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	<title>aziende 4S Archivi - 4sustainability</title>
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	<description>Your Way to Sustainable Fashion</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jul 2024 12:57:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>aziende 4S Archivi - 4sustainability</title>
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	<item>
		<title>SONO PRATESI LE PRIME AZIENDE AD ADOTTARE 4TRACE, IL DIGITAL TEXTILE PASSPORT BY 4SUSTAINABILITY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/sono-pratesi-le-prime-aziende-ad-adottare-4trace-il-digital-textile-passport-by-4sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 11:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre l’industria della moda s’interroga sulle modalità per dotare capi e accessori di un proprio Passaporto Digitale di Prodotto, strumento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/sono-pratesi-le-prime-aziende-ad-adottare-4trace-il-digital-textile-passport-by-4sustainability/">SONO PRATESI LE PRIME AZIENDE AD ADOTTARE 4TRACE, IL DIGITAL TEXTILE PASSPORT BY 4SUSTAINABILITY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Mentre l’industria della moda s’interroga sulle modalità per dotare capi e accessori di un proprio Passaporto Digitale di Prodotto, strumento che il regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile (ESPR) rende di fatto obbligatorio, alcune aziende della filiera già impegnate in percorsi autonomi di sviluppo sostenibile si sono portate avanti adottando un proprio Digital Textile Passport.</em></p></blockquote>
<p><strong>Lanificio Bigagli</strong>, <strong>Lanificio Fortex</strong>, <strong>Lanificio Fratelli Balli</strong>, <strong>Lanificio Mario Bellucci</strong>, <strong>Manifattura Tessile Risaliti</strong>: sono pratesi le prime cinque imprese a scegliere <strong>4trace</strong>, il <strong>Passaporto Digitale dei Prodotti Tessili</strong> accessibile tramite QR Code sviluppato per mettere a disposizione di brand e aziende-clienti un ampio ventaglio di informazioni: dalle caratteristiche del prodotto alle materie prime utilizzate, alla loro provenienza, agli impatti ambientali e sociali dei processi produttivi.</p>
<p>“<em>Abbiamo deciso di investire in 4trace per offrire ai nostri clienti la massima trasparenza e garantire la sostenibilità dei nostri prodotti</em>”, hanno spiegato in una <strong>nota congiunta</strong> le cinque eccellenze del distretto pratese. “<em>Riteniamo che questa iniziativa possa non solo dare credibilità al nostro impegno per la sostenibilità, ma anche rafforzare la nostra competitività sui mercati globali</em>”.</p>
<p>4trace nasce dalla sinergia tra la <strong>metodologia di 4s TRACE</strong> – il protocollo del <strong>sistema 4sustainability®</strong> per la tracciabilità dei processi e il monitoraggio della filiera produttiva della moda – e la<strong> tecnologia della piattaforma The ID Factory</strong> per la tracciabilità di prodotto. Questa sinergia consente la mappatura delle filiere produttive, nonché la raccolta e la validazione dei dati per misurare e comunicare le performance ambientali e sociali di ogni singolo prodotto delle aziende coinvolte.</p>
<p>“<em>Con 4sustainability, che già accompagna le nostre roadmap di sostenibilità, abbiamo dato vita a un progetto pilota mirato a dotare i nostri prodotti tessili delle informazioni necessarie ai clienti per costruire i loro Passaporti Digitali di Prodotto”</em>, prosegue la nota.<em> “Verificata la fattibilità del progetto, che presenteremo in anteprima a Milano Unica, siamo adesso pronti ad aprire le porte a tutte quelle aziende che come noi credono nella trasparenza, nella riduzione d’impatto e nell’interoperabilità fra sistemi</em>”.</p>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, ideatrice del sistema 4sustainability, sottolinea la lungimiranza e il gioco di squadra delle imprese capofila di 4trace. “<em>In un contesto caratterizzato da una filiera produttiva estremamente frammentata, da consumatori sempre più attenti ai contenuti di sostenibilità dei prodotti e da una spinta normativa mai così importante</em> – spiega – <em>l’iniziativa delle aziende pratesi ci ha dato modo di testare il livello innovativo e funzionale delle nostre soluzioni per la tracciabilità e la misurazione d’impatto. Tutto questo in coerenza con un ruolo che ci vede da sempre a fianco di brand e filiera nella costruzione di un ecosistema moda autenticamente collaborativo</em>”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ALLA MODA DAL 1948: LA SOSTENIBILITÀ IN MOSTRA A MILANO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/alla-moda-dal-1948-la-sostenibilita-in-mostra-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 16:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inaugurazione non poteva andare meglio: teatro gremito e un&#8217;atmosfera che più giusta non si può! Alla moda dal 1948, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/alla-moda-dal-1948-la-sostenibilita-in-mostra-a-milano/">ALLA MODA DAL 1948: LA SOSTENIBILITÀ IN MOSTRA A MILANO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inaugurazione non poteva andare meglio: teatro gremito e un&#8217;atmosfera che più giusta non si può! <strong><em>Alla moda dal 1948</em></strong>, la mostra di <strong><a href="https://tramaplaza.it/">Trama Plaza</a></strong> sulla dimensione sociale della sostenibilità che sceglie l&#8217;upcycling e la creatività come cifra narrativa, ha debuttato il 1° febbraio allo Spazio Seicentro di <strong>Milano</strong>, dove resterà fino a domenica 11 con <strong>ingresso gratuito</strong>.<br />
Nella serata inaugurale<em>, </em>sono stati premiati i designer vincitori di un concorso che è fra i tanti valori aggiunti di questa iniziativa &#8220;garantita&#8221; 4sustainability, designer che hanno reinterpretato artisticamente le <strong>divise da lavoro</strong> messe a disposizione da alcune eccellenze della filiera produttiva della moda.</p>
<p>Ecco il podio indicato dalla giuria, posto che &#8220;<em>mai come in questa occasione</em> &#8211; ha osservato la presidente di Trama Plaza <strong>Erica Brunetti</strong> &#8211; <em>vincono tutti e tutti vinciamo</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;">1° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f947.png" alt="🥇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <span style="color: #99b812;">flavialarocca</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Albini Group</span></h5>
<h5 style="text-align: center;">2° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f948.png" alt="🥈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <span style="color: #99b812;">Giorgiandreazza</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Conceria Montebello</span></h5>
<h5 style="text-align: center;">3° posto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f949.png" alt="🥉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><span style="color: #99b812;"> _DENNJ_</span> in abbinamento con <span style="color: #99b812;">Achille Pinto</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spunti molto interessanti sono venuti anche dal confronto moderato da <strong>Laila Bonazzi</strong> fra le giurate che ha preceduto la premiazione. Fra loro, anche <strong>Francesca Rulli</strong>, chiamata a esprimersi su un tema molto caro a <strong>4sustainability</strong> come la misurazione degli impatti sociali e ambientali della filiera produttiva della moda.<br />
