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	<title>eventi Archivi - 4sustainability</title>
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	<description>Your Way to Sustainable Fashion</description>
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	<title>eventi Archivi - 4sustainability</title>
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		<title>GLOBAL FASHION SUMMIT 2025: LA SOSTENIBILITÀ È UNA MARATONA CHE HA BISOGNO DI LEADERSHIP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 16:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno, il Global Fashion Summit ha riunito a Copenhagen brand, policy maker, investitori, solution provider e organizzazioni internazionali sotto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/global-fashion-summit-2025-la-sostenibilita-e-una-maratona-che-ha-bisogno-di-leadership/">GLOBAL FASHION SUMMIT 2025: LA SOSTENIBILITÀ È UNA MARATONA CHE HA BISOGNO DI LEADERSHIP</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Anche quest’anno, il Global Fashion Summit ha riunito a Copenhagen brand, policy maker, investitori, solution provider e organizzazioni internazionali sotto un titolo volutamente evocativo: </em>Unlocking Barriers. Building Bridges<em>. La nostra partecipazione come Innovation Forum Exhibitor – la prima come Ympact, il nuovo brand con cui presentiamo le soluzioni del nostro gruppo – ci ha consentito di avere un’ampia visione delle istanze e delle novità al centro di un evento sempre interessante per le prospettive di sviluppo dell’industria della moda. Quello che segue è il nostro racconto.</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;">Il coraggio di agire. Anche quando i segnali sono contrastanti</span></h2>
<p>A poche settimane dal pacchetto legislativo Omnibus e in attesa dell’implementazione del Digital Product Passport, l’edizione 2025 del <strong><a href="https://globalfashionsummit.com/" target="_blank" rel="noopener">Global Fashion Summit</a></strong> ha riproposto una domanda fondamentale: <strong>cosa serve davvero per accelerare la trasformazione sostenibile della moda</strong>?<br />
La risposta ricorrente è stata una: la <strong>leadership</strong>. Più delle norme e dei vincoli di mercato, ciò che oggi può fare la differenza è la capacità delle aziende e delle persone che le guidano di compiere scelte lungimiranti, anche in scenari complessi.</p>
<p><em>“Abbiamo colto un messaggio potente che condividiamo: la sostenibilità è un driver di competitività tra i più importanti, ma ha bisogno di coraggio, di visione, di metodo scientifico fondato sui dati e di una leadership capace di trasformare le barriere in ponti. È la leadership che guida il cambiamento, non il contrario”</em>, ha osservato <strong>Francesca Rulli</strong>, che ha seguito i lavori del Summit nella sua veste di co-founder <strong>Ympact</strong>.</p>
<p>Il keynote della CEO di Global Fashion Agenda, <strong>Federica Marchionni</strong>, ha dato forma a questo invito al cambiamento attraverso cinque ingredienti chiave, su cui si articolata l’agenda dell’evento: <strong>innovazione, capitale, coraggio, incentivi e regolamentazione</strong>. Cinque leve complementari, da attivare insieme per rendere sistemico ciò che oggi risulta spesso ancora solo sperimentale.<br />
“<em>La sostenibilità è una maratona, non uno sprint</em>”, ha detto Marchionni aprendo i lavori del Summit, richiamando tutti a un impegno costante capace di superare le logiche emergenziali per costruire un cambiamento duraturo.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Una prospettiva globale con margini di miglioramento</strong></span><strong><br />
</strong></h2>
<p>Il Summit si è confermato un appuntamento importante  di confronto globale, capace di intercettare le grandi trasformazioni in atto: ambientali, regolatorie, tecnologiche. Un momento strategico anche per chi, come noi, lavora sul campo al fianco delle imprese per trasformare gli obiettivi in azioni misurabili di riduzione d’impatto.</p>
<p>Tra le evidenze raccolte, anche qualche vuoto significativo: la <strong>filiera produttiva</strong>, in primis, poco rappresentata sia sul palco che in platea.<br />
<em>“Abbiamo colto un’energia molto positiva da parte di brand, ONG, provider e studenti. La voce della filiera – quella che ogni giorno traduce le strategie in processi – si è però sentita poco e questo è un punto su cui riflettere”</em>, ha rimarcato Rulli.</p>
<p>Poco presente anche l’Italia, il che è parso strano visto il ruolo d’eccellenza che il Made in Italy gioca nella produzione tessile-moda a livello europeo e mondiale.<br />
<em>“Sarebbe un’opportunità preziosa raccontare l’esperienza di tanti fornitori italiani che da anni implementano progetti concreti di sostenibilità. Dalla chimica sicura alla decarbonizzazione, dalla tracciabilità al riciclo, c’è un patrimonio di competenze e risultati che merita di essere condiviso”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Fare chiarezza sull’innovazione</strong></span><strong><br />
</strong></h2>
<p>Come <strong>Innovation Forum Exhibitor</strong>, abbiamo toccato con mano la vivacità dello spazio espositivo del Summit, dedicato alle soluzioni più avanzate al servizio della sostenibilità. Tracciabilità digitale, materiali bio-based, modelli rigenerativi, metriche avanzate di circolarità… La tecnologia ci spalanca incredibili prospettive, ma da sola non basta. Senza visione, senza metodologie armonizzate, senza investimenti pazienti e regole chiare, il rischio è che gli strumenti restino prototipi inapplicabili.</p>
<p>Difficile, inoltre, orientarsi tra tante proposte diverse fra loro, anche quando riunite in macrocategorie come “tracciabilità” o “misurazione d’impatto”.<br />
<em>“La varietà dell’offerta è sempre un valore, ma rischia di generare confusione se non accompagnata da una narrazione chiara. Dietro termini simili si celano infatti approcci spesso diversi, mentre le imprese hanno bisogno di essere aiutate a scegliere soluzioni coerenti con i propri obiettivi”</em>, ha proseguito Rulli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Regole, trasparenza e governance</strong></span></h2>
<p>Il tema della compliance è emerso con forza in più interventi, a conferma che l’evoluzione normativa – dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) alle direttive anti-greenwashing – non è più una cornice astratta ma una leva concreta di trasformazione. Tracciabilità, rendicontazione e gestione integrata dei dati diventano prerequisiti per l’accesso al mercato.</p>
<p>“<em>Nel nostro lavoro quotidiano</em> – spiega Rulli – <em>lo vediamo continuamente. Anzi, lo dimostriamo insieme a centinaia di fornitori che stanno ottenendo risultati concreti su decarbonizzazione, riduzione dell’uso d’acqua, eliminazione delle sostanze pericolose dai processi produttivi, riciclo… grazie a un framework strutturato come <strong>4sustainability®</strong></em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Collaborazione e valore condiviso</strong></span></h2>
<p>Nel programma degli speech, ben articolato attorno ai cinque pilastri lanciati da Marchionni nel suo speech di apertura, il focus su innovazione e <em>climate strategy</em> è emerso con la dovuta rilevanza. Avrebbero meritato un livello simile di approfondimento anche altri temi, come la <strong>collaborazione tra stakeholder</strong> o la <strong>distribuzione del valore</strong> lungo la filiera.</p>
<p><em>“In alcuni panel dedicati all’impatto sociale, si è parlato di diritti, ma poco di modelli collaborativi, aspetto invece cruciale per realizzare modelli di produzione sostenibili: senza il coinvolgimento attivo della filiera e un nuovo equilibrio tra profitto e impatto, infatti, la transizione non può che restare incompiuta. Servono connessioni e dialogo tra brand e filiere, per realizzarla. In questo contesto, Ympact rappresenta l’unica soluzione one-stop che si rivolge sia ai brand che alle filiere, combinando metodo, tecnologia e competenze a supporto. Un approccio integrato che abilita la trasformazione del settore verso trasparenza e sostenibilità: prodotti tracciati da filiere responsabili.”</em>.</p>
<p>Anche a formula chiusa di alcune sessioni, riservate solo a determinati stakeholder, ha suscitato qualche perplessità rispetto all’apertura che questi spazi di confronto dovrebbero avere.<br />
<em>“Crediamo che sostenibilità significhi anche inclusione e accessibilità. Allargare il perimetro della partecipazione, anche con format più aperti e sostenibili nei costi, sarebbe un passo avanti verso uno stakeholder engagement più efficace”</em>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>I nostri takeaways e i prossimi appuntamenti</strong></span><strong><br />
</strong></h2>
<p>Torniamo da Copenaghen con diverse conferme. Ve ne riproponiamo in sintesi alcune tra le più rilevanti.</p>
<ol>
<li><strong>La normativa non aspetta</strong>. Servono sistemi strutturati di raccolta dati, con approcci integrati tra funzioni aziendali e attori di filiera.</li>
<li><strong>La leadership si misura nella difficoltà</strong>. Senza visione e coraggio si va poco lontano, anche quando i mercati rallentano.</li>
<li><strong>La collaborazione è un requisito</strong>, non un’opzione. Bisogna andare tutti nella stessa direzione.</li>
<li><strong>Innovare è implementare</strong>. Tecnologie e soluzioni non mancano, ma vanno integrate con intelligenza e pragmatismo.</li>
<li><strong>La sostenibilità è sistema</strong>. Superare le logiche individuali è la chiave per ridurre gli impatti ed essere più competitivi</li>
</ol>
<p>Avremo modo di parlarne il <strong>3 ottobre</strong> nell’<strong>edizione 2025</strong> dell’<strong><a href="https://www.4sustainability.it/evento-4sustainability-2025/">Evento 4sustainability</a></strong> ospitata da Eurojersey. Attraverso casi concreti e il contributo di ospiti di rilievo, dimostreremo come metodologie armonizzate, condivisione dei dati, collaborazione tra stakeholder e tecnologie interconnesse possono rendere la filiera più efficiente, tutelare la brand reputation e ridurre gli impatti.</p>
<p>Sempre in ottobre, al <strong>Venice Sustainable Fashion Forum</strong>, l’Italia sarà protagonista di un altro confronto che auspichiamo possa contaminare anche contesti internazionali come il Global Fashion Summit, con <strong>più voce alla manifattura</strong> e più spazio al valore generato da modelli di business, territori, dimensioni e culture differenti.</p>
