: underline;">Z</span><span style="color: #99b833; text-decoration: underline;">DHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals</span>)</strong></span></a>, del quale la società è <span style="color: #99b833;"><strong>primo training provider accreditato in Italia</strong></span> per la formazione sul chemical management; la produzione di <a href="https://www.4sustainability.it/reporting-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #99b833;"><strong>report di sostenibilità per le imprese</strong></span></a>, una sorta di fotografia da cui partire per misurare e migliorare le performance di sostenibilità in termini di prodotto e di processo attraverso progetti custom sviluppati e attuati secondo le esigenze specifiche delle aziende, dalle fasi iniziali di ascolto al monitoraggio dei risultati.</p>
<h2><span style="color: #99b833;">L&#8217;IMPEGNO PER LA TRASFORMAZIONE DEI MODELLI DI BUSINESS IN SENSO SOSTENIBILE</span></h2>
<p>“Vogliamo essere un partner affidabile per lo sviluppo, capace di stabilire relazioni durevoli fondate sulla fiducia e di trasferire innovazione, metodologie, entusiasmo per un modello di business realmente sostenibile.<br />
Ad oggi, oltre <a href="https://www.4sustainability.it/aziende-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #99b833;"><strong>100 imprese della filiera</strong></span></a> dei più importanti distretti italiani del tessile e della pelle e<span style="color: #99b833;"> <strong>numerosi brand internazionali</strong></span> si sono affidati a Process Factory e ai <span style="color: #99b833;"><strong>Protocolli 4sustainability</strong></span> per implementare azioni concrete per lo sviluppo sostenibile. La sostenibilità è una scommessa che si raggiunge solo attraverso la partnership, lo studio e l’innovazione. Su questi temi non esistono <span style="color: #99b833;"><strong>competenze mature </strong></span>sul mercato, occorre tanta fatica per trasformare la teoria in pratica e quindi in <span style="color: #99b833;"><strong>vantaggio competitivo</strong></span>. E altrettanta ne serve per vincere le resistenze e abbattere la barriera della competizione e della chiusura delle PMI italiane, strutturalmente poco avvezze alla condivisione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli-su-green-economy-report/">FRANCESCA RULLI SU GREEN ECONOMY REPORT</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.4sustainability.it/francesca-rulli-su-green-economy-report/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