&#8220;<em>Abbiamo sposato questa mostra fin dal principio</em> &#8211; ha aggiunto a serata conclusa &#8211; <em>perché &#8216;sapeva di buono&#8217;&#8230; Un&#8217;iniziativa con un messaggio importante e un format originale che ci ha subito convinti a coinvolgere anche alcune aziende 4sustainability. A loro va il nostro grazie, oltre a quello degli organizzatori, perché credere per primi in qualcosa, scommettere per primi su un evento che non ha precedenti nè riferimenti&#8230; richiede visione e intelligenza. Non stupisce che queste aziende siano impegnate anche in un percorso strutturato di sostenibilità: il motore che le muove è esattamente lo stesso</em>&#8220;.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>I designer e le aziende di <em>Alla moda dal 1948</em></strong></span></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-124496 size-large aligncenter" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1024x542.jpg" alt="4sustainability_I designer e le aziende in mostra a Milano" width="840" height="445" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1024x542.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-300x159.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-768x406.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-1536x813.jpg 1536w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability-350x185.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Designer-e-Aziende-4sustainability.jpg 1595w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p><em>Alla moda dal 1948</em> punta a valorizzare le best practice di <strong>sette aziende italiane della manifattura italiana</strong> del tessile, abbigliamento e pelletteria impegnate in un percorso strutturato di transizione alla sostenibilità sociale e ambientale, anche attraverso il sistema 4sustainability! Le opere sono la rivisitazione delle divise da lavoro che ogni azienda ha messo a disposizione e che diventano un vero e proprio manifesto di responsabilità e attenzione al benessere dei lavoratori. Altrettanti <strong>fashion designer</strong> fra i più noti nel panorama della moda sostenibile, come detto, sono stati abbinati alle aziende per reinventarne le divise attraverso un processo artistico sartoriale di <em>upcycling</em>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Since 1948</span></h2>
<p>L’idea della mostra nasce da un’opera realizzata dalla fashion designer Irene Labella, membro del collettivo Trama Plaza: su una vecchia giacca da lavoro della Montedison, acquistata in un mercato di Terni, Irene ha ricamato a mano due articoli della <strong>Costituzione Italiana</strong>. L’opera, che richiama nel titolo <strong><em>Since 1948</em></strong> l’anno di entrata in vigore della Costituzione, è parte integrante della mostra, esposta fuori concorso insieme agli altri lavori.</p>
<blockquote><p>“<em>Dopo averci lavorato, mi sono resa conto di non voler vendere la giacca come fosse un capo qualsiasi. Volevo tatuare qualcosa su questa giacca, volevo farla diventare un manifesto della sostenibilità legata alle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Ho ricamato sopra due articoli della Costituzione italiana, il 4 e il 36: il primo cita il diritto al lavoro, il secondo una retribuzione giusta e dignitosa</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Irene Labella</strong>, fashion designer</p>
</blockquote>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-124503 size-large" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-1024x576.jpg" alt="Save the Date Alla moda dal 1948 4sustainability" width="840" height="473" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-1024x576.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-300x169.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-768x432.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability-350x197.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Banner-Alla-moda-dal-1948-4sustainability.jpg 1200w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">“<em>Questa giacca rappresenta perfettamente i valori di Trama Plaza ed è stata una naturale ispirazione per una mostra artistica. Innanzitutto, è frutto di upcycling, ovvero un processo di valorizzazione di un capo di abbigliamento già esistente attraverso la creatività. Un processo contro gli sprechi della moda che Trama Plaza vuole promuovere. E poi racconta un aspetto della moda sostenibile spesso trascurato, ovvero i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che, in una lunga e complessa filiera, confezionano i nostri tessuti, abiti e accessori. Tutto il nostro abbigliamento è fatto a mano da qualcuno: tenere alta l’attenzione verso queste persone e i loro diritti è parte della missione di Trama Plaza</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Erica Brunetti</strong>, fondatrice e presidente di Trama Plaza</p>
</blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Valore all’eccellenza</strong></span></h2>
<p>Il sigillo di 4sustainability alla mostra <em>Alla moda dal 1948</em> , unica nel suo genere, si coglie anzitutto nella selezione delle aziende che hanno aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione le proprie divise e aprendosi al racconto di <strong>un impegno per la sostenibilità che comprende anche l’attenzione alle proprie persone e al loro benessere</strong>.<br />
Quasi tutte le imprese coinvolte – sette eccellenze della manifattura italiana del tessile, della pelle e dell’abbigliamento adottano il sistema di garanzia 4sustainability per <strong>realizzare progetti concreti</strong> di sostenibilità e <strong>comunicare in trasparenza al mercato</strong> le proprie performance.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>ACHILLE PINTO</strong></span> è la prima azienda 4sustainability del distretto serico di Como, una collaborazione partita con il protocollo CHEM e collaudata nel tempo anche attraverso attività costanti di formazione interna. Il suo impegno per la sostenibilità include oggi il presidio di temi evoluti come la tracciabilità dei processi e la gestione dei dati per la costruzione di Digital Product Passport.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>ALBINI GROUP</strong></span> è sinonimo dal 1876 di tessuti preziosi, prodotti secondo gli standard più elevati di qualità grazie a tecnologie e soluzioni d’avanguardia. E siccome innovazione e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia, il percorso di Albini non poteva che essere sostenibile in termini tanto ambientali quanto sociali. L’incontro con 4sustainability viene di conseguenza.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>CANGIOLI 1859</strong></span> è una realtà industriale verticale che opera da cinque generazioni nel distretto tessile di Prato. La sostenibilità fa parte da molto tempo della sua cultura d’impresa e delle sue strategie, come testimonia fra l’altro l’adesione della prima ora al sistema 4sustainability e dunque a un modello incentrato sulla raccolta dei dati e la misurazione delle performance.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>CONCERIA MONTEBELLO</strong></span> produce artigianalmente pelli per i brand più prestigiosi del fashion &amp; luxury, con un’attenzione alla sostenibilità che individua nella tracciabilità dei processi di produzione e nella comunicazione trasparente al mercato la via maestra per il cambiamento.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>GRUPPO FLORENCE</strong></span> è un polo integrato di produzione per i brand del lusso che riunisce numerose aziende del tessile, della pelle, dell’abbigliamento, della calzatura e delle lavorazioni intermedie. Il Gruppo ha avviato un percorso verso la sostenibilità che vede coinvolte tutte le sue aziende, un progetto ambizioso che dimostra visione e intelligenza manageriale non comuni. 4sustainability è al loro fianco con un piano d’azione strutturato per la riduzione dell’impatto ambientale e la crescita della responsabilità sociale misurato costantemente per mostrarne al mercato il valore reale.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>LANIFICIO DELL&#8217;OLIVO</strong></span> è leader nella creazione di filati fantasia per la maglieria industriale e per l’aguglieria. Tra le primissime aziende ad aver avviato con 4sustainability la sua trasformazione sostenibile, ha una storia di impegno e coerenza che l’attuale management sta portando avanti attraverso una strategia di sviluppo sempre più trasversale e ingaggiante anche per la sua filiera.</p>
