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	<title>ZDHC Archivi - 4sustainability</title>
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	<description>Your Way to Sustainable Fashion</description>
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	<title>ZDHC Archivi - 4sustainability</title>
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	<item>
		<title>COP26, FOCUS SULL&#8217;INDUSTRIA DELLA MODA</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/cop26-focus-sull-industria-della-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 17:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è chiusa il 13 novembre la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti Climatici in programma quest’anno a Glasgow, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/cop26-focus-sull-industria-della-moda/">COP26, FOCUS SULL&#8217;INDUSTRIA DELLA MODA</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si è chiusa il 13 novembre la <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti Climatici</strong> in programma quest’anno a <strong>Glasgow</strong>, in Scozia, a partire dal 31 ottobre. Meglio nota come<strong> COP26</strong>, la conferenza ha preso in considerazione anche due temi di grande rilevanza per l’industria della moda: il rinnovo della<strong> <em>Fashion Industry Charter for Climate Action</em></strong> e l’adozione di una politica commerciale a sostegno di un più ampio utilizzo di materiali ecocompatibili.</p></blockquote>
<p>Un accordo su come intensificare l’azione globale per risolvere la <strong>crisi climatica</strong> è il macro-obiettivo che si sono dati i leader del mondo. Obiettivo così declinato:</p>
<ul>
<li>ridurre del 45% le emissioni di CO<sub>2 </sub>entro il 2030 per arrivare a emissioni zero entro il 2050</li>
<li>contenere l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi, rafforzando l’impegno per limitarlo a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali</li>
<li>proteggere le comunità e gli habitat naturali</li>
<li>mobilitare la finanza</li>
<li>collaborare per raggiungere gli obiettivi</li>
</ul>
<p>Se sui primi due punti si è tenuto duro, lo stesso presidente della COP26 <strong>Alok Sharma</strong> ha parlato di una “vittoria fragile”. Pochi risultati concreti e tanto “bla bla bla”, ha detto invece l’attivista <strong>Greta </strong><strong>Thunberg</strong>, con un’espressione diventata virale in un battito di ciglia.<br />
Il punto che ha fatto più discutere – e che più ha contribuito ad annacquare l’accordo – è quello relativo all’<strong>uscita dal carbone</strong>. All’ultimo minuto, l’India è riuscita infatti a introdurre, col sostegno della Cina, la modifica di un termine che nella sostanza fa una gran differenza. L’espressione <strong>phase out</strong> (eliminazione) nel testo finale è diventata <strong>phase down</strong> (riduzione progressiva), ad accogliere le richieste di un Paese alle prese con priorità legate più all’eliminazione della povertà che al riscaldamento climatico…</p>
<p>La nota positiva è che la COP26 si sia conclusa con la firma del<span style="color: #99b812;"> <a style="color: #99b812;" href="https://www.esg360.it/esg-world/cop26-arriva-la-firma-al-glasgow-climate-pact/"><strong>Glasgow Climate Pact</strong></a> </span>da parte di 197 Paesi e la definizione di obiettivi tanto necessari quanto impegnativi. Conteranno le azioni, naturalmente, ma l’esposizione globale di un simile impegno resta un traguardo impensabile fino a pochi anni fa.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Il rinnovo della Carta della Moda</strong></span></h2>
<p>Con un totale di emissioni globali oscillante tra il 2% e il 10%, la moda si conferma uno dei settori più inquinanti al mondo nonostante gli sforzi intrapresi per uno sviluppo sostenibile. Malgrado questo o forse proprio per questo, sarebbe meglio dire, l’industria del fashion ha svolto un ruolo chiave nella COP26. E il rinnovo della <em>Fashion Industry Charter for Climate Action</em> ne è la conferma.</p>
<p>La <strong>Carta della Moda</strong>, in sostanza, prevede il limite del riscaldamento globale sotto il grado e mezzo sui livelli pre-industriali, la riduzione delle emissioni del 45% entro il 2030 per arrivare a zero entro il 2050, l’<strong>approvvigionamento del 100% di elettricità da fonti rinnovabili</strong> entro il 2030 e di materie prime rispettose dell’ambiente, nonché l’eliminazione graduale del carbone dalla catena di fornitura.<br />