<p><em>“La sostenibilità è pluralità, rispetto delle diversità e dei contributi di ciascuno”</em>, conclude Rulli. <em>“È anche l’essenza del Sustainable Development Goal n.17 – Partnership for the Goals. </em><em>Ed è la direzione su cui noi continueremo a lavorare”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>IL GRUPPO YHUB ANNUNCIA L&#8217;INGRESSO DI GIORGIO ARMANI SPA E FONDAZIONE DEL TESSILE ITALIANO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/il-gruppo-yhub-annuncia-lingresso-di-giorgio-armanispa-e-fondazione-del-tessile-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 09:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA &#160; Milano, 6 maggio 2025.  YHub, primo Gruppo italiano di servizi innovativi e piattaforme tecnologiche per la tracciabilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/il-gruppo-yhub-annuncia-lingresso-di-giorgio-armanispa-e-fondazione-del-tessile-italiano/">IL GRUPPO YHUB ANNUNCIA L&#8217;INGRESSO DI GIORGIO ARMANI SPA E FONDAZIONE DEL TESSILE ITALIANO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-130144" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2025/05/YHub.png" alt="" width="259" height="104" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2025/05/YHub.png 624w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2025/05/YHub-300x121.png 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2025/05/YHub-350x141.png 350w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" /></strong></h3>
<h3></h3>
<h2 style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Milano, 6 maggio 2025.  <strong>YHub</strong>, primo Gruppo italiano di servizi innovativi e piattaforme tecnologiche per la tracciabilità e la sostenibilità dell’industria della moda e del lusso, annuncia l’ingresso di due nuovi prestigiosi investitori: <strong>Giorgio Armani SpA</strong> e <strong>Fondazione del Tessile Italiano</strong>. L’operazione conferma il ruolo del Gruppo nel settore a supporto di brand e filiera produttiva, rafforzando ulteriormente il suo posizionamento come partner strategico per la trasformazione sostenibile e consolidando un’alleanza unica per visione e soluzioni. Il controllo resta saldamente nelle mani dei soci fondatori <strong>Francesca Rulli</strong>, <strong>Massimo Brandellero</strong> e <strong>Cristian Iobbi</strong>. L’operazione vede anche l’ingresso nell’assetto societario di <strong>Matteo De Angelis</strong>, General Manager del Gruppo.</p>
<p>Questo passaggio delinea in modo ancora più chiaro il progetto avviato nel 2024 con analoga operazione, che aveva visto l’ingresso nella compagine societaria di <strong>Foro delle Arti</strong> (Holding di <strong>Brunello Cucinelli SpA</strong>), dell’imprenditore <strong>Matteo Marzotto</strong>, di <strong>Claudio Rovere</strong> (Founder &amp; CEO di <strong>Holding Industriale SpA</strong>), di <em>venture fund</em> gestiti dalla banca d’affari globale <strong>LionTree</strong> e dell’innovatore digitale <strong>Federico Marchetti</strong> (fondatore di YOOX) attraverso Mavis.</p>
<p>YHub, che si presenta sul mercato con il <strong>brand unico Ympact</strong>, supporta <strong>oltre 3.000 aziende</strong> del sistema moda nella tracciabilità delle catene di fornitura e nella misurazione degli impatti ambientali e sociali della produzione, collaborando con <strong>più di 50 brand globali</strong> e mappando <strong>oltre 80.000 fornitori</strong> in <strong>22 Paesi</strong>. Grazie all’integrazione di competenze, metodo e tecnologia, il Gruppo consente alle inmprese del settore di rispondere alle crescenti esigenze del mercato e alle evoluzioni normative in materia di sostenibilità.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Brand e filiera insieme</strong></span></h2>
<p>Giorgio Armani SpA è uno dei principali brand globali del fashion and luxury, noto per il suo stile raffinato e senza tempo. Il gruppo disegna, produce e distribuisce una vasta gamma di prodotti, sintesi di artigianalità e innovazione.</p>
<p>Fondazione del Tessile Italiano, costituita nel 1998, è nata per promuovere il settore tessile attraverso una serie di attività ad ampio raggio, volte a incrementarne la competitività in un mercato sempre più globalizzato.</p>
<p>La visione di integrare in YHub investitori di questo profilo, che rappresentano quanto di meglio i brand e la filiera italiana sono in grado di esprimere, è l’espressione di un convincimento forte, che impegna tutti gli stakeholder del settore a sostenersi reciprocamente per avvicinare i comuni obiettivi di sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>I commenti</strong></span></h2>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, <strong>Massimo Brandellero</strong>, <strong>Cristian Iobbi</strong>, soci fondatori di <strong>YHub:<br />
</strong>“<em>Siamo entusiasti di accogliere la Giorgio Armani SpA e Fondazione del Tessile Italiano nel nostro ecosistema. È un altro passo verso quel futuro, inizialmente solo immaginato, in cui industria, innovazione e sostenibilità interagiscono per costruire una moda ancora più responsabile e trasparente, insieme a chi ne condivide i valori. L&#8217;esperienza e l’autorevolezza dei nuovi partner e degli investitori che già nel 2024 hanno riconosciuto il valore della nostra proposta al mercato saranno fondamentali per supportare brand e filiera in modo sempre più incisivo, ampliando l’impatto positivo che stiamo generando per il settore</em>”.</p>
<p><strong>Andrea Camerana</strong>, Consigliere di Amministrazione di <strong>Giorgio Armani SpA</strong>:<br />
“<em>Siamo lieti di entrare a far parte del Gruppo YHub e contribuire attivamente allo sviluppo di soluzioni innovative per la tracciabilità e sostenibilità nella moda, obiettivi irrinunciabili e raggiungibili solo attraverso una stretta collaborazione tra brand e filiera produttiva</em>”.</p>
<p><strong>Simone Canclini</strong>, Presidente di<strong> Fondazione del Tessile Italiano</strong>:<br />
<em>“L&#8217;ingresso in YHub rappresenta per noi un’opportunità strategica per sostenere il percorso di cambiamento che le aziende devono portare avanti, impostando il dialogo necessario con i brand su progettualità e investimenti condivisi”.</em></p>
<p>__________</p>
<p>Per gli aspetti legali relativi all’operazione, il Gruppo YHub è stata assistito da Zaglio-Orizio-Braga e Associati Studio Legale, con un team composto dal socio Marco Orizio e dall’<em>associate</em> Désirée Pasquariello. Studio Data ha agito in qualità di advisor finanziario.</p>
<p>__________</p>
<p><strong>YHub</strong> <em>è il primo gruppo italiano di servizi innovativi e piattaforme IT per la moda responsabile. Attraverso l’integrazione di competenze, metodo e tecnologia, supporta brand e supply chain nella tracciabilità e nella riduzione degli impatti ambientali e sociali della produzione. Tutte le realtà di YHub sono Società Benefit: Process Factory, società di consulenza ideatrice del sistema 4sustainability® per il miglioramento delle performance di sostenibilità e la validazione dei dati; The ID Factory, B Corp specializzata in soluzioni digitali per la tracciabilità di materiali, processi e prodotti; Ympact, piattaforma per la gestione dei dati d’impatto e l’applicazione su larga scala di 4sustainability®. Con un team di 80 professionisti, il gruppo supporta oltre 3.000 aziende, collabora con più di 50 brand globali e mappa oltre 80.000 fornitori in 22 Paesi. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/il-gruppo-yhub-annuncia-lingresso-di-giorgio-armanispa-e-fondazione-del-tessile-italiano/">IL GRUPPO YHUB ANNUNCIA L&#8217;INGRESSO DI GIORGIO ARMANI SPA E FONDAZIONE DEL TESSILE ITALIANO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PERCORSI DI DISTRETTO: LA SOSTENIBILITÀ INCONTRA I TERRITORI</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/percorsi-di-distretto-la-sostenibilita-incontra-i-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=129014</guid>

					<description><![CDATA[<p>Percorsi di distretto: implementare gli strumenti per la tracciabilità e la sostenibilità è il roadshow organizzato tra novembre e dicembre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/percorsi-di-distretto-la-sostenibilita-incontra-i-territori/">PERCORSI DI DISTRETTO: LA SOSTENIBILITÀ INCONTRA I TERRITORI</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Percorsi di distretto: implementare gli strumenti per la tracciabilità e la sostenibilità <em>è il roadshow organizzato tra novembre e dicembre 2024 nei territori-chiave della produzione moda italiana per aiutare le imprese ad affrontare le complessità normative della transizione sostenibile. Le cinque tappe del programma, concepito come seguito ideale dell’Evento 4sustainability </em>Connection Wires<em>, hanno offerto l’occasione per approfondire anche le soluzioni YHub, primo gruppo italiano di servizi innovativi e piattaforme digitali per la tracciabilità e la misurazione d’impatto del settore.</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Le tappe del roadshow</strong></span></h2>
<p><strong>Biella,</strong> <strong>12 novembre</strong> | In collaborazione con <strong><a href="https://www.magnolab.com/" target="_blank" rel="noopener">Magnolab</a></strong></p>
<p><strong>Como,</strong> <strong>14 novembre</strong> | In collaborazione con <strong><a href="http://www.brachi.company/" target="_blank" rel="noopener">Brachi Testing Services</a></strong></p>
<p><strong>Fermo, 19 novembre</strong> | In collaborazione con <strong><a href="https://www.itssmart.it/" target="_blank" rel="noopener">ITS Smart Academy</a></strong></p>
<p><strong>Prato, 25 novembre</strong> | In collaborazione con <strong>Prato Futura</strong></p>
<p><strong>Arzignano, 4 dicembre</strong> | In collaborazione con <strong><a href="https://distrettovenetodellapelle.it/" target="_blank" rel="noopener">Distretto Veneto della Pelle</a></strong></p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Gli spunti del confronto con le aziende</strong></span></h2>
<p>Il dialogo con la filiera produttiva ha ruotato attorno a macro-temi di evidente attualità, sviluppati con l’intento di informare e fornire risposte concrete alle esigenze delle aziende, valorizzando al contempo le peculiarità di ogni territorio.</p>
<ul>
<li><strong>Conformità normativa come leva d&#8217;innovazione</strong>: le nuove direttive europee, pur molto impegnative, rappresentano un’opportunità per ripensare processi e strategie aziendali.</li>
<li><strong>La tracciabilità, standard del futuro</strong>: la capacità di mappare e collegare i flussi produttivi è centrale per accrescere la fiducia dei clienti e garantire la competitività sui mercati globali.</li>
<li><strong>L’importanza delle partnership</strong>: la collaborazione tra attori della filiera è condizione irrinunciabile per assicurare la transizione del settore.</li>
<li><strong>L’armonizzazione come scopo</strong>: la riduzione delle inefficienze passa per l’adozione di sistemi uniformi di raccolta dati e di controllo.</li>
</ul>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>La risposta dei territori</strong></span></h2>
<p>L’interesse e la <strong>partecipazione attiva</strong> che hanno caratterizzato tutte le tappe del roadshow testimoniano una crescente sensibilità delle imprese verso la trasformazione sostenibile dei modelli di business: ciò che è emerso con forza, rispetto a un passato anche recentissimo, è la consapevolezza degli scenari aperti dall’accelerazione normativa globalmente in atto e da quella altrettanto importante a livello di soluzioni tecnologiche a supporto, dove una delle sfide più sentite ha certamente a che fare con il <strong>Passaporto Digitale di Prodotto</strong>.</p>