<p><span style="color: #99b812;"><strong>MANIFATTURA SESIA</strong></span> è un’azienda specializzata in filati di alta gamma, esemplare per l’integrazione con il territorio, per l’approccio multidimensionale alla sostenibilità – con quattro pillar 4sustainability già attivati – e per un’interpretazione della sostenibilità come cultura d’impresa. Il suo è un impegno che individua nella qualità un valore e che protegge, risparmia e ricicla risorse.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">La giuria</span></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-124505 size-large" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1024x412.jpg" alt="Giuria Mostra 4sustainability" width="840" height="338" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1024x412.jpg 1024w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-300x121.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-768x309.jpg 768w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-1536x617.jpg 1536w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1-350x141.jpg 350w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2024/01/Giuria-Mostra-4sustainability-1.jpg 1595w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<blockquote><p>“<em>Negli ultimi 10 anni, l’industria della moda ha portato avanti un percorso di riduzione degli impatti ambientali e sociali che mostra oggi i suoi risultati: sulla revisione dei processi produttivi si sono fatti molti passi avanti e le aziende 4sustainability rappresentano un caso interessante di misurazione. Oggi dobbiamo aiutare anche il consumatore a crescere in consapevolezza, così da premiare attraverso le scelte di acquisto le produzioni concretamente sostenibili. Contribuire con tutte le nostre energie a un’iniziativa come questa ci offre l’occasione irrinunciabile di valorizzare pratiche sostenibili che sono tali solo se riducono l&#8217;impatto dei materiali e dei processi e che reiventano i prodotti per allungarne il ciclo di vita. Il mio grazie va a Trama Plaza per averci coinvolti e alle sette magnifiche aziende protagoniste della mostra</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO Process Factory e founder 4sustainability</p>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>MASONI PROJECT PRIMO PROVIDER ACCREDITATO 4SUSTAINABILITY PER IL LEATHER &#038; LUXURY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/masoni-project-primo-provider-accreditato-4sustainability-per-il-leather-luxury/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 08:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Masoni Project è il primo provider accreditato 4sustainability® e il solo soggetto, insieme a Process Factory, titolato a proporre e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/masoni-project-primo-provider-accreditato-4sustainability-per-il-leather-luxury/">MASONI PROJECT PRIMO PROVIDER ACCREDITATO 4SUSTAINABILITY PER IL LEATHER &#038; LUXURY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Masoni Project è il primo provider accreditato 4sustainability® e il solo soggetto, insieme a Process Factory, titolato a proporre e implementare le iniziative del framework per il leather &amp; luxury. La partnership riguarda il mondo pelle in cui Masoni già opera, fornendo servizi di consulenza tecnica e organizzativa su sistemi di gestione e qualità, sicurezza, ambiente.</em></p></blockquote>
<p><strong><a href="https://www.masoniproject.it/" target="_blank" rel="noopener">Masoni Project</a></strong> è il primo provider accreditato <strong>4sustainability</strong> per il leather &amp; luxury. L’accordo, attivo dal mese di aprile, punta ad accrescere il numero di aziende della filiera pelle che adottano il sistema 4sustainability, portando il presidio del settore su livelli analoghi a quelli del tessile: i brand che riconoscono 4sustainability come sistema accreditante, in questo modo, saranno garantiti sulle diverse filiere di produzione.<br />
La sinergia con una società come Masoni che supporta tante imprese della pelle e che è anche agenzia formativa consentirà di raggiungere l’obiettivo con <strong>maggiore efficienza e migliori tempistiche</strong>.</p>
<p>Le imprese della filiera tessile che adottano il framework 4sustainability per orientare alla sostenibilità il loro modello di business sono <strong>oltre 250</strong>, l’eccellenza della produzione moda italiana. Numeri più contenuti per l’ambito pelle manifatturiero e conciario, che ha in Italia i distretti di riferimento per la produzione moda e il lusso. Di qui l’esigenza di aumentare la “capacità di fuoco” attraverso una partnership qualificata fondata sulla condivisione degli stessi valori e obiettivi: la <strong>creazione di filiere sostenibili sempre più estese</strong>, accomunate da un approccio incentrato sulla <strong>misurazione dei dati di performance</strong> e sulla <strong>tracciabilità dei processi</strong>.</p>
<p>4sustainability identifica esattamente questo approccio, grazie anche al supporto di una piattaforma come <strong><a href="https://ympact.life/" target="_blank" rel="noopener">Ympact</a></strong> sviluppata per l’ottimizzazione dei flussi di raccolta e verifica dei dati e la collaborazione fra i diversi attori del sistema.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Francesca Rulli</strong></span></h2>
<p>“<em>Ci aspettiamo che filiera e brand guardino a 4sustainability come sistema riferimento trasversale</em>”, commenta <strong><a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli/">Francesca Rulli</a></strong>, CEO e Founder di Process Factory/4sustainability. “<em>La filiera, per il supporto del framework all’implementazione di progetti concreti di sostenibilità e la garanzia di credibilità implicita nel marchio; i brand, per la possibilità di ingaggiare nella roadmap di transizione alla sostenibilità filiere sempre più ampie, estese sia al tessile che alla pelle</em>”.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Cristiano Masoni</strong></span></h2>
<p>“<em>Siamo soddisfatti di far parte di questo progetto, che consideriamo molto significativo per il settore</em>”, conferma <strong>Cristiano Masoni</strong>, CEO e Founder Masoni Project. <em>“Pensiamo che possa portare a importanti sinergie ed essere di supporto ai nostri clienti, rispondendo in maniera seria e professionale alle richieste ormai quotidiane che ci vengono poste in tema di sostenibilità</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/masoni-project-primo-provider-accreditato-4sustainability-per-il-leather-luxury/">MASONI PROJECT PRIMO PROVIDER ACCREDITATO 4SUSTAINABILITY PER IL LEATHER &#038; LUXURY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>HOLDING MODA ADERISCE A 4SUSTAINABILITY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/holding-moda-aderisce-a-4sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 13:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=119495</guid>

					<description><![CDATA[<p>Holding Moda, importante polo produttivo del lusso Made in Italy, sceglie 4sustainability® per portare avanti il suo progetto di sviluppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.holdingmoda.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Holding Moda</strong></a>, importante polo produttivo del lusso Made in Italy, sceglie <strong>4sustainability<em>®</em></strong> per portare avanti il suo progetto di sviluppo incentrato sulla sostenibilità e condiviso da tutte le aziende che ne fanno parte. L’adesione al framework prevede come primo step l’implementazione di <strong><a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/">4s CHEM</a></strong>, il protocollo per l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai cicli produttivi che è anche lo standard di riferimento del <strong>Supplier to Zero (S2Z) Programme</strong> di <strong>ZDHC</strong>.</p>
<blockquote><p>“<em>La sostenibilità è parte integrante di Holding Moda e delle aziende che la compongono</em>”, sottolinea <strong>Veronica Bovo</strong>, Chief Sustainability Officer del Gruppo. “<em>Sono convinta che <strong>Process Factory</strong> sia il partner giusto per riuscire a misurare e certificare le nostre performance di sostenibilità in ambito chimico. Nel 2023, attraverso 4s CHEM, ci proponiamo proprio questo obiettivo, arrivando a creare un sistema di chemical management sostenibile e orientato all’eccellenza</em>”.</p></blockquote>
<p>Holding Moda &#8211; che ha appena acquisito il 51% di <strong>Beste </strong>&#8211; offre uno spaccato molto significativo della filiera produttiva del fashion &amp; luxury, un modello di aggregazione fra aziende strategicamente complementari che individuano nella sostenibilità un modello condiviso di sviluppo. <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO e Founder di Process Factory e 4sustainability, esprime la sua soddisfazione per una partnership che apre interessanti prospettive per tutti.</p>
<blockquote><p><em>“Siamo felici – </em>spiega –<em> di poter mettere a disposizione di un polo integrato come Holding Moda l’esperienza acquisita negli anni a fianco di tante aziende diverse per tipologia di prodotto e collocazione lungo la filiera. Poterne misurare intanto i progressi sulla chimica, per costruire idealmente un percorso di crescita su tutte le dimensioni-chiave della sostenibilità, ci sarà utile per crescere a nostra volta, rafforzando la solidità e l’unicità di un framework come 4sustainability riconosciuto da molti brand del settore proprio per queste sue caratteristiche</em>”.</p></blockquote>
<p>La rilevanza del progetto sta anche nelle modalità con cui si è arrivati a metterlo in campo, avendo ben chiara la complessità di una scelta che coinvolge non una, ma tante aziende della filiera produttiva.</p>