Quanto ai sottoscrittori, sono 130 le aziende e 41 le organizzazioni coinvolte che sotto l’egida dell’UN Climate Change collaboreranno per rispettare gli impegni presi. In che modo? Attraverso gruppi di lavoro che mireranno ad identificare le migliori pratiche, rafforzare le azioni già in atto e affrontare le lacune al fine di consentire al settore di raggiungere gli obiettivi climatici.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"> <strong>La richiesta di una politica commerciale ad hoc</strong></span></h2>
<p>Un altro punto che ha visto il settore moda in prima linea è stato il sostengo alla richiesta di Textile Exchange a nome di oltre 50 aziende della moda e del tessile per l’applicazione di una politica volta a incentivare l’<strong>uso di materiali ecocompatibili</strong>.<br />
L’appello a favore dell’applicazione di <strong>tariffe preferenziali </strong>per materiali come cotone organico e fibre riciclate si rifà al <span style="color: #99b812;"><a style="color: #99b812;" href="https://textileexchange.org/wp-content/uploads/2019/10/The-price-paradigm.pdf"><strong>Textile Exchange Preferential Tariff Project</strong></a> </span>avviato nel 2018, in cui si ventilavano incentivi come crediti d&#8217;imposta e/o sospensione o riduzione dei dazi di un componente importato o di un prodotto finito e certificato.</p>
<p>Tale richiesta rappresenta una soluzione pratica per aiutare l’industria della moda a raggiungere i suoi obiettivi climatici attraverso <strong>una leva politica importante ma spesso trascurata: quella commerciale</strong>. Un appello, insomma, che mira a rimuovere nel concreto la barriera dell’aumento dei costi da sostenere per chi intende utilizzare materiali più sostenibili. E a consentire il raggiungimento dell’obiettivo industriale di Textile Exchange di ridurre del 45% le emissioni di gas serra nella fase di pre-filatura della produzione di fibre e materiali tessili entro il 2030.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Grande assente, l’economia circolare</strong></span></h2>
<p>Tecnologie, fibre a basso impatto carbonico, incentivi da sollecitare ai governi per l’agricoltura rigenerativa, strategie comunicative per convincere il consumatore a ridurre il proprio impatto ambientale… E sul fine vita dei prodotti, cosa è stato detto? Poco o niente, così come sui temi della fast fashion e dell’over produzione. Fino a che, almeno, nel corso dei lavori non ha preso la parola una ragazza – una giovane attivista, probabilmente – che ha chiesto <strong>come è possibile riconoscere al settore della moda un impegno reale verso la sostenibilità quando la produzione registra un tasso di crescita annuo del 3%.</strong> La risposta più credibile è arrivata da <strong><em>Claire Berkamp</em></strong> di Textile Exchange, secondo cui bisogna in effetti intensificare gli sforzi per ridurre l’over production, investendo al contempo su materiali socialmente ed ecologicamente più virtuosi e sull’agricoltura rigenerativa, che ancora soffre di un importante gap tecnologico. Ogni obiettivo in materia di clima, altrimenti, sarà improponibile.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>La speranza contro la paura</strong></span></h2>
<p>Volendo tirare le fila, la COP26 ha evidenziato soprattutto un aspetto: che non c’è più tempo per le banalità o per obiettivi ambiziosi in un futuro lontano. La sostenibilità è diventata la sola scelta possibile di oggi, di questo preciso momento storico. <em>&#8220;Dobbiamo sfruttare questa opportunità per creare un mondo più equo e la nostra motivazione non dovrebbe essere la paura, ma la speranza”</em>, ha chiosato il novantacinquenne naturalista britannico <strong>David Attenborough</strong>.</p>