<p>Gli impatti di questa ondata di novità sull’operatività delle aziende è fonte di preoccupazione trasversale ai vari distretti. Pesano sul contesto l’incertezza sulle specifiche delle leggi in arrivo e gli oneri connessi; il fronte aperto della sicurezza dei dati, sulla cui trasparenza si gioca la partita della transizione sostenibile; il procedere lento nell’armonizzazione dei requisiti richiesti dai brand e la fatica che costa ai fornitori adeguarsi…<br />
Insomma, un orizzonte complesso che i relatori del ciclo di incontri – per <strong>YHub</strong>, <strong>Francesca Rulli</strong>, <strong>Martina Schiuma</strong>, <strong>Massimo Brandellero</strong> ed <strong>Enrico Purgato</strong> – hanno provveduto a schiarire rassicurando l’uditorio sulla gradualità e la fattibilità di un processo di conversione da interpretare come opportunità di crescita, prima ancora che come obbligo. L’essenziale è attrezzarsi, cominciando dalla mappatura dei diversi tier lungo la filiera e dalla raccolta dei dati di performance ambientale e sociale su cui si fonda il <strong>Green Deal Europeo</strong>, indispensabili anche per la costruzione dei DPP.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Esigenze comuni, accenti diversi</strong></span></h2>
<p>La risposta dei territori ha evidenziato elementi di riflessione assolutamente trasversali, ma con accenti diversi da distretto a distretto.</p>
<h3><span style="color: #808080;"><strong>Biella</strong> <strong>e</strong> <strong>Como</strong></span></h3>
<p>A Biella e Como, il confronto ha restituito un quadro molto interessante delle dinamiche all’origine di alcune istanze delle imprese, non solo di questi distretti. L’uscita delle prime bozze delle normative, in particolare, ha generato una duplice accelerazione: da una parte, i controlli nei confronti dei fornitori sono sensibilmente aumentati, spinti anche dai casi giudiziari di non conformità che hanno esposto mediaticamente alcuni brand; dall’altra, si è generata una vera e propria rincorsa allo sviluppo di piattaforme tecnologiche da testare oggi perché possano essere pronte domani, all’entrata in vigore delle nuove leggi. Il peso di questo caos si è riversato sulle aziende della filiera, da cui è emersa forte ed esplicita la richiesta di <strong>armonizzazione dei sistemi di auditing</strong>, oltre che di raccolta dati.</p>
<p>“<em>È un’urgenza</em> – spiega <strong>Francesca Rulli</strong> – <em>che abbiamo colto in tutti gli appuntamenti del roadshow e che richiede uno sviluppo coerente delle nostre soluzioni a supporto di brand e filiera. Il percorso di ascolto ci guida verso l’obiettivo di armonizzare strumenti e metodi, offrendo alla filiera una soluzione idonea a raccogliere ed elaborare i dati per rispondere più efficacemente alle richieste dei clienti. Questo approccio facilita lo scambio e ottimizza lo sforzo necessario per gestire e verificare le informazioni. Nel 2025, continueremo a lavorare con determinazione su questa strada, convinti che solo un confronto costante con le imprese possa avvicinare gli obiettivi. Ringrazio chi ci ha ospitati e chi, con le sue domande e i suoi interventi, ha arricchito il nostro viaggio nei distretti della moda italiana</em>”.</p>
<h3><span style="color: #808080;"><strong>Prato</strong></span></h3>
<p>L’apertura a logiche collaborative e l’interesse ad approfondire i dettagli per adottare le misure necessarie è risultata maggiore nei territori con imprese più strutturate e verticalizzate. In un distretto come quello di Prato caratterizzato invece da aziende mediamente piccole e piccolissime, la riflessione è confluita su un tema come la <strong>frammentazione</strong> che riguarda il modello produttivo in senso più ampio – al di là, cioè, degli oneri riferibili alla sola transizione green – e sui concetti di aggregazione e collaborazione sistemica per superare il vincolo dimensionale.</p>
<h3><span style="color: #808080;"><strong>Fermo</strong></span></h3>
<p>Un’altra esigenza diffusa trasversalmente ai distretti dove abbiamo fatto tappa è la carenza delle <strong>competenze</strong> che servono per realizzare progetti concreti di tracciabilità e riduzione d’impatto. In quello calzaturiero delle Marche è risaltato in modo particolare: il legame tra la lentezza dei processi di conversione e la difficoltà di reperire risorse già formate e pronte per lavorare in azienda è suonato infatti in forma quasi di appello, come limite alla progettualità per lo sviluppo sostenibile, oltre che per la compliance.</p>
<h3><span style="color: #808080;"><strong>Arzignano</strong></span></h3>
<p>La trasparenza è una condizione necessaria della sostenibilità che richiede in tanti casi un vero e proprio switch culturale. Vale per tutti i distretti del tessile e vale, a maggior ragione, per i distretti della pelle come quello di Arzignano, dove il know how delle singole imprese ha caratteristiche tipiche di unicità ed eccellenza. Le resistenze che ne derivano alla condivisione dei dati – indispensabile per intraprendere certi percorsi di trasformazione – si superano quindi solo con un netto <strong>cambio di mindset</strong>.</p>
<p>“<em>L’incontro di Arzignano</em> – rileva <strong>Massimo Brandellero</strong> –<em> ci ha dato modo di sottolineare come la condivisione dei dati lungo la filiera sia un requisito indispensabile per restare competitivi, interpretando gli obblighi di adeguamento alle nuove norme come opportunità di crescita.<br />
Il Passaporto Digitale di Prodotto emerge come lo strumento più idoneo per valorizzare la qualità e la sostenibilità del Made in Italy, assicurando una maggiore connessione tra i diversi attori della filiera e rafforzando la fiducia dei clienti sui mercati globali.<br />
Grazie al Distretto Veneto della Pelle per l’accoglienza e a tutte le aziende presenti per gli utili spunti di riflessione. La strada è complessa, ma il distretto di Arzignano, con il suo patrimonio di tradizione e capacità innovative, ha tutte le caratteristiche per diventare un esempio di eccellenza sostenibile</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/percorsi-di-distretto-la-sostenibilita-incontra-i-territori/">PERCORSI DI DISTRETTO: LA SOSTENIBILITÀ INCONTRA I TERRITORI</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<title>VENICE SUSTAINABLE FASHION FORUM: I NOSTRI TAKEAWAYS</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/venice-sustainable-fashion-forum-i-nostri-takeaways/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 08:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali consapevolezze possiamo portarci a casa dal programma di speech del Venice Sustainable Fashion Forum 2024, oltre che dal terzo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Quali consapevolezze possiamo portarci a casa dal programma di speech del Venice Sustainable Fashion Forum 2024, oltre che dal terzo report Just Fashion Transition? Ecco i nostri takeaways.</em></p></blockquote>
<p>L’edizione 2024 del Venice Sustainable Fashion Forum, organizzato da <strong><a href="https://www.sistemamodaitalia.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Sistema Moda Italia</a></strong>, <strong><a href="https://www.ambrosetti.eu/" target="_blank" rel="noopener">The European House Ambrosetti</a></strong> e <strong>Confindustria Veneto Est </strong>alla Fondazione Giorgio Cini, si è chiusa il 25 ottobre con un bilancio interessante, somma dei contributi degli speaker sul palco e dei dati del rapporto <strong><em>Just Fashion Transition</em></strong>, giunto anch’esso alla sua terza edizione.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Tutti presenti (o quasi)</span></h2>
<p>Rubiamo l’ottimo spunto alla giornalista Laila Bonazzi, che in un post si è divertita a censire presenti e assenti, incluso l’ospite silente identificato da molti nel complesso di nuove norme e regolamenti con le quali le imprese del fashion &amp; luxury si stanno già confrontando.<br />
Chi altro c’era? Facciamo uno strappo all’etichetta e cominciamo da noi, presenti al Forum per la prima volta in qualità di partner con <strong>Massimo Brandellero</strong>, <strong>Matteo De Angelis</strong> e <strong>Francesca Rulli</strong>, chiamata a intervenire nella prima giornata dei lavori durante il focus del pomeriggio sullo studio di Ambrosetti.<br />
Sul palco e in sala, brand, aziende della filiera (italiana) e grandi gruppi industriali, consorzi d’impresa e ONG internazionali, università, media specializzati, esperti di ogni materia correlata più o meno direttamente al tema centrale della conferenza <strong><em>Leading Re-generation</em></strong>, dove la chiave per il cambiamento del sistema è evidentemente l’innovazione sostenibile.<br />
Non pervenute le istituzioni, sollecitate in apertura di evento a un maggiore ascolto delle imprese di un settore, quello della moda, che sta vivendo oggi una fase critica e sfidante al tempo stesso.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">I numeri di Just Fashion Transition</span></h2>
<p>La <strong>burocrazia</strong> è stata indicata da più voci come un freno allo sviluppo, tanto più perché va a colpire quella filiera a monte che per ragioni dimensionali, soprattutto, ha le spalle più deboli e dovrebbe essere dunque tutelata e agevolata. Ecco, questo è stato sicuramente fra i temi più ricorrenti della due-giorni veneziana: la richiesta trasversale da parte dei vari stakeholder di una burocrazia più snella e di <strong>processi approvativi più veloci </strong>di quel 2030 identificato come termine del processo di regolamentazione europeo. Si tratta di un tempo oggettivamente troppo lungo, un limite all’assunzione di decisioni strategiche e quindi alla <strong>competitività</strong> stessa delle imprese.</p>
<p>Lo studio di Ambrosetti <em>Just Fashion Transition</em> ha preso in considerazione le 100 aziende più grandi del settore moda europeo e 31 retailer globali, valutando il loro livello di presidio e le loro prestazioni di sostenibilità sulla base di dati raccolti negli ultimi tre anni. Sebbene 28 società non abbiano ancora un bilancio di sostenibilità, il campione ha registrato un miglioramento medio del <strong>presidio dei temi ESG</strong> del 12%. Il maggiore dinamismo si registra nel contrasto al <strong>cambiamento climatico</strong>: un terzo sta riducendo le proprie emissioni a una velocità doppia rispetto a quella richiesta dal piano UE per la transizione verde, rimarcando da un lato che la decarbonizzazione è possibile, ma anche il significativo ritardo dei restanti due terzi, tale per cui la moda europea, complessivamente intesa, potrebbe raggiungere i suoi obiettivi climatici con 8 anni di ritardo.<br />
Ci confortano i dati tra loro comparabili, che non sono moltissimi fra quelli a disposizione, ma quei pochi ci dicono che <strong>a registrare i maggiori profitti sono le aziende che riducono di più le proprie emissioni</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Collaborare per superare la crisi e accelerare la transizione</span></h2>
<p>Proviamo a tirare le somme, facendo una sintesi delle posizioni emerse dai vari interventi, oltre che delle indicazioni del report. <strong>Quali consapevolezze possiamo portarci a casa</strong> da questa terza edizione del Venice Sustainable Fashion Forum?</p>