<blockquote><p>“<em>Preparare il terreno ha richiesto tempo</em>”, racconta Veronica. “<em>Ma questo tempo è ciò che ci permetterà di raggiungere prima e meglio gli obiettivi che ci siamo dati. Per produrre risultati misurabili, infatti, la scelta della sostenibilità deve radicarsi profondamente nella cultura aziendale. E questo, se vogliamo evitare che venga percepita come l’ennesimo adempimento, richiede formazione, preparazione, collaborazione continua&#8230; E un linguaggio comune, un metodo incentrato sulla trasparenza e la misurazione dei dati di performance. 4sustainability ci garantisce tutto questo, è il linguaggio e il metodo che ci consentirà di mantenere la rotta semplificando la complessità</em>”.</p></blockquote>
<p>Un ruolo altrettanto fondamentale lo esercita in questo senso il <strong>team Sostenibilità HPlanet</strong> guidato da Veronica, per la funzione di raccordo che ha avuto nelle fasi d’ingaggio delle proprie aziende e che continuerà ad avere nell’implementazione di 4s CHEM.</p>
<blockquote><p>“<em>I consulenti di Process Factory accompagneranno ogni impresa di Holding Moda nella concreta applicazione del protocollo, ma sarà sempre presente anche il team HPlanet, come </em>trait d’union<em> con le nostre aziende, nell’ottica di rafforzare e consolidare la validità di un indirizzo che riteniamo strategico per il nostro business</em>”.</p></blockquote>
<p>Con l&#8217;acquisizione di Beste, le aziende del network di Holding Moda salgono a 13, produttori di abbigliamento, borse, scarpe, denim, ricami e stampe che lavorano soprattutto per i grandi brand internazionali, mentre l&#8217;azienda pratese lavora in prevalenza per brand italiani.</p>
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		<title>AZIENDE 4SUSTAINABILITY: CHE NUMERI!</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/aziende-4sustainability-che-numeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ratti, Girani, Servizi e Seta&#8230; La famiglia delle aziende 4sustainability si arricchisce ogni giorno di nuovi nomi! E sono sempre di più anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Ratti, Girani, Servizi e Seta&#8230; La famiglia delle aziende 4sustainability si arricchisce ogni giorno di nuovi nomi! E sono sempre di più anche le imprese che conquistano il livello Excellence su uno o più pillar del framework.</em></p></blockquote>
<p>Sai qual è la sezione più vista del sito 4sustainability, <strong>Home Page</strong> a parte? Le pagine che si contendono ogni mese i primi tre posti in classifica sono diverse, ma la gallery delle <strong>Aziende 4s</strong> non manca mai. Nel tempo, è diventata un riferimento importante per chi, brand in testa, voglia verificare il livello di autorevolezza del percorso di sostenibilità intrapreso dalle aziende della filiera; per le aziende della filiera, <em>the place you must be</em> per dare evidenza al mercato del proprio impegno concreto per la <strong>riduzione degli impatti</strong>.</p>
<p>Parlano i <strong>numeri</strong>: quelli che misurano e comunicano le performance delle aziende che aderiscono al framework e quelli delle visualizzazioni della pagina in cui le aziende sono citate, con l’indicazione dei <strong>pillar attivati</strong> e del relativo <strong>livello di implementazione</strong> raggiunto.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Fuori i nomi</span></h2>
<p>Sono tantissime le realtà già censite, al netto di quelle a cui non è stato ancora rilasciato il livello di implementazione del pillar o dei pillar attivati. Impossibile citarle tutte, anche perché se ne aggiungono di nuove ogni giorno. Tra le ultime in ordine di tempo, <strong>Ratti</strong>, <strong>Servizi e Seta</strong>, <strong>Girani Tessuti</strong>, <strong>Floridi Group</strong>, <strong>Bianchi e Nardi</strong>, <strong>Tessitura Pertile</strong>, <strong>Tintoria Lariana</strong>… C’è chi parte con una sola iniziativa sulla base delle priorità individuate in fase di primo assessment e chi opta subito per una strategia multi pillar, una scelta di campo eloquente anche a livello comunicativo.</p>
<p>“<em>Finalmente abbiamo trovato il partner per valorizzare il nostro impegno per la sostenibilità, che ci garantisce anche sulla strada più corretta da prendere</em>”, afferma <strong>Alberto Enoch</strong>, CEO di Servizi e Seta. “<em>Essere green è un’espressione culturale, uno stile di vita… ma i progetti hanno bisogno di un presidio serio e di una comunicazione all’altezza</em>”.</p>
<p>Anche tra le adesioni della prima e della seconda ora, si moltiplicano le situazioni di chi è partito dal <strong><a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/">CHEM</a></strong> – primo nucleo del framework – e si ritrova oggi impegnato su più pillar, ben interpretando un approccio alla sostenibilità che per dirsi strutturato dovrebbe comunque arrivare a comprendere tutte le dimensioni rilevanti per l’industria della moda. A quota 5 pillar su 6 citiamo fra gli altri <strong>Lanificio dell’Olivo</strong> e <strong>Botto Giuseppe</strong> e la lista si allunga se consideriamo chi è già a quota 3 o 4.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Prestazioni d&#8217;eccellenza</span></h2>
<p>E parliamo dei migliori, manifatture e lavorazioni che hanno raggiunto il livello Excellence nella creazione di un sistema di gestione delle sostanze chimiche impiegate in produzione. Sono oltre 20, distribuite in tutti i principali distretti italiani della moda: <strong>Successori Reda</strong>, <strong>Creazioni Digitali</strong>, <strong>Jersey Mode</strong>… E ancora <strong>Jackytex</strong>, <strong>Menchi Tessuti</strong>, <strong>Lanificio Bigagli</strong>, con l’Excellence raggiunto sul CHEM e un notevole Advanced su <strong><a href="https://www.4sustainability.it/materials/">MATERIALS</a></strong>.</p>
<p>“<em>Nessuno si dispiaccia della mancata citazione: anche per noi è diventato difficile rappresentare nella sua completezza la filiera che sceglie 4sustainability per realizzare il suo percorso di cambiamento</em>”, spiega <strong>Francesca Rulli</strong>. “<em>Ogni relazione stretta o consolidata, oggi progetto portato avanti è un tassello fondamentale nella costruzione di un percorso comune. E questo conta moltissimo, per noi. Perché più la sostenibilità accelera, più le aziende dimostrano di saper cogliere i vantaggi di un sistema unico e strutturato allineato agli standard e alle metodologie globalmente più accreditate, oltre che alle priorità del mercato. Soddisfatti? Di più: orgogliosi”.</em></p>
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		<title>ANGELO VASINO: COLTIVARE LA SOSTENIBILITÀ</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/angelo-vasino-coltivare-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 13:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[filiera sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica. Il rumore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica. Il rumore di una tessitura è continuo e inumano, fatto di mille suoni metallici sovrapposti, eppure a volte sembra una risata&#8221;. </em>(Edoardo Nesi)</p>
<p style="text-align: left;">
</blockquote>
<p>È sufficiente questa frase, scelta per l’Home Page del sito aziendale, per dedurre che l’attività di realizzare tessuti, per <strong>Angelo Vasino SpA</strong>, non è né è mai stata solo business. Dietro c’è del romanticismo vero e una visione del lavoro portata avanti con l’attenzione forse inconsapevole, al principio – ma non per questo meno rilevante – ad aspetti-chiave della sostenibilità sia ambientale che sociale.</p>
<p>L’incontro con <strong><a href="https://www.processfactory.it/" target="_blank" rel="noopener">Process Factory</a></strong> e l’adesione al <strong>commitment 4sustainability</strong> hanno strutturato questa vocazione in un percorso che si arricchirà nel tempo di nuovi progetti e che è partito, come giusto che sia, da una valutazione mirata a individuare <strong>punti di forza e priorità di intervento</strong>. Da questa fotografia è emersa la scelta, da parte dell’azienda, di avviare l’iniziativa <strong><a href="https://www.4sustainability.it/trace/">4s TRACE</a></strong> di mappatura, coinvolgimento e monitoraggio dei fornitori, che hanno adottato la carta dei valori 4sustainability e raccolto dati sulle <strong>performance di sostenibilità</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Una tradizione lunga settant’anni</span></h2>
<p>L’azienda nasce nel <strong>1955 </strong>a Chieri, dove l’arte tessile è di casa già dal Medioevo. Angelo Vasino riunisce due telai, un orditoio e due operaie, creando una piccola tessitura che già negli anni Sessanta si affaccia sui mercati internazionali, esportando i suoi tessuti in Germania, Francia, Giappone e Stati Uniti.</p>
<p>Se gli anni Settanta sono quelli della consacrazione internazionale, in cui l’azienda rifornisce di tessuti di pregio molte grandi griffe di alta moda – da <strong>Pierre Cardin</strong> a <strong>Yves Saint Laurent</strong>, <strong>Céline</strong>, <strong>Christian Lacroix</strong>, <strong>Chloé</strong>, <strong>Courrège</strong>… – negli anni Novanta prende forma la vocazione dell’azienda all’innovazione, con il rinnovamento integrale degli spazi e delle tecnologie produttive e un’attività continua di sperimentazione e ricerca applicata a processi e prodotti. Una tradizione che continua anche oggi con il recente acquisto di <strong>telai a tecnologia 4.0</strong> e il progetto in corso per dotarsi di un <strong>impianto fotovoltaico</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">DNA sostenibile</span></h2>
<p>Per tante aziende della filiera, la sostenibilità consiste in una serie di comportamenti naturalmente improntati alla <strong>responsabilità</strong> e al <strong>buon senso</strong>. Comportamenti sui quali si può ben costruire, lavorando sulla <strong>consapevolezza </strong>e pianificando l’impegno per indirizzarlo a <strong>un modello praticabile di sviluppo sostenibile</strong>.<br />
Angelo Vasino è in questo senso un’azienda tipo. C’è un contesto favorevole e una visione idonea a implementare <strong>progetti concreti di sostenibilità</strong> con ritorni interessanti già nel medio periodo. La proprietà ha ben chiaro, infatti, che le maggiori opportunità di crescita risiedono proprio nell’investire su processi e risorse sostenibili.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Social Farm Experience</span></h2>
<p>Prendiamo ad esempio la dimensione sociale della sostenibilità, l’attenzione alla sicurezza e al <strong>benessere dei lavoratori</strong>. Angelo Vasino presidia bene da sempre questi aspetti, con l’indice degli infortuni pari a zero, ma anche con <strong>un approccio creativo</strong> di cui è espressione, per esempio, la <strong>Social Farm</strong> dell’azienda. Di cosa si tratta? Di un’impresa agricola a tutti gli effetti, avviata da <strong>Renato e Giuseppe Vasino</strong> nella prima fase della pandemia e del <em>lockdown</em> più rigoroso.</p>
<p>“<em>Le macchine ferme, i lavoratori a casa… Non ero così fiducioso che l’attività ripartisse”, </em>ricorda l’AD Renato Vasino. <em>“Temevo che l’inattività forzata, alla lunga, avrebbe avvilito la squadra. Ho immaginato un progetto che motivasse le persone e le mantenesse attive in vista della ripresa. Il terreno attiguo agli stabilimenti faceva al caso nostro. Lo abbiamo ripulito, suddiviso in lotti e seminato. Abbiamo acquistato gli attrezzi agricoli necessari, realizzato una serra e un impianto di irrigazione, piantato decine di alberi, costituito la società… I dipendenti hanno accolto con favore l’iniziativa della Social Farm dando ciascuno il proprio contributo. Poi il lavoro è ripreso, per fortuna, ma il progetto va avanti con un aiuto esterno e uno scopo in parte rimodulato. Si continua a seminare e a raccogliere; oggi abbiamo anche 70 galline da uova con tanto di nursery per i pulcini! Tutto quello che produciamo – zucchine, pomodori, spinaci, cardi, broccoli… coltivati senza l’ausilio di pesticidi o fertilizzanti chimici – lo mettiamo in vendita sul territorio e i nostri dipendenti, chiaramente, hanno il diritto di prelazione sull’acquisto a un prezzo di favore</em>”.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Il percorso si struttura</span></h2>
<p>È questa la <strong>sostenibilità sociale</strong>? Secondo <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di Process Factory, per un’azienda impegnata a dimostrare il proprio impatto positivo, investire sulle persone e sul loro senso di appartenenza è un fattore-chiave. “<em>La Vasino Social Farm è un esempio eclatante di questo approccio, sempre rispettoso e doppiamente meritevole per il contributo di originalità e concretezza che porta con sé. L’Assessment 4sustainability che ha dato il via alla collaborazione ha consentito di dare una misura a tutto questo, evidenziando le priorità di azione per il futuro. Sarà bello lavorare insieme per realizzarle e costruire un modello compiuto di impresa sostenibile</em>”.</p>
<p>“<em>Quando mi domandano perché io mi sia impelagato in questa impresa – </em>sottolinea Renato Vasino<em> – rispondo ‘perché mi conviene’. Collaboratori coinvolti e partecipi sono una ricchezza per l’azienda, sono più soddisfatti e dunque più produttivi. È solo una parte del lavoro da fare, non è sufficiente questo per definirsi sostenibili… La sostenibilità è un obiettivo che deve impegnare l’azienda in modo strutturato su tante dimensioni diverse e di questo abbiamo piena consapevolezza. La collaborazione con Process Factory ci aiuterà a ridurre l’impatto della nostra produzione con gradualità ma determinazione, così da lasciare alle nuove generazioni un pianeta possibilmente migliore di quello che abbiamo trovato</em>”.</p>
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		<title>LA ROADMAP 4SUSTAINABILITY DI SUCCESSORI REDA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/la-roadmap-4sustainability-di-successori-reda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 15:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’adesione di Successori Reda al framework 4sustainability nasce da una visione orientata alla sostenibilità che ha radici profonde e che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L’adesione di Successori Reda al framework 4sustainability nasce da una visione orientata alla sostenibilità che ha radici profonde e che ha già portato il Lanificio piemontese a ottenere il livello <em>excellence</em> nell’implementazione del protocollo 4s CHEM per l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai cicli produttivi.</p></blockquote>
<p><strong><a href="https://www.reda1865.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Successori Reda</a></strong> è un lanificio storico, tra le eccellenze assolute di un distretto tessile come quello biellese che è a sua volta sinonimo di qualità <strong>Made in Italy</strong>. Fondata nel <strong>1865</strong>, l’azienda ha con la sostenibilità dei trascorsi “antichi”, che poi significa una <strong>cultura manageriale e manifatturiera</strong> naturalmente orientata all’innovazione nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p>Ora, sappiamo bene che la <strong>trasformazione del business</strong> <strong>in ottica sostenibile</strong> richiede un ripensamento globale delle proprie politiche, della propria organizzazione, del proprio pensiero. La sostenibilità, in altri termini, è <strong>una scelta radicale</strong> che implica il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, di tutti gli anelli della filiera produttiva e di tutti i processi, interni ed esterni. C’è chi parte dall’abc e c’è chi, come Successori Reda, costruisce su buone fondamenta.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Sulla chimica, prestazioni d’eccellenza</span></h2>
<p>L’adesione a <strong>4sustainability </strong>s’inserisce in questo solco, traducendosi in un rapporto di collaborazione e sviluppo che ha già portato il Lanificio ad ottenere il <strong>livello <em>excellence</em></strong> nell’implementazione del <strong><a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/">protocollo 4s CHEM</a></strong> per l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive in linea con la <strong>metodologia ZDHC</strong>.</p>
<p>Meritare il livello <em>excellence</em> – nel caso di Reda con un lusinghiero <strong>87% di rating</strong> – significa aver superato i requisiti richiesti dal mercato e dalle normative vigenti, impostando le azioni necessarie a performare ancora meglio in una logica di <strong>miglioramento continuo</strong>. E non solo sulla chimica. La <strong>tracciabilità</strong> è infatti il terreno su cui si sta sviluppando la collaborazione con <strong>Process Factory</strong>, con l’attivazione del protocollo <strong><a href="https://www.4sustainability.it/trace/">4s TRACE</a></strong> per l’ingaggio dei fornitori e il monitoraggio della filiera.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">People first</span></h2>
<p>Ma quali sono i fattori che hanno favorito questo iter virtuoso? Il fattore culturale, anzitutto, che abbiamo già in parte anticipato. Reda ha una filosofia orientata da sempre all’<strong>innovazione</strong>, che interpreta non solo in termini di tecnologia ma anche e soprattutto di soluzioni idonee a produrre <strong>tessuti performanti</strong> <strong>ma a ridotto impatto ambientale</strong>, missione per cui si avvale di un dipartimento strutturato di R&amp;S.</p>