<ul>
<li>La transizione alla sostenibilità non è più un’opzione, ma <strong>un processo inevitabile</strong> innescato da logiche di mercato, prima ancora che dal legislatore: chi su certe scelte è ancora fermo, considera i costi dell’agire senza tenere conto di quelli, molti più alti, del <em>non </em>agire<em>.</em></li>
<li>La <strong>rivoluzione normativa</strong> in atto è un fattore necessario ma non sufficiente a traghettare il sistema verso modelli di business autenticamente sostenibili, un interruttore ma <em>non</em> un elemento di accelerazione.</li>
<li>Gli ambiti sui quali intervenire includono la <strong>semplificazione burocratica</strong>, <strong>regole più omogenee e certe</strong>, il rafforzamento della marginalità e una gestione sostenibile del debito per le piccole e medie imprese, che rappresentano quasi il 98% del settore; un <strong>accesso più agevole al credito</strong> e lo sviluppo diffuso di <strong>competenze specifiche</strong>.</li>
<li>I consumatori, soprattutto i più giovani e/o culturalmente preparati, danno la sostenibilità come valore acquisito, sollecitando una maggiore disponibilità di informazioni a bordo dei prodotti in grado di orientare <strong>comportamenti di acquisto più consapevoli</strong>.</li>
<li>Questo è il momento per <strong>guardare al futuro con ottimismo</strong>, interpretando come opportunità la fase di rallentamento che sta vivendo il comparto.</li>
<li>La via maestra per rimuovere gli ostacoli risiede nella <strong>collaborazione sistemica fra stakeholder</strong> – le aziende della filiera con la loro conoscenza dei processi, i brand con la loro conoscenza del mercato – e nell’<strong>aggregazione</strong> come risposta ai limiti dimensionali delle singole imprese.</li>
<li>L’<strong>armonizzazione dei dati </strong>per la tracciabilità dei prodotti e la misurazione degli impatti e la <strong>standardizzazione delle regole</strong> in ottica di semplificazione sono determinanti per la costruzione di filiere sostenibili in cui il valore sia più equamente distribuito.</li>
</ul>
<h2><span style="color: #99b812;">Concludendo</span></h2>
<p>“<em>La rivoluzione normativa e di mercato va affrontata con nuovi modelli organizzativi e strumenti innovativi</em>”, ha sottolineato <strong>Francesca Rulli </strong>a margine della sua partecipazione al Forum. “<em>Rispetto a una decina di anni fa, quando siamo partiti con 4sustainability e poi con <strong>The ID Factory</strong>, registro un avvicinamento crescente fra brand e filiera. Il che si concretizza in investimenti, co-progettualità, armonizzazione dei metodi e dei dati, integrazione delle tecnologie a supporto&#8230; Quello che era ieri un obiettivo a cui tendere, perché già sapevamo che avrebbe generato efficienza e capacità di supportare un percorso di trasparenza e gestione di impatto, mi sento oggi di definirlo un&#8217;evidenza, una voce ben presente nelle agende e sui tavoli di lavoro a cui siedono insieme brand e aziende della supply chain e a cui partecipiamo anche noi a supporto di entrambi. Di tutto questo, la due giorni veneziana ha offerto ulteriori, importanti riscontri</em>”.</p>
<h3><a href="https://venicesustainablefashionforum.it/documents/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #99b812;">VAI AGLI ATTI DEL VENICE SUSTAINABLE FASHION FORUM 2024</span></a></h3>
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		<title>ALLA MODA DAL 1948: LA SOSTENIBILITÀ IN MOSTRA A MILANO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/alla-moda-dal-1948-la-sostenibilita-in-mostra-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 16:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inaugurazione non poteva andare meglio: teatro gremito e un&#8217;atmosfera che più giusta non si può! Alla moda dal 1948, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/alla-moda-dal-1948-la-sostenibilita-in-mostra-a-milano/">ALLA MODA DAL 1948: LA SOSTENIBILITÀ IN MOSTRA A MILANO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inaugurazione non poteva andare meglio: teatro gremito e un&#8217;atmosfera che più giusta non si può! <strong><em>Alla moda dal 1948</em></strong>, la mostra di <strong><a href="https://tramaplaza.it/">Trama Plaza</a></strong> sulla dimensione sociale della sostenibilità che sceglie l&#8217;upcycling e la creatività come cifra narrativa, ha debuttato il 1° febbraio allo Spazio Seicentro di <strong>Milano</strong>, dove resterà fino a domenica 11 con <strong>ingresso gratuito</strong>.<br />
Nella serata inaugurale<em>, </em>sono stati premiati i designer vincitori di un concorso che è fra i tanti valori aggiunti di questa iniziativa &#8220;garantita&#8221; 4sustainability, designer che hanno reinterpretato artisticamente le <strong>divise da lavoro</strong> messe a disposizione da alcune eccellenze della filiera produttiva della moda.</p>
<p>Ecco il podio indicato dalla giuria, posto che &#8220;<em>mai come in questa occasione</em> &#8211; ha osservato la presidente di Trama Plaza <strong>Erica Brunetti</strong> &#8211; <em>vincono tutti e tutti vinciamo</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;">1° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f947.png" alt="🥇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <span style="color: #99b812;">flavialarocca</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Albini Group</span></h5>
<h5 style="text-align: center;">2° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f948.png" alt="🥈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <span style="color: #99b812;">Giorgiandreazza</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Conceria Montebello</span></h5>
<h5 style="text-align: center;">3° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f949.png" alt="🥉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span style="color: #99b812;"> _DENNJ_</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Achille Pinto</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spunti molto interessanti sono venuti anche dal confronto moderato da <strong>Laila Bonazzi</strong> fra le giurate che ha preceduto la premiazione. Fra loro, anche <strong>Francesca Rulli</strong>, chiamata a esprimersi su un tema molto caro a <strong>4sustainability</strong> come la misurazione degli impatti sociali e ambientali della filiera produttiva della moda.<br />
&#8220;<em>Abbiamo sposato questa mostra fin dal principio</em> &#8211; ha aggiunto a serata conclusa &#8211; <em>perché &#8216;sapeva di buono&#8217;&#8230; Un&#8217;iniziativa con un messaggio importante e un format originale che ci ha subito convinti a coinvolgere anche alcune aziende 4sustainability. A loro va il nostro grazie, oltre a quello degli organizzatori, perché credere per primi in qualcosa, scommettere per primi su un evento che non ha precedenti nè riferimenti&#8230; richiede visione e intelligenza. Non stupisce che queste aziende siano impegnate anche in un percorso strutturato di sostenibilità: il motore che le muove è esattamente lo stesso</em>&#8220;.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>I designer e le aziende di <em>Alla moda dal 1948</em></strong></span></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-124496 size-large aligncenter" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1024x542.jpg" alt="4sustainability_I designer e le aziende in mostra a Milano" width="840" height="445" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1024x542.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-300x159.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-768x406.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1536x813.jpg 1536w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-350x185.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability.jpg 1595w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p><em>Alla moda dal 1948</em> punta a valorizzare le best practice di <strong>sette aziende italiane della manifattura italiana</strong> del tessile, abbigliamento e pelletteria impegnate in un percorso strutturato di transizione alla sostenibilità sociale e ambientale, anche attraverso il sistema 4sustainability! Le opere sono la rivisitazione delle divise da lavoro che ogni azienda ha messo a disposizione e che diventano un vero e proprio manifesto di responsabilità e attenzione al benessere dei lavoratori. Altrettanti <strong>fashion designer</strong> fra i più noti nel panorama della moda sostenibile, come detto, sono stati abbinati alle aziende per reinventarne le divise attraverso un processo artistico sartoriale di <em>upcycling</em>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Since 1948</span></h2>
<p>L’idea della mostra nasce da un’opera realizzata dalla fashion designer Irene Labella, membro del collettivo Trama Plaza: su una vecchia giacca da lavoro della Montedison, acquistata in un mercato di Terni, Irene ha ricamato a mano due articoli della <strong>Costituzione Italiana</strong>. L’opera, che richiama nel titolo <strong><em>Since 1948</em></strong> l’anno di entrata in vigore della Costituzione, è parte integrante della mostra, esposta fuori concorso insieme agli altri lavori.</p>
<blockquote><p>“<em>Dopo averci lavorato, mi sono resa conto di non voler vendere la giacca come fosse un capo qualsiasi. Volevo tatuare qualcosa su questa giacca, volevo farla diventare un manifesto della sostenibilità legata alle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Ho ricamato sopra due articoli della Costituzione italiana, il 4 e il 36: il primo cita il diritto al lavoro, il secondo una retribuzione giusta e dignitosa</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Irene Labella</strong>, fashion designer</p>
</blockquote>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-124503 size-large" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-1024x576.jpg" alt="Save the Date Alla moda dal 1948 4sustainability" width="840" height="473" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-1024x576.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-300x169.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-768x432.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-350x197.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability.jpg 1200w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">“<em>Questa giacca rappresenta perfettamente i valori di Trama Plaza ed è stata una naturale ispirazione per una mostra artistica. Innanzitutto, è frutto di upcycling, ovvero un processo di valorizzazione di un capo di abbigliamento già esistente attraverso la creatività. Un processo contro gli sprechi della moda che Trama Plaza vuole promuovere. E poi racconta un aspetto della moda sostenibile spesso trascurato, ovvero i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che, in una lunga e complessa filiera, confezionano i nostri tessuti, abiti e accessori. Tutto il nostro abbigliamento è fatto a mano da qualcuno: tenere alta l’attenzione verso queste persone e i loro diritti è parte della missione di Trama Plaza</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Erica Brunetti</strong>, fondatrice e presidente di Trama Plaza</p>
</blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Valore all’eccellenza</strong></span></h2>
<p>Il sigillo di 4sustainability alla mostra <em>Alla moda dal 1948</em> , unica nel suo genere, si coglie anzitutto nella selezione delle aziende che hanno aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione le proprie divise e aprendosi al racconto di <strong>un impegno per la sostenibilità che comprende anche l’attenzione alle proprie persone e al loro benessere</strong>.<br />
Quasi tutte le imprese coinvolte – sette eccellenze della manifattura italiana del tessile, della pelle e dell’abbigliamento adottano il sistema di garanzia 4sustainability per <strong>realizzare progetti concreti</strong> di sostenibilità e <strong>comunicare in trasparenza al mercato</strong> le proprie performance.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>ACHILLE PINTO</strong></span> è la prima azienda 4sustainability del distretto serico di Como, una collaborazione partita con il protocollo CHEM e collaudata nel tempo anche attraverso attività costanti di formazione interna. Il suo impegno per la sostenibilità include oggi il presidio di temi evoluti come la tracciabilità dei processi e la gestione dei dati per la costruzione di Digital Product Passport.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>ALBINI GROUP</strong></span> è sinonimo dal 1876 di tessuti preziosi, prodotti secondo gli standard più elevati di qualità grazie a tecnologie e soluzioni d’avanguardia. E siccome innovazione e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia, il percorso di Albini non poteva che essere sostenibile in termini tanto ambientali quanto sociali. L’incontro con 4sustainability viene di conseguenza.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>CANGIOLI 1859</strong></span> è una realtà industriale verticale che opera da cinque generazioni nel distretto tessile di Prato. La sostenibilità fa parte da molto tempo della sua cultura d’impresa e delle sue strategie, come testimonia fra l’altro l’adesione della prima ora al sistema 4sustainability e dunque a un modello incentrato sulla raccolta dei dati e la misurazione delle performance.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>CONCERIA MONTEBELLO</strong></span> produce artigianalmente pelli per i brand più prestigiosi del fashion &amp; luxury, con un’attenzione alla sostenibilità che individua nella tracciabilità dei processi di produzione e nella comunicazione trasparente al mercato la via maestra per il cambiamento.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>GRUPPO FLORENCE</strong></span> è un polo integrato di produzione per i brand del lusso che riunisce numerose aziende del tessile, della pelle, dell’abbigliamento, della calzatura e delle lavorazioni intermedie. Il Gruppo ha avviato un percorso verso la sostenibilità che vede coinvolte tutte le sue aziende, un progetto ambizioso che dimostra visione e intelligenza manageriale non comuni. 4sustainability è al loro fianco con un piano d’azione strutturato per la riduzione dell’impatto ambientale e la crescita della responsabilità sociale misurato costantemente per mostrarne al mercato il valore reale.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>LANIFICIO DELL&#8217;OLIVO</strong></span> è leader nella creazione di filati fantasia per la maglieria industriale e per l’aguglieria. Tra le primissime aziende ad aver avviato con 4sustainability la sua trasformazione sostenibile, ha una storia di impegno e coerenza che l’attuale management sta portando avanti attraverso una strategia di sviluppo sempre più trasversale e ingaggiante anche per la sua filiera.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>MANIFATTURA SESIA</strong></span> è un’azienda specializzata in filati di alta gamma, esemplare per l’integrazione con il territorio, per l’approccio multidimensionale alla sostenibilità – con quattro pillar 4sustainability già attivati – e per un’interpretazione della sostenibilità come cultura d’impresa. Il suo è un impegno che individua nella qualità un valore e che protegge, risparmia e ricicla risorse.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">La giuria</span></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-124505 size-large" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1024x412.jpg" alt="Giuria Mostra 4sustainability" width="840" height="338" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1024x412.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-300x121.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-768x309.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1536x617.jpg 1536w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-350x141.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1.jpg 1595w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<blockquote><p>“<em>Negli ultimi 10 anni, l’industria della moda ha portato avanti un percorso di riduzione degli impatti ambientali e sociali che mostra oggi i suoi risultati: sulla revisione dei processi produttivi si sono fatti molti passi avanti e le aziende 4sustainability rappresentano un caso interessante di misurazione. Oggi dobbiamo aiutare anche il consumatore a crescere in consapevolezza, così da premiare attraverso le scelte di acquisto le produzioni concretamente sostenibili. Contribuire con tutte le nostre energie a un’iniziativa come questa ci offre l’occasione irrinunciabile di valorizzare pratiche sostenibili che sono tali solo se riducono l&#8217;impatto dei materiali e dei processi e che reiventano i prodotti per allungarne il ciclo di vita. Il mio grazie va a Trama Plaza per averci coinvolti e alle sette magnifiche aziende protagoniste della mostra</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO Process Factory e founder 4sustainability</p>
</blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/alla-moda-dal-1948-la-sostenibilita-in-mostra-a-milano/">ALLA MODA DAL 1948: LA SOSTENIBILITÀ IN MOSTRA A MILANO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PROCESS FACTORY E BLUWIN, PARTNERSHIP PER RIDURRE GLI IMPATTI DELLA MODA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/process-factory-e-bluwin-partnership-per-ridurre-gli-impatti-della-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 10:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=123501</guid>

					<description><![CDATA[<p>Process Factory e BluWin Firmano un protocollo d&#8217;intesa per collaborare al miglioramento delle performance di sostenibilità nell&#8217;industria tessile e dell’abbigliamento. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/process-factory-e-bluwin-partnership-per-ridurre-gli-impatti-della-moda/">PROCESS FACTORY E BLUWIN, PARTNERSHIP PER RIDURRE GLI IMPATTI DELLA MODA</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Process Factory e BluWin Firmano un protocollo d&#8217;intesa per collaborare al miglioramento delle performance di sostenibilità nell&#8217;industria tessile e dell’abbigliamento.</em></p></blockquote>
<p>L’accelerazione impressa dal mercato e dal legislatore verso <strong>modelli di business sostenibile</strong> è sotto gli occhi di tutti. A livello europeo, in particolare, il numero crescente di normative in arrivo evidenzia come la transizione sostenibile a cui sono chiamate le aziende sia non più solo una scelta etica volontaria, ma un obbligo di legge a tutti gli effetti.</p>
<p>La <strong><a href="https://www.4sustainability.it/il-parlamento-europeo-approva-la-corporate-sustainability-due-diligence-directive/">Corporate Sustainability Due Diligence Directive</a></strong>, la <strong><a href="https://www.4sustainability.it/green-claims-directive-stretta-dell-unione-europea-sul-greenwashing/">Green Claims Directive</a></strong> e l’<strong>Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR)</strong>, che include il capitolo-chiave sul <strong><a href="https://www.4sustainability.it/digital-product-passport-se-non-lo-sai-te-lo-diciamo-noi/">Digital Product Passport</a></strong>, sono solo tre dei tanti esempi possibili. E tutti sono allineati con il Green Deal dell’Unione Europea che impone e allo stesso tempo incoraggia buone pratiche di sostenibilità, stanziando fondi per <strong>225 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Al fine di affrontare queste sfide e favorire il cambiamento, <strong>Process Factory</strong> e <strong><a href="http://www.bluwin.net/" target="_blank" rel="noopener">BluWin</a></strong> hanno firmato un <strong>Protocollo d&#8217;Intesa</strong> per collaborare mettendo in sinergia le competenze e i punti di forza rispettivi.</p>
<p>Process Factory e BluWin collaboreranno per favorire lo scambio di informazioni tra stakeholder e promuovere le migliori esperienze e metodologie per la riduzione d’impatto della produzione moda come il framework <strong>4sustainability</strong>. Questo include iniziative idonee a favorire il consumo responsabile delle risorse, l&#8217;implementazione di sistemi di gestione chimica, la tracciabilità dei processi, il monitoraggio delle catene di fornitura, la diffusione di pratiche di riciclo e design sostenibile e il passaggio all’uso di materiali a minor impatto per la produzione sostenibile. Obiettivo ulteriore di questa collaborazione è <strong>incrementare su scala globale l’applicazione del framework 4sustainability e dei suoi strumenti</strong>.</p>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO e Founder of Process Factory, ha affermato: “<em>La collaborazione di lungo corso con <strong>ZDHC</strong> (Zero Discharge of Hazardous Chemicals) come solution e training provider ci ha permesso di entrare in contatto con BluWin e di verificare nel tempo la convergenza dei nostri rispettivi approcci per la riduzione degli impatti ambientali e sociali. Questa collaborazione segna un passo significativo nella crescita e nel rafforzamento delle nostre rispettive offerte di servizi per sostenere la transizione sostenibile della produzione moda</em>”.</p>
<p><strong>Siva Pariti</strong>, Senior Technical Marketing Officer di BluWin, ha detto: “<em>BluWin è entusiasta di collaborare con Process Factory, una delle aziende di consulenza più accreditate in Italia sul fronte della sostenibilità. Le aziende del tessile e della moda possono accedere adesso a livello globale a servizi di eccellenza e soluzioni strutturate per accompagnare la loro trasformazione sostenibile. Il nostro obiettivo è aiutarle a fronteggiare le sfide che le novità sul fronte normativo rendono ancora più pressanti, garantendo un&#8217;assistenza continua di altissimo livello</em>”.</p>