<p>Un punto di forza è poi da sempre l’attenzione alla <strong>dimensione sociale della sostenibilità</strong>. Formazione professionale, benessere organizzativo, <em>smart working</em>, affiancamento per i nuovi assunti… <strong>Le persone al centro</strong>, insomma.<br />
Tra i fattori critici di ogni successo, le persone hanno giocato anche in Reda un ruolo-chiave. E se a chi guida l’azienda va certamente il merito di aver formalizzato ruoli che nel tessile non sempre sono presenti, come quello di <em>sustainability manager</em> e di c<em>hemical manager</em>, è giusto sottolineare la <strong>passione </strong>o e la reattività di quanti oggi ricoprono questi ruoli, perché anche a questo si deve, sulla chimica, il raggiungimento del massimo risultato in tempi minimi.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">L&#8217;impegno ambientale</span></h2>
<p>Un’altra scelta felice del management è quella di dotarsi di <strong>allevamenti di proprietà</strong>, potendo così controllare nel modo più diretto la fase d’ingresso delle <strong>materie prime</strong> determinante per improntare alla sostenibilità i successivi processi produttivi.<br />
La maggior parte della materia prima proviene da <strong>Australia </strong>e<strong> Nuova Zelanda</strong>, terre di lane pregiate e mete di viaggio per i dipendenti a cui ciclicamente viene offerta l’occasione di visitare le farm per prendere consapevolezza e formarsi alla <strong>cultura sostenibile</strong> dell’azienda.</p>
<p>Capitolo ambiente. Reda misura l’impatto della sua produzione dal lontano 2004, anno a cui risale anche la prima <strong>certificazione EMAS</strong>, il sistema di eco-gestione che assicura il pieno rispetto degli standard legislativi e il miglioramento continuo delle <strong>prestazioni ambientali</strong>. Nell’impianto di Valle Mosso, si produce energia da fonti rinnovabili, si riciclano gli scarti per produrre le imbottiture o la flanella cardata con i sottoprodotti e si alimentano tutte quelle buone pratiche che, nel <strong>2020</strong>, fanno di Reda la prima azienda tessile italiana a ottenere la <strong>certificazione B Corp</strong>.<br />
È un traguardo importante, da leggere come formalizzazione del suo impegno non solo a “crescere sostenibile”, ma a soddisfare i più alti standard di performance sociale e ambientale, di trasparenza e responsabilità, avvalendosi all’occorrenza di framework come 4sustainability in grado di sostenere questa complessa architettura, di strutturare e monitorare nel tempo il livello di implementazione delle iniziative di sostenibilità e le relative performance.</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Una roadmap di collaborazione per la produzione sostenibile</span></h2>
<p>“<em>L’importante traguardo raggiunto sul chemical management è in linea con la direzione aziendale orientata da decenni verso un miglioramento continuo della sostenibilità</em>”, afferma <strong>Francesco Botto Poala</strong>, COO di Successori Reda. “<em>È fondamentale che ogni realtà si misuri per continuare a migliorarsi. La collaborazione con Process Factory, che si sta già sviluppando su nuovi fronti come quello della tracciabilità, è l’evidenza che la sostenibilità è un traguardo che si raggiunge insieme, facendo squadra con chi condivide la nostra stessa visione</em>.”</p>
<p>“<em>È una grande soddisfazione affiancare aziende come Successori Reda, che interpretano con intelligenza e progettualità costante sia la dimensione strategica e visionaria dei modelli di business sostenibili attraverso la certificazione B Corp, sia l’implementazione di iniziative-chiave per la riduzione di impatto del comparto moda</em>”, sottolinea <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di Process Factory. “<em>Collaborare con un management che accoglie con entusiasmo ogni sfida rendendosi disponibile a misurare la generazione di valore della sostenibilità è un’opportunità utile anche a migliorare le nostre metodologie. Una roadmap di collaborazione sul concetto di ‘produzione sostenibile’ che mi auguro valga da esempio e ispirazione per tutto il settore</em>”.</p>
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		<title>LANIFICIO DELL’OLIVO E 4SUSTAINABILITY: INSIEME SI CRESCE</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/lanificio-dell-olivo-e-4sustainability-insieme-si-cresce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 08:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[filiera sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una bella azienda di tradizione, il Lanificio dell’Olivo. Bella e lungimirante, perché la strada della sostenibilità l’ha imboccata quando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/lanificio-dell-olivo-e-4sustainability-insieme-si-cresce/">LANIFICIO DELL’OLIVO E 4SUSTAINABILITY: INSIEME SI CRESCE</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>È una bella azienda di tradizione, il Lanificio dell’Olivo. Bella e lungimirante, perché la strada della sostenibilità l’ha imboccata quando il significato stesso del termine era noto ancora a pochi. Bella, lungimirante e intelligente, perché capace di dare struttura e continuità a questa <strong>scelta strategica</strong> anche attraverso i cambi di timone e assetto societario che hanno caratterizzato la sua storia recente.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Filati di qualità dal 1947</strong></span></h2>
<p>Lanificio dell’Olivo nasce nel <strong>1947 </strong>da uno <em>spin off</em> e si afferma nel tempo come azienda leader nella produzione di <strong>filati in lana fantasia</strong> e di<strong> tessuti in maglia</strong>. Negli anni Settanta, partecipa alla <strong>fondazione di Pitti Filati</strong>, la prima fiera internazionale del settore a cui non manca mai di partecipare presentando collezioni di anno in anno più innovative e sostenibili.</p>
<p>Negli anni ’80 e ’90, il Lanificio consolida la sua <strong>leadership</strong> nel mercato della produzione di <strong>filati </strong>di <strong>Alpaca</strong> e <strong>Mohair</strong> sia in Italia che nel mondo. E nel 2012, con l’acquisto di <strong>Karisma Srl</strong>, diventa la più grande azienda di ritorcitura del <strong>distretto tessile pratese</strong>, una delle più importanti in Italia.</p>
<p>La voglia di crescere e realizzare il fatidico<strong> salto di qualità</strong> si concretizza in due momenti storicamente decisivi: nel <strong>2017</strong>, a seguito dell’ingresso nel capitale di un fondo di investimento, si realizza il passaggio dal modello d’impresa a conduzione familiare tipico di tante piccole e medie imprese nazionali al <strong>modello di organizzazione manageriale</strong>, una trasformazione che preserva con attenzione, però, le <strong>competenze interne</strong> e le valorizza.<br />
Il secondo atto, nel <strong>2020</strong>, vede l’acquisizione del Lanificio da parte del fondo di <em>private equity</em> <strong><a href="http://www.ethica-group.com/investimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ethica Global Investments</a></strong>, con una partecipazione del management. L’obiettivo è favorire lo sviluppo attraverso iniziative di crescita organica, ma anche attraverso scelte mirate a gettare le basi per fare dell’azienda un <strong>polo di riferimento in Italia per il filati di qualità</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Cultura sostenibile</strong></span></h2>
<p>Nel <strong>2016</strong>, Lanificio dell’Olivo comincia a strutturare con il supporto di <strong>Process Factory</strong> il suo impegno per la sostenibilità. Nasce così <strong>Going Green</strong>, un programma che copre tutti i settori chiave della sostenibilità, dalla responsabilità sociale alla riduzione del rischio chimico, alla tracciabilità, all’uso di energia pulita. L’adesione a <strong>4sustainability </strong>segna l’avvio di un piano operativo coerente, che supera la dichiarazione d’intenti implicita nel <strong>Detox Commitment di Greenpeace</strong>, sottoscritto quello stesso anno, definendo priorità, metodologie e strumenti concreti.</p>
<p><strong>Fabio Campana</strong>, socio e Amministratore Delegato di Lanificio dell’Olivo, ricorda l’importanza di questo passaggio che al suo ingresso in azienda, nel 2017, si era appena compiuto.<br />
“<em>Venivo da altri settori ancora estranei a certe tematiche</em>”, racconta. “<em>La filiera tessile non era troppo più avanti, peraltro… Il Lanificio dell’Olivo si è mosso tra i primi e con rigore, perché ha dato seguito a un impegno, quello con Greenpeace, che indicava nell’eliminazione delle sostanze chimiche in produzione il traguardo ideale, ma non la strada per arrivarci. Questa strada l’abbiamo individuata nella <strong>metodologia ZDHC</strong> e nel protocollo <strong>4s Chem</strong> di <strong>Process Factory</strong> che a quella metodologia s’ispira da sempre. Abbiamo scelto e stiamo portando avanti il percorso più impegnativo e più serio della <strong>trasparenza dei dati</strong>, della disponibilità a misurarci e farci misurare per individuare punti di forza e priorità di miglioramento. Quest’anno, sulla <strong>gestione chimica</strong>, abbiamo ottenuto il <strong>livello d’implementazione advanced</strong> di 4sustainability, un traguardo importante che premia <strong>una strategia trasversale</strong> anche alle altre dimensioni della sostenibilità</em>”.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Non solo chimica</strong></span></h2>
<p>Se la buona chimica è il fronte su cui è nata la partnership fra il Lanificio dell’Olivo e Process Factory, le <strong>vie possibili di collaborazione</strong> sono tante quante le iniziative in cui si struttura il framework 4sustainability. Le priorità del presente sono <strong>4s Trace</strong> per la tracciabilità dei processi produttivi, <strong>4s People</strong> per il benessere organizzativo e <strong>4s Materials</strong> per la progressiva sostituzione delle materie prime “tradizionali” con alternative a maggiore contenuto di sostenibilità. L’azienda toscana, qui, parte benissimo, avendo acquisito nel tempo <strong>numerose certificazioni</strong> a garanzia di un impegno che privilegia le fibre naturali biologiche, le fibre sintetiche da riciclo e fibre animali provenienti da allevamenti controllati e <em>cruelty free</em>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Un cambiamento in due atti</strong></span></h2>
<p>“<em>Lanificio dell’Olivo è <strong>una delle prime aziende italiane a marchio 4sustainability</strong>, una delle prime a riconoscersi nel sistema di implementazione a monte</em>”, sottolinea Campana. “<em>È un framework impegnativo che non prevede scorciatoie e che proprio per questo è riconosciuto dal mercato, per il valore implicito nei suoi <strong>requisiti rigorosi</strong> e nei principi di <strong>trasparenza e disponibilità dei dati</strong> che servono per misurare le performance di sostenibilità. Siamo cresciuti insieme e insieme cresceremo ancora, credo, perché ci unisce la stessa visione”.</em></p>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di Process Factory, non dimentica l’incontro con l’allora Direttore Generale del Lanificio dell’Olivo <strong>Giancarlo Carlesi</strong>, capace di riconoscere i segnali del mercato e di tradurli in scelte e azioni rivelatesi poi lungimiranti. “<em>Tra Giancarlo e Fabio</em> – sottolinea – <em>si è realizzato un passaggio ideale di testimone. Se il primo ha gettato infatti le basi del cambiamento, Fabio si è reso protagonista di un’accelerazione importante, fondata sulla misurazione delle prestazioni realizzate nel concreto dall’azienda e sul coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali. Per noi, una storia esemplare che merita di essere raccontata</em>”.</p>
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		<title>AZIENDE 4SUSTAINABILITY: TINTORIA 2000 TOCCA PER PRIMA IL TRAGUARDO DELL’ECCELLENZA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/aziende-4sustainability-tintoria-2000-tocca-per-prima-il-traguardo-dell-eccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 13:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[filiera sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tintoria e Finissaggio 2000 tocca per prima il traguardo dell&#8217;eccellenza nell&#8217;implementazione del progetto 4s Chem per l&#8217;eliminazione delle sostanze chimiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tintoria e Finissaggio 2000 tocca per prima il traguardo dell&#8217;eccellenza nell&#8217;implementazione del progetto 4s Chem per l&#8217;eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai cicli produttivi in coerenza con la metodologica ZDHC. Un risultato che parla al mercato di impegno, trasparenza e intelligenza manageriale.</p></blockquote>
<p>È notevole sotto molti punti di vista che la prima delle <a href="https://www.4sustainability.it/aziende-4s/"><strong>Aziende 4sustainability</strong></a> a raggiungere il <strong>traguardo dell’eccellenza</strong> nell’implementazione di un’iniziativa di sostenibilità e <a title="Chemical Management" href="https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/">Chemical Management</a> come <a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><strong>4s Chem</strong></a> appartenga a una categoria di imprese che fisiologicamente fanno un uso ampio e diffuso di <strong>prodotti chimici</strong> e sono per questo ritenute a priori poco sostenibili.</p>
<p><a href="http://www.tf2000.it/?ertthndxbcvs=yes"><strong>Tintoria e Finissaggio 2000</strong></a> smentisce allegramente ogni preconcetto, ottenendo nell’ultimo audit sul chemical management il <strong>livello Excellence</strong>. A farglielo meritare, non solo la conformità con i requisiti del protocollo 4sustainability, ma l’elevato punteggio ottenuto su quasi tutte le voci di valutazione.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Sul chemical management, ottimi numeri e ottimi voti</strong></span></h2>
<p>Nel campo della nobilitazione tessile, l’<strong>azienda biellese</strong> rappresenta un po’ un unicum, essendo specializzata nella tintura e nel finissaggio dei tessuti a maglia, nell’accoppiatura e nella stampa digitale. Attrezzata per lavorare praticamente tutte le fibre, mantiene un focus forte sulla lana e le fibre nobili come il cachemire.</p>
<p>Tintoria 2000 si distingue per l’attenta <strong>selezione dei prodotti chimici </strong>impiegati nei processi produttivi – prediligendo in larga parte quelli validati da <strong>ZDHC </strong>sulla <strong>piattaforma Gateway</strong> – e per la gestione capillare ed efficace dei materiali dei clienti, oltre che dei prodotti chimici di cui sopra, nelle varie fasi di trasformazione. Eccellente anche il <strong>rating sul monitoraggio degli scarichi idrici</strong>, che non registrando elementi sostanziali di criticità, sono la prova migliore di un’accurata selezione a monte delle sostanze utilizzate.</p>
<p>Gli indicatori di performance sono il cardine di un <strong>framework di implementazione</strong> come 4sustainability che l’azienda ha adottato nel <strong>2018</strong>, avviando con <a href="https://www.processfactory.it/"><strong>Process Factory</strong></a> una collaborazione sul <strong>chemical management</strong> destinata a estendersi anche ad altre iniziative della sua roadmap per la sostenibilità.<br />
L’<strong>attenzione all’ambiente</strong> viene però da lontano. Siamo negli anni Settanta, infatti, quando Tintoria 2000 si dota di un efficace <strong>impianto di depurazione</strong>, sul quale ha investito costantemente nel tempo per migliorarne le prestazioni. Tre anni fa, l’impianto viene sostanzialmente rinnovato integrando un’innovativa tecnologia per la <strong>microfiltrazione delle acque di scarico</strong>, che vengono trattate e in parte recuperate per uso interno, in parte restituite “pulite” all’ambiente.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Dino Masso: “La sostenibilità come opportunità e scelta culturale”</strong></span></h2>
<p>“<em>Per una tintoria, le acque di scarico sono fra i fattori di inquinamento più rilevanti</em>”, sottolinea l’Amministratore di Tintoria 2000 <strong>Dino Masso</strong>. “<em>Ecco perché ci teniamo tanto: perché su questo fronte possiamo incidere in modo significativo sulla riduzione del nostro impatto ambientale. E le <strong>analisi effettuate</strong> avendo come riferimento i requisiti del protocollo 4s Chem stabiliti in linea con la metodologia ZDHC stanno lì a dimostrarlo</em>”.</p>
<p>Altro fronte importante di impegno è la <strong>preparazione dei colori</strong>, che già dagli anni Novanta, in Tintoria 2000, avviene attraverso <strong>un sistema completamente automatizzato</strong> a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, senza bisogno di entrare in contatto con polveri ad altissima volatilità o altre sostanze potenzialmente pericolose.<br />
“<em>La sostenibilità è anche e soprattutto una questione di rispetto per le persone e di cultura aziendale</em>”, spiega Masso. “<em>Questo significa che deve permeare l’organizzazione in tutte le sue funzioni coinvolgendo le persone, appunto. Non è un caso se, coerentemente con i requisiti di 4s Chem, la <strong>formazione sulla sostenibilità</strong> è entrata in modo tanto importante nelle nostre politiche. E non è un caso se abbiamo introdotto in azienda la <strong>figura del Sustainability Manager</strong>: si tratta, anche qui, di una scelta di campo sostanziale, che formalizza la strategia dell’azienda verso la sostenibilità comunicando al mercato che certi processi sono presidiati con metodo e continuità</em>”.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>La partnership con Process Factory</strong></span></h2>