<p>Questa collaborazione strategica segna <strong>una svolta cruciale per l’industria globale del tessile e della moda</strong>. La crescente importanza dei temi legati agli impatti sul clima impone alla catena del valore del settore moda un netto cambio di passo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/process-factory-e-bluwin-partnership-per-ridurre-gli-impatti-della-moda/">PROCESS FACTORY E BLUWIN, PARTNERSHIP PER RIDURRE GLI IMPATTI DELLA MODA</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<title>FEEL THE GREEN &#124; BEHIND THE STAGE: A MILANO, IL DIETRO LE QUINTE DELLA FILIERA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/feel-the-green-behind-the-stage-a-milano-il-dietro-le-quinte-della-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 12:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La filiera della maglieria italiana, espressione di know how e saper fare ai più alti livelli, si è presa la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La filiera della maglieria italiana, espressione di <em>know how</em> e saper fare ai più alti livelli, si è presa la scena durante la Milano Fashion Week grazie a <em>Feel the Green. Behind the stage.</em> Feel The Yarn® è il capofila dell&#8217;evento a cui 4sustainability® ha prestato i suoi pillar come tema conduttore, collaborando anche alla gestione dei talk inseriti nel ricchissimo programma.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Milano, il 23 e 24 febbraio scorso, <em>Feel the Green. Behind the Stage</em> ha raccontato il “dietro le quinte” della moda – per la prima volta in un unico evento – dando spazio e voce ai suoi maggiori interpreti e alle dimensioni-chiave della sostenibilità. Talk, mostre, esposizioni, <em>speed date</em> fra aziende e studenti si sono susseguiti per due giornate con l’obiettivo di valorizzare tutti quei fattori che fanno della filiera italiana della maglieria il partner ideale per chi “pensa e produce sostenibile”.</p>
<p>A ispirare l’innovativo format di Feel The Yarn<sup>®</sup>, i sei pilastri del sistema <strong>4sustainability</strong> – PEOPLE, TRACE, MATERIALS, CHEM e PLANET – declinati in altrettante aree tematiche.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>People</strong></span></h2>
<p>La sezione <strong>PEOPLE</strong> si è caratterizzata per l’incontro tra il mondo del lavoro e quello della formazione, a sottolineare l’importanza delle competenze per la transizione del sistema moda alla sostenibilità. Altri temi centrali, la valorizzazione dei talenti, l’attenzione al benessere e alla soddisfazione delle risorse, il rispetto di condizioni idonee di lavoro.<br />
Per favorire la contaminazione tra le due realtà, durante l’evento si sono tenute attività specifiche tarate sul mondo della maglieria. Il Talk &#8220;La centralità del designer nella manifattura&#8221;, in particolare, ha visto confrontarsi tra loro imprenditori, istituzioni, esperti del settore, con la presentazione dei risultati della ricerca Con-Text del<strong> Dipartimento di Design del Politecnico di Milano.<br />
</strong>Ad accorciare le distanze tra imprese e giovani designer ci hanno pensato poi gli <strong>speed-date </strong>concepiti &#8220;<em>per favorire lo scambio di informazioni e i contatti tra chi vive l’azienda in prima persona e chi vi si vorrebbe approcciare</em>&#8221; &#8211; così si è espresso al riguardo <strong>Giovanni Conti</strong>, docente di Design del Politecnico.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Trace</strong></span></h2>
<p>Focus sulla trasparenza e la tracciabilità della filiera produttiva per il Talk della sezione <strong><a href="https://www.4sustainability.it/trace/">TRACE</a></strong> “La tracciabilità e la trasparenza della filiera per la credibilità del cambiamento”, in programma durante la prima giornata di <em>Feel the Green</em>. Moderato da <strong>Ludovica Braglia</strong> (<strong>Ympact Società Benefit</strong>), il dibattito è stato un’occasione per comprendere quanto questi due fattori siano basilari per consolidare le relazioni con gli stakeholder migliorando anche la reputazione aziendale. Gestire con efficienza la rete dei fornitori, soprattutto, è l’unico modo per diminuire l’impatto dei rischi derivanti dalla complessità, dalla frammentazione e dalla dislocazione su scala globale della filiera produttiva.<br />
Oltre che per la presenza di importanti fornitori del settore, quest’area si è distinta anche per la ricostruzione in scala 1:1 di una filiera del prodotto maglieria, dalla fibra alla maglia finita.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Materials</strong></span></h2>
<p>Il ruolo e la qualità delle materie prime da impiegare in produzione e la ridefinizione delle politiche di acquisto in chiave sostenibile sono stati il <em>fil rouge </em>dell’area <a href="https://www.4sustainability.it/materials/"><strong>MATERIALS</strong></a>. In questo spazio tematico, presenti alcuni produttori di fibre e organismi di certificazione nazionali e internazionali, le aziende associate a Feel The Yarn<sup>®</sup> hanno presentato i loro filati sostenibili. Molto apprezzata anche la sezione “tendenza” a cura degli studenti del Politecnico di Milano – Dipartimento Maglieria.<br />
“<em>La sfida a cui siamo chiamati </em><em>è sostituire i materiali ‘tradizionali’ con alternative a minor impatto, orientandosi nella giungla di etichette e marchi ambientali per scegliere eventualmente quelli più idonei a qualificare i propri filati. Essenziale poi studiare nuove iniziative di processo, oltre che di prodotto: operativamente non è un passaggio banale, ma non ci sono altre strade possibili”, ha rimarcato</em> <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO e Founder di Process Factory/4sustainability.<br />
A lei il compito di moderare il Talk dal titolo <strong>“</strong>L’importanza delle materie prime sostenibili nelle politiche di acquisto dell’azienda moda”, che ha aiutato ad approfondire queste evidenze e le sue implicazioni per la filiera.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Cycle</strong></span></h2>
<p>Il riutilizzo delle fibre rigenerate, la ricostruzione della filiera del riciclo dal capo usato alla fibra preparata per la filatura cardata e la proposta di educational tour sono stati fra i motivi d’interesse dell’area <strong><a href="https://www.4sustainability.it/cycle/">CYCLE</a></strong>.<br />
Nel Talk <strong>“</strong>Recupero, riuso, riciclo e design sostenibile come iniziative concrete di economia circolare<em>”</em> moderato da <strong>Marta Martina</strong> (NLE) si è parlato di modelli di produzione e di consumo. Il modello economico basato sul tipico schema <em>take-make-waste</em>, reso anacronistico dalla scarsità di materiali e risorse, è superato. L’alternativa? Un modello responsabile fondato sulla condivisione, il riutilizzo, il ricondizionamento, il riciclo e l’innovazione anche in termini di design.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Chem e Planet</strong></span></h2>
<p>Per le aree <strong><a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/">CHEM</a></strong> e <strong><a href="https://www.4sustainability.it/planet/">PLANET</a></strong>, due Talk dal forte appeal culturale, oltre che tecnico: “Monitoraggio del rischio chimico e riduzione delle sostanze tossiche e nocive nei cicli produttivi” e “Le buone pratiche per la riduzione degli impatti ambientali e sociali della produzione”, andati in scena, rispettivamente, il 23 e il 24 febbraio. Al centro delle due tavole rotonde, moderate rispettivamente da <strong>Francesca Tardelli</strong> (Process Factory/4sustainability) e dalla giornalista <strong>Laila Bonazzi</strong>, sempre i processi. La riduzione e il monitoraggio del rischio chimico attraverso un buon sistema di chemical management e la riduzione degli impatti della produzione moda, in modo particolare, sono stati trattati come esempi concreti di sostenibilità applicata.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Know how, innovazione, creatività&#8230; Eccellenza</strong></span></h2>
<p><strong>“Feel the Green: Behind the stage” </strong>si è insomma proposto come un bel viaggio nel futuro sostenibile della moda italiana, un itinerario inedito anche per le eccellenze della maglieria italiana presenti della due-giorni milanese. Di sicura ispirazione sono state poi le prove creative di artisti e designer, che si sono presi il loro spazio garzie ad alcuni eventi nell’evento. Fra questi, la mostra <strong>“The Wonder”</strong> – ispirazioni fotografiche e materiche per la SS 24 a cura di <strong>Elisabetta Scarpini</strong> con il contribuito di <strong>Modateca Deanna</strong> e la collaborazione di CSM Camera Showroom di Milano – e la presentazione della <em>capsule collection</em> realizzata da <strong>Marie Nardi</strong>, vincitrice dell’edizione 2022 del Contest Feel the Green.</p>
<p>“<em>Feel the Green | Behind the Stage è frutto dell’attenzione che Feel The Yarn® dedica da sempre alle trasformazioni del mercato, le richieste del consumatore finale e i bisogni dei player della filiera”, ha </em>sottolineato il Presidente del <strong>Consorzio Promozione Filati</strong> – CPF <strong>Alberto Enoch</strong>. “<em>Dalla sintesi di questi elementi è nato un format fortemente innovativo, capace non solo di mettere in relazione i diversi protagonisti del comparto, ma anche di creare occasioni utili per riflettere sulle prospettive di sviluppo del settore, a partire dal rapporto industria della moda e mondo della formazione. Questo progetto ha voluto inoltre celebrare l’eccellenza della filiera della maglieria italiana, che per </em>know how<em>, innovazione, ricerca, sperimentazione e creatività ha tutte le carte in regola per essere il partner di riferimento a livello internazionale”.</em></p>
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		<title>COP27, LA MODA PROVA A DIRE LA SUA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/cop27-la-moda-prova-a-dire-la-sua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 15:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa è emerso di significativo dall’ultima conferenza sul clima COP27? A Sharm-el-Sheik, lo scorso novembre, molti player della moda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Che cosa è emerso di significativo dall’ultima conferenza sul clima COP27? A Sharm-el-Sheik, lo scorso novembre, molti player della moda e del lusso hanno comunicato i propri impegni e i risultati già raggiunti per la riduzione delle emissioni di carbonio.</em></p></blockquote>
<p>Secondo gli osservatori, l’unico grande obiettivo raggiunto dalla COP27, la ventisettesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, sarebbe l&#8217;istituzione di un fondo per i ristori delle perdite e dei danni derivanti dal cambiamento climatico. Giudizio troppo severo? Di notevole, per certo, c’è anche il moltiplicarsi di annunci da parte di brand e sodalizi del fashion &amp; luxury sul contributo offerto alla <strong>transizione sostenibile</strong> del sistema, un contributo che punta soprattutto su <strong>circolarità</strong>, <strong>energie rinnovabili</strong>, <strong>produzione</strong> e<strong> logistica avanzata</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>In ordine sparso e non</strong></span></h2>