<p>La <strong>partnership con Process Factory </strong>è l’espressione fedele di questa visione. “<em>Credo che la sostenibilità sia un’opportunità, piuttosto che un vincolo. Trasformare in senso sostenibile il proprio modello di business ha certamente dei costi, ma questi costi sono ampiamente ripagati in termini sia di <strong>efficienza</strong> che di <strong>creazione di valore</strong>. In questo percorso </em>– conclude Masso –<em> la garanzia di un partner serio come Process Factory e di un sistema come 4sustainability è ciò che ha fatto la differenza. Non eravamo interessati all’ennesimo bollino, né abbiamo mai inteso la sostenibilità come operazione di marketing. Ci serviva un alleato attrezzato per realizzare con noi <strong>una strategia di sviluppo di ampio respiro</strong> incentrata sulla <strong>sostenibilità</strong>. Il tipo di risposte che cercavamo sul chemical management, nello specifico, l’abbiamo trovato nell’approccio ZDHC che il protocollo 4s Chem pienamente recepisce</em>”.</p>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di Process Factory e ideatrice di 4sustainability, ricorda l’incontro di qualche anno fa con Dino Masso e la sensazione immediata di affinità su un modello di sviluppo capace di integrare etica e business. “<em>L<strong>’attenzione all’ambiente e alle persone</strong> che Dino interpreta col suo lavoro non è fatta di parole, di iniziative spot o manifesti eclatanti </em>– sottolinea – <em>ma di processi efficienti, apertura alla collaborazione, alla trasparenza dei dati e a <strong>misurazioni strutturate degli indicatori di prestazione</strong> a cui fare riferimento per migliorare. Sono gli stessi principi su cui si fonda il sistema 4sustainability, un sistema che Tintoria interpreta con grande impegno anche come vantaggio competitivo, riuscendo ad essere d’esempio per tanti altri operatori della filiera</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/aziende-4sustainability-tintoria-2000-tocca-per-prima-il-traguardo-dell-eccellenza/">AZIENDE 4SUSTAINABILITY: TINTORIA 2000 TOCCA PER PRIMA IL TRAGUARDO DELL’ECCELLENZA</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<title>GRUPPO FLORENCE ADOTTA 4SUSTAINABILITY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/gruppo-florence-adotta-4sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 18:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[filiera sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per realizzare la sua strategia di sviluppo sostenibile, Gruppo Florence sceglie 4sustainability, il sistema e marchio che certifica le performance [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/gruppo-florence-adotta-4sustainability/">GRUPPO FLORENCE ADOTTA 4SUSTAINABILITY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #99b812;">Per realizzare la sua strategia di sviluppo sostenibile, Gruppo Florence sceglie 4sustainability, il sistema e marchio che certifica le performance di sostenibilità della filiera del fashion &amp; luxury.</span></p></blockquote>
<p>Il rilievo di questa alleanza consiste anzitutto nell’identità di una holding come <strong><a href="https://www.gruppoflorence.it/">Gruppo Florence</a></strong> che riunendo cinque importanti aziende della filiera moda italiana – <strong>Giuntini</strong>, <strong>Ciemmeci Fashion</strong>, <strong>Melys</strong>, <strong>Manifattura Cesari</strong>, <strong>Emmegi</strong> – produce capi di abbigliamento per i principali <strong>brand internazionali del lusso</strong>. E con essi direttamente si relaziona, ultimo anello di una filiera a monte che è chiamata a presidiare anche nel percorso di crescita.<br />
Di qui l’adesione al <strong>Commitment 4sustainability</strong>, individuato per sé e per tutte le aziende del gruppo come framework ideale per la transizione verso un modello di business concretamente sostenibile.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Gli step del percorso</strong></span></h2>
<p>Il progetto, pluriennale, è partito con alcune sessioni formazione interna sui temi-chiave della sostenibilità nel mondo moda, la <strong><a href="https://www.4sustainability.it/4-sustainability/">metodologia 4sustainability</a></strong> e i suoi sei pillar di implementazione, coinvolgendo tutte le <strong>funzioni aziendali</strong> interessate: Acquisti, Operation, Sviluppo Prodotto, Risorse Umane.<br />
In stretto raccordo con il Sustainability Social Responsibility and Compliance team di Gruppo Florence, si è proseguito quindi con l’organizzazione di una serie di incontri finalizzati a raccogliere quante più informazioni possibili dalle singole aziende sul loro stato dell’arte.<br />
Obiettivo: scattare <strong>una fotografia attendibile delle diverse realtà</strong> per conoscerne a fondo la struttura organizzativa e le buone pratiche già in essere in ambito di sostenibilità ambientale e sociale – una fotografia che fornisse gli elementi utili a definire una <strong>roadmap di gruppo</strong> e a individuare per ciascuna azienda <strong>progetti di implementazione</strong> specifici e coerenti fra i sei compresi nel sistema 4sustainability.</p>
<p>L’esito di questo processo di raccolta e analisi è stato presentato il <strong>27 luglio</strong> al management di Gruppo Florence.<br />
Le iniziative identificate come trasversali a tutte le aziende del gruppo riguardano l’<strong>ingaggio delle filiere a monte </strong>sui vari temi della sostenibilità, la riduzione dell’<strong>impatto ambientale</strong> in termini di consumi di acqua ed energia ed emissioni di CO<sub>2</sub> in atmosfera, la creazione di un sistema armonico di <strong>chemical management</strong> per l’eliminazione dai cicli produttivi delle sostanze chimiche tossiche e nocive, la <strong>crescita delle competenze e del benessere organizzativo</strong> con focus particolare sulla persona.<br />
Nella stessa sede si sono inoltre condivisi i progetti di implementazione rilevanti per le esigenze e le ambizioni delle singole aziende del gruppo.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Attila Kiss, CEO Gruppo Florence</strong></span></h2>
<p><strong>Attila Kiss,</strong> CEO di <strong>Gruppo Florence</strong>, crede fermamente nello sviluppo sostenibile del settore.<em> “Sosteniamo da tempo diversi progetti mirati a ridurre il nostro impatto ambientale o a migliore qualche aspetto della gestione delle risorse o dell’ambiente lungo la nostra filiera. Il motivo principale per cui abbiamo scelto 4sustainability è la volontà di affrontare i temi dell’etica e della sostenibilità con un metodo strutturato, esaustivo e misurabile. Gruppo Florence è un’iniziativa che punta a salvaguardare la filiera del Made in Italy, offrendo servizi efficienti e una reputazione che sia di garanzia per tutti i brand che si rivolgono a noi. Solo con un approccio di questo tipo possiamo essere sicuri di stare</em><em> investendo nella direzione corretta e di conoscere l’impatto reale dei nostri sforzi”. </em></p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Francesca Rulli, CEO Process Factory</strong></span></h2>
<p><strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di <strong>Process Factory</strong> e ideatrice del sistema 4sustainability, non nasconde la soddisfazione per una partnership significativa anche per il caso scuola che rappresenta già in partenza. “<em>Con le sue aziende, Gruppo Florence riunisce tutta la complessità del processo produttivo, presidiando le diverse fasi che concorrono alla realizzazione del capo finito. L’esperienza che abbiamo acquisito negli anni lavorando a fianco di tante aziende diverse per tipologia di prodotto e collocazione lungo la filiera, abbiamo oggi l’occasione di applicarla a una realtà che è anche un modello unico di gestione. Poterne misurare i progressi per disegnare un percorso di crescita che tenda costantemente all’eccellenza ci sarà utile per crescere a nostra volta, rafforzando la solidità e l’unicità di un metodo riconosciuto da molti brand del settore proprio per queste sue caratteristiche</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/gruppo-florence-adotta-4sustainability/">GRUPPO FLORENCE ADOTTA 4SUSTAINABILITY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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