<p>Tra gli appuntamenti della <strong><a href="https://cop27.eg/#/" target="_blank" rel="noopener">COP27</a></strong>, il fondatore di <strong>Yoox net-a-porter</strong> <strong>Federico Marchetti</strong> e l’amministratore delegato di <strong>Brunello Cucinelli Riccardo Stefanelli</strong> sono intervenuti per illustrare i risultati e i progressi del progetto <strong>Himalaya Regenerative Fashion Living Lab</strong>. Il progetto, che si avvale sul campo dell’associazione <strong>Reforest Action </strong>e della <strong>Circular Bioeconomy Alliance</strong> sostenuta anche da <strong>LVMH</strong>, ha come obiettivo principale quello di creare delle catene di valore intervenendo sulle comunità di alcune aree dell’Himalaya, ripristinando paesaggi degradati e recuperando le tradizioni artigianali e tessili per migliorare le economie locali del cashmere, del cotone e della seta.<br />
Ad oggi, sono stati piantati oltre un milione di alberi, contribuendo a garantire un lavoro a 354 persone e coinvolgendo più di 1700 proprietari terrieri, famiglie e agricoltori locali.</p>
<p>Ha avuto una certa eco l’iniziativa congiunta della <strong>Global Fashion Agenda</strong> (GFA) e del <strong>Programma ONU per l’Ambiente</strong> (UNEP): a una consultazione online volta a sollecitare i consumatori su obiettivi e misure coerenti in termini di impatto ambientale nella moda, si accompagnerà un programma di seminari in America Latina e Caraibi, Asia occidentale, Asia-Pacifico e Africa.</p>
<p>Incentrato sulla tutela delle foreste con l’obiettivo di arrivare a un approvvigionamento responsabile delle fibre di cellulosa, il progetto <strong>Canopy</strong> coinvolge 750 brand e gruppi industriali, fra cui <strong>Kering</strong>, <strong>H&amp;M</strong>, <strong>Inditex</strong>, <strong>Fast Retailing</strong>, <strong>Gap Inc.</strong> e ancora LVMH. Nel corso della conferenza, i firmatari si sono impegnati ad acquistare collettivamente oltre mezzo milione di tonnellate di materiali meno impattanti in termini di CO<sub>2</sub> per produrre abbigliamento, accessori e confezioni.<br />
L&#8217;accordo dovrebbe sbloccare i finanziamenti per 10-20 fabbriche di cellulosa a basso impatto per produrre queste fibre. Allo studio c’è anche l’utilizzo di residui agricoli e tessili riciclati nella ricerca di alternative al legno. Il progetto Canopy stima che per evitare l’uso attuale delle fibre a pasta di legno da parte del mercato, “basterebbe” il riciclo del 25% del cotone e del 25%.</p>
<p>Un comunicato della <strong>Better Cotton Initiative</strong> ha indirizzato ai leader mondiali un “preoccupato avvertimento”, richiamandoli a passare dalle parole ai fatti.<br />
La BCI si è posta l’obiettivo di ridurre del 50% entro il 2030 le emissioni complessive dei produttori di cotone che rappresenta. Ad inizio 2023, saranno annunciati ulteriori obiettivi relativi a salute del suolo, uso di pesticidi, mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori, ecc.</p>
<p>Il gruppo veneto <strong>OTB</strong>, che comprende i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni e Viktor&amp;Rolf, ha colto l’occasione della COP27 per aderire al <strong>Fashion Pact</strong> e condividerne gli obiettivi.</p>
<p>Tra gli impegni assunti a livello nazionale, citiamo quello condiviso da Regno Unito, Stati Uniti, Norvegia e Paesi Bassi – Paesi chiave per il trasporto merci internazionale, in particolare per l’industria dell’abbigliamento… – per la creazione di <strong>collegamenti marittimi verdi</strong> tra i loro porti.</p>
<p>In vista della COP15 (United Nations Biodiversity Conference) in programma a Montreal dal 17 al 19 dicembre, il Giappone ha fatto sapere di aver già firmato una serie di impegni con le Nazioni Unite a tutela della <strong>biodiversità</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>La moda sta facendo abbastanza?</strong></span></h2>
<p>Alla domanda se la moda stia facendo abbastanza per ridurre il proprio impatto si è cercato di dare una risposta durante il panel <strong>Fashion Industry on the Race to Zero </strong>previsto nel programma della COP27 a cui hanno partecipato fra gli altri la responsabile della sostenibilità e degli affari istituzionali del gruppo Kering <strong>Marie-Claire Daveu</strong>, il responsabile sostenibilità di <strong>Puma</strong> <strong>Stefan Seidel</strong>, la presidente di GFA <strong>Federica Marchionni</strong> e <strong>Leyla Ertur</strong>, Global Head of Sustainability del gruppo H&amp;M.</p>
<p>L’evento è stato organizzato dal <strong>Fashion Industry Charter for Climate Action</strong>, un’iniziativa lanciata nel 2018 durante la conferenza Cop24 in Polonia e rinnovata alla Cop26 di Glasgow dell’anno scorso. Lo scopo è di portare a zero le emissioni di gas serra dell’industria della moda entro il 2050, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro impegnati sulle sfide più complesse che deve affrontare il settore: dalla gestione delle materie prime all’uso delle fonti di energia, dalla logistica alle tecniche di produzione, alla comunicazione di sostenibilità.</p>
<p>Una delle evidenze emerse dal dibattito – se mai ce ne fosse stato bisogno – è che salvare il pianeta ha un costo che non tutti sono disposti a pagare. È vero, i contributi finanziari del settore stanno iniziando a crescere, ma sono ancora una goccia nell’oceano.</p>
<p>Commentando l’ammissione della Marchionni per la quale “<em>siamo lontani da dove dovremmo essere</em>”, <strong><a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli/">Francesca Rulli</a></strong> ricorda il fiorire negli anni di commitment sul clima, a cui però hanno fatto seguito poche azioni misurabili. “<em>Alcuni brand stanno realizzando progetti importanti per la riduzione d&#8217;impatto, coinvolgendo come necessario &#8211; e come previsto dalle migliori pratiche &#8211; le loro filiere produttive. Il processo di emulazione che tutti vorremmo stenta però a decollare, purtroppo&#8230; Noi facciamo la nostra parte con l’iniziativa <strong><a href="https://www.4sustainability.it/planet/">Planet</a></strong> del framework 4sustainability, che supporta l’implementazione in filiera di progetti per la riduzione degli impatti ambientali incentrati sulla misurazione dei dati e sul miglioramento delle performance, con particolare riferimento ad acqua, energia ed emissioni di energia</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/cop27-la-moda-prova-a-dire-la-sua/">COP27, LA MODA PROVA A DIRE LA SUA</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<item>
		<title>VENICE SUSTAINABLE FASHION FORUM: LE VOCI DEL CAMBIAMENTO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/venice-sustainable-fashion-forum-le-voci-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 09:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata una due-giorni decisamente affollata di pubblico e di relatori, quella del Venice Sustainable Fashion Forum, in programma il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/venice-sustainable-fashion-forum-le-voci-del-cambiamento/">VENICE SUSTAINABLE FASHION FORUM: LE VOCI DEL CAMBIAMENTO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>È stata una due-giorni decisamente affollata di pubblico e di relatori, quella del Venice Sustainable Fashion Forum, in programma il 27 e 28 ottobre nella magnifica sede della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio. Una cornice unica per un appuntamento a doppio timone: la prima giornata, intitolata Just Fashion Transition – a cura di Confindustria Venezia e The European House Ambrosetti, la seconda organizzata da Sistema Moda Italia (SMI) e Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) sul tema The Values of Fashion..</em></p></blockquote>
<p>Sul palco del <strong><a href="https://www.confindustria.venezia.it/inpresa/venice-sustainable-fashion-forum-2022-per-una-transizione-sostenibile-della-filiera-della-moda/" target="_blank" rel="noopener">Venice Sustainable Fashion Forum</a></strong>, il 27 e 28 ottobre scorso, si sono alternati molti, moltissimi ospiti, in rappresentanza di ONG, mondo della ricerca e dell’università, dell’industria e dell’impresa, dei brand e della filiera. E poi giornalisti, opinion leader, protagonisti della trasformazione sostenibile… Tutti insieme per indicare <strong>una strada condivisa di cambiamento</strong> e avviare un percorso di trasformazione basato su evidenze misurabili. Questa l’ambizione del summit costruito come una successione iper-ritmata di <em>speech</em> individuali, interviste a due e brevi dibattiti in cui ognuno ha portato la sua storia e il suo contributo di esperienza.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Ci hanno colpito, fra gli altri…</strong></span></h2>
<p>Inevitabile qualche sbavatura di autoreferenzialità, ma nella seconda giornata, soprattutto, non sono mancati racconti e opinioni notevoli. Citiamo fra gli altri <strong>Michael Ferraro</strong>, Executive Director del Design and Technology Lab del Fashion Institute of Technology di New York, che ha ispirato la platea proponendo alcuni esempi di innovazione applicata all’industria della moda: uno sguardo intelligente sul futuro del settore efficace anche in termini narrativi.</p>
<p>Molto atteso l’intervento di <strong>Marie Claire Daveu</strong>, Chief Sustainability and Institutional Affairs Officer di <strong>Kering</strong>, tra i brand più concretamente impegnati nella transizione sostenibile del proprio business. E il “concretamente” si riferisce tanto alla collaborazione con una rete estesa di startup per l’innovazione di prodotto e sui materiali, quanto all’ingaggio di una filiera produttiva che porta il peso forse più grande del cambiamento.</p>
<p>Altro brand molto attivo è <strong>Hugo Boss</strong>, rappresentato a Venezia da un <strong>Heinz Zeller</strong>, Head of Sustainability &amp; Logistics, a cui non fa difetto la franchezza. Sull’affidabilità dei dati per la misurazione delle performance di sostenibilità, per esempio, Zeller insinua il dubbio, invita a riflettere sull’importanza di valutare gli impatti della produzione, più che dei singoli prodotti… Perché i dati servono per la trasparenza, ma devono essere veri per poter essere condivisi!</p>
<p>Sul fronte opposto che opposto non dovrebbe essere – quello della filiera – il CEO di <strong>Pattern</strong> <strong>Luca Sburlati</strong> ha esposto le difficoltà di chi lavora sul campo per trasformare i processi e ridurre l’impatto della sua produzione, agendo talvolta su imput dei brand, ma spesso anche per scelta strategica volontaria. Con quali ritorni? Ecco, su questo Sburlati invoca il gioco di squadra, ma invita anche a fare da soli. Perché se in attesa di accordare le voci, brand e filiera stanno fermi, sarà il mercato a scegliere chi vive e chi muore.</p>
<p>Da segnalare per autorevolezza la presentazione di <strong>Serenella Sala</strong>, Deputy Head dello Unit Joint Research Centre della <strong>Commissione Europea</strong>, incentrata su Life Cycle Assessment e impronta ambientale di prodotto (PEF). Si tratta in entrambi i casi di “strumenti” fondamentali per garantire l’autenticità dell’impegno per la sostenibilità, anche se con difficoltà di applicazione oggetto, proprio in questi giorni, di discussione.</p>
<p>Bello e d’ispirazione, infine, lo speech di <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente della <strong>Fondazione Symbola</strong> e ambientalista di lungo corso. Il quale è partito dal grande impatto che la moda ha sull’ambiente e dai diritti spesso negati a cui è legato tanto import per suggerire una soluzione. Scommettere sulla sostenibilità e sulla bellezza, ecco la strada che dà futuro alle imprese, che le lega alle comunità e che rafforza il Made in Italy! Meno capi di maggiore qualità e durevolezza, più controllo della filiera, più buone pratiche economia circolare.</p>
<p>Quella che abbiamo di fronte, d’altra parte, è una rivoluzione che nei prossimi tre anni trasformerà letteralmente il sistema. Il che, come hanno sottolineato il presidente di CNMI <strong>Carlo Capasa</strong> e il presidente di SMI <strong>Sergio Tamborini</strong>, rappresenta per l’Italia un’opportunità enorme, ma anche un rischio da tenere sempre presente.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Aspettative per il futuro</strong></span></h2>
<p>Il bilancio di questa prima edizione del Venice Sustainable Fashion Forum è certamente positivo. <strong><a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli/">Francesca Rulli</a></strong> apprezza lo spirito dell’iniziativa, l’idea cioè di raccogliere le voci e l’impegno di tutti gli stakeholder del fashion &amp; luxury per avvicinare gli obiettivi di conversione del sistema alla sostenibilità. “<em>Il lavoro che portiamo avanti con <strong>4sustainability<sup>®</sup></strong> a supporto delle imprese della filiera mi condiziona</em>”, ammette scherzando. “<em>Ma il mio auspicio, in generale, è che le realtà produttive trovino sempre maggiore spazio in questo genere di appuntamenti, che si parli sempre di più di dati d’impatto della produzione perché è sulla loro riduzione che abbiamo il dovere d’intervenire. Per decidere quale vestito o accessorio acquistare, il consumatore deve poter <strong>valutare i comportamenti produttivi del brand</strong> e la sua capacità di gestirne gli impatti, sono queste le informazioni di cui ha bisogno per comprendere quelle analoghe sul singolo prodotto! Non esiste modo di realizzare davvero la transizione, insomma, se non occupandosi con serietà di processi produttivi e di filiera”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/venice-sustainable-fashion-forum-le-voci-del-cambiamento/">VENICE SUSTAINABLE FASHION FORUM: LE VOCI DEL CAMBIAMENTO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ESPERTI E IMPRESE DELLA FILIERA A CONFRONTO PER L’EVENTO ANNUALE 4SUSTAINABILITY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/esperti-e-imprese-della-filiera-a-confronto-per-l-evento-4sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 13:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=98047</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il grande successo del primo atto in streaming, torna in presenza il 9 giugno a Firenze l’Evento annuale 4sustainability [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/esperti-e-imprese-della-filiera-a-confronto-per-l-evento-4sustainability/">ESPERTI E IMPRESE DELLA FILIERA A CONFRONTO PER L’EVENTO ANNUALE 4SUSTAINABILITY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dopo il grande successo del primo atto in streaming, torna in presenza il 9 giugno a Firenze l’Evento annuale 4sustainability <em>Numeri primi. Il Rinascimento sostenibile della filiera moda</em>. Un tema di grande attualità, considerate le evoluzioni normative a livello europeo ed extra europeo.</p></blockquote>
<p>La <strong>sostenibilità</strong> è la strada obbligata per il sistema moda. Senza negare le difficoltà che ciò comporta, è l’<strong>Unione europea</strong> a spingere con decisione in questa direzione: all’interno del pacchetto sull’economia circolare presentato dalla Commissione il 30 marzo 2022, infatti, è previsto un capitolo ad hoc proprio per il settore tessile, osservato speciale per il suo enorme impatto ambientale e sociale. I dettagli dipenderanno dall’esito della fase di consultazione in corso e dagli sviluppi dell’iter legislativo, ma la strada sembra tracciata: la Commissione si è impegnata a definire <strong>requisiti obbligatori di ecodesign</strong>, a contrastare il <strong>greenwashing</strong>, a introdurre un <strong>passaporto digitale</strong> per ogni singolo prodotto e ad assicurare che i capi in commercio siano <strong>longevi</strong>, <strong>sicuri</strong>, <strong>riutilizzabili</strong> e correttamente <strong>smaltiti</strong> a fine vita.</p>
<p>Se aggiungiamo che in molti Paesi dell’Unione è già iniziato il percorso di recepimento della <strong>Due Diligence Legislation</strong> in materia di ambiente e diritti umani, risulta evidente che per le <strong>imprese della filiera </strong>produttiva, tanto presenti in Italia, si prospetta un periodo di cambiamenti importanti. Meglio, di vera e propria accelerazione sui progetti di <a title="Riduzione Impatto Ambientale Moda" href="https://www.4sustainability.it/impronta-ambientale-dei-prodotti-il-metodo-lca/">riduzione degli impatti ambientali</a> e sociali che andranno da ora in avanti dimostrati attraverso <strong>indicatori di performance</strong> affidabili!</p>
<p><strong>4sustainability</strong>, il sistema e marchio che misura e attesta la <strong>sostenibilità</strong> delle filiere del fashion &amp; luxury, supporta con metodo e strumenti IT questa transizione epocale, con la “costruzione” di filiere a cui i brand possono affidarsi per creare prodotti a minore impatto effettivo. Ad oggi, circa 200 realtà, tra brand e imprese della filiera, hanno scelto questo innovativo framework per realizzare progetti concreti di sostenibilità e misurarne passo dopo passo i risultati – registrati, monitorati e comunicati al mercato attraverso un’evoluta piattaforma informatica.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Stakeholder del fashion a confronto</strong></span></h2>
<p>Dal 2013, 4sustainability dà il nome a un <strong>evento annuale</strong> per diffondere la cultura della sostenibilità, favorire il confronto fra stakeholder e ispirare l’industria del fashion &amp; luxury attraverso la condivisione di buone pratiche e progetti. Declinato nel 2020 solo in digitale a causa dell’emergenza sanitaria, per il 2021-2022 si è pensato a una <strong>formula ibrida</strong> divisa in due atti: dopo il primo in streaming del 2 dicembre scorso, in cui sono stati presentati e discussi i risultati raggiunti da un campione rappresentativo di 100 aziende che aderiscono alla roadmap 4s, è ora la volta del secondo atto, progettato esclusivamente in presenza come occasione di incontro e networking.</p>
<p><em>“Come titolo per questo doppio evento abbiamo scelto </em>Numeri primi. Il Rinascimento sostenibile della filiera moda. <em>Perché Numeri primi? Perché, se il Covid ci ha messo indubbiamente alla prova, i dati confermano che sulla sostenibilità ha agito anche da acceleratore, facendone il primo driver di un nuovo Rinascimento della filiera”, </em>commenta <strong>Francesca Rulli</strong>, Ceo della società di servizi <strong>Process Factory</strong> e ideatrice di <strong>4sustainability</strong>. <em>“Ripartiamo dai dati, allora, da quegli indicatori di performance che sono anche la cifra del nostro approccio alla sostenibilità. Il quadro che ci restituiscono premia la filiera più visionaria dei ‘numeri primi’, aziende che hanno visto nella sostenibilità un fattore-chiave di competizione e l’hanno fatto proprio, impegnandosi a costruire con 4sustainability un modello di business capace di integrare i bisogni del presente con la tutela doverosa del nostro futuro”.</em></p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>L&#8217;agenda del 9 giugno</strong></span></h2>
<p>L’appuntamento è per il pomeriggio di <strong>giovedì 9 giugno</strong> a <strong>Firenze</strong> presso la suggestiva location di <strong>Villa Viviani</strong> (via Gabriele D’Annunzio 218). L’evento, che prevede ampi spazi di networking per favorire il <strong>confronto</strong> e la <strong>collaborazione</strong>, è concepito per combinare tre obiettivi chiari e sfidanti:</p>
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<li>ispirare e condividere la visione in uno speech iniziale di Francesca Rulli e <strong>Anna Maria Tartaglia</strong></li>
<li>condividere <em>best practice</em> e metodologie in tre tavoli paralleli di lavoro a cui siederanno imprenditori e manager, esperti di sostenibilità e rappresentanti di ONG internazionali</li>
<li>proporre soluzioni e nuove sfide in un <em>debriefing</em> conclusivo che Francesca Rulli condurrà con <strong>Matteo Ward</strong> e <strong>Massimo Brandellero</strong></li>
</ul>
<p>Di seguito l’<strong>agenda</strong> del pomeriggio.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-98052 size-large" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-1024x1024.png" alt="Agenda Numeri Primi | Firenze, 9 giugno 2022" width="840" height="840" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-1024x1024.png 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-300x300.png 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-150x150.png 150w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-768x768.png 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-250x250.png 250w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER-1536x1536.png 1536w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2022/06/Agenda-VER.png 1600w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p><em>“È entusiasmante potersi incontrare di nuovo di persona, in un momento in cui la Commissione Europea mette bene in chiaro, peraltro, quanto la sostenibilità sia centrale per il futuro della filiera moda. Le persone che incontro </em>– conclude Rulli – <em>manifestano un desiderio crescente di condivisione e collaborazione, il che è funzionale alla gestione delle sfide che abbiamo davanti e che richiedono il gioco di squadra. Ecco, l’evento 4sustainability serve anche a questo: a unire le forze”.</em></p>
<p>“Numeri primi. Il Rinascimento sostenibile della filiera moda” è organizzato con il supporto di <strong><a href="http://www.brachi.company/" target="_blank" rel="noopener">Brachi Testing Services</a></strong>, laboratorio leader di analisi e prove tecniche per l’industria della moda, e <strong><a href="https://theidfactory.com/" target="_blank" rel="noopener">The ID Factory</a></strong>, software house specializzata nella tracciabilità della filiera del fashion. Hanno contribuito alla sua realizzazione, <strong><a href="https://www.bgmea.com.bd/" target="_blank" rel="noopener">BGMEA</a></strong> (Bangladesh Garment Manufacturers and Exporters Association), la più importante associazione di rappresentanza dell’industria bengalese dell’abbigliamento, <strong><a href="https://www.savinodelbene.com/" target="_blank" rel="noopener">Savino Del Bene</a></strong>, multinazionale attiva nel campo delle spedizioni internazionali e dei servizi logistici di supporto all’impresa.</p>
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