<p>I sistemi a supporto concreto del cambiamento non mancano, secondo <strong>Francesca Rulli</strong>, ma sulla riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub> così come su tanti altri fronti, le azioni da portare avanti sono urgenti e impegnative. “<em>Attraverso il protocollo <span style="color: #99b812;"><strong><a style="color: #99b812;" href="https://www.4sustainability.it/planet/">Planet 4sustainability</a></strong></span>, supportiamo la filiera del fashion &amp; luxury nella mappatura delle priorità di intervento in materia ambientale, nel calcolo delle emissioni ad avvio progetto e nella stesura e follow up di un piano triennale di intervento per la loro riduzione. Tanti percorsi di questo tipo messi insieme in sinergia con gli impegni assunti dai brand daranno un contributo consistente alla difesa del nostro pianeta</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DIVENTARE CHEMICAL MANAGER: I CORSI ZDHC 2022</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 15:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con oltre 40 sessioni all’attivo e più di 350 addetti della filiera moda coinvolti in percorsi di aggiornamento continuo sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/">DIVENTARE CHEMICAL MANAGER: I CORSI ZDHC 2022</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Con <strong>oltre 40 sessioni all’attivo</strong> e più di 350 addetti della filiera moda coinvolti in percorsi di aggiornamento continuo sul chemical management, <strong>Process Factory</strong> ti aspetta con i suoi <strong>corsi accreditati ZDHC </strong>per il <strong>2022</strong>. Il fine, come sempre, è trasferire alle aziende del settore le conoscenze necessarie per gestire la <strong>graduale eliminazione delle sostanze chimiche</strong> tossiche e nocive dai processi produttivi.</p></blockquote>
<p>In continuità con il 2021, la formazione ZDHC sarà erogata anche ad anno nuovo <strong>prevalentemente</strong> online. La pandemia, infatti, ci ha insegnato se non altro ad apprezzare la <strong>modalità a distanza</strong>, che ha sicuramente tra i suoi pro l’ottimizzazione di tempi e logistica.<br />
Detto questo, <strong>dal 2022</strong> vogliamo restituire la possibilità a chi lo preferisce di tornare fisicamente in aula, partendo dal corso che più di altri si presta allo scopo: il CMS TIG (Chemical Management System Technical Industry Guide), previsto nella seconda parte dell&#8217;anno anche via web..</p>
<h2><span style="color: #99b812;">Pronti, attenti… CMS TIG (online)</span></h2>
<h3><strong>18-19-20 gennaio 2022 (9.00 &#8211; 11.30)</strong></h3>
<p>Visto il tutto esaurito di ottobre, il primo appuntamento dell’inverno lo dedichiamo al webinar avanzato <strong>ZDHC CMS TIG</strong>. Si tratta di un corso molto operativo, che approfondisce la metodologia e gli strumenti sviluppati nel tempo da ZDHC e recepiti dal protocollo <a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><strong><span style="color: #99b812;">Chem 4sustainability</span></strong></a>.<br />
L’obiettivo è dotare i partecipanti delle conoscenze idonee a costruire un sistema di gestione delle sostanze chimiche in linea con la metodologia ZDHC, a utilizzare gli strumenti messi<br />
a disposizione dalla stessa ZDHC e a comprendere il <strong>Supplier to Zero Program</strong> fino al livello Aspirational.</p>
<p>A seguire, <strong>le altre date in calendario</strong>:</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Introduction to Chemical Management (online) </strong></span></h2>
<h3><strong>22-23-24 febbraio 2022 (9.00 &#8211; 11.30)</strong></h3>
<p>Un corso base strutturato per andare incontro alle specificità della filiera italiana e fornire<br />
le conoscenze essenziali in materia di MRSL e valutazione del rischio chimico, mappatura dei processi e comunicazione tra gli anelli della filiera, chemical inventory, misure di mitigazione dell’impatto ambientale, ruolo del chemical manager, ecc.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Top 10 Issues &amp; Best Practices (online)</strong></span></h2>
<h3><strong>15-16-17 marzo 2022 (9.00 &#8211; 11.30)</strong></h3>
<p>Altro corso base ma con un focus specifico. Il fine ultimo è identificare le possibili criticità nell’implementazione di un sistema di chemical management, individuare le soluzioni più idonee a superare le sfide operative interne all’organizzazione, qualificare il sistema aziendale di gestione delle sostanze chimiche in produzione.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Wastewater Management (online) </strong></span></h2>
<h3><strong>5 aprile 2022 (9.00 &#8211; 12.00)</strong></h3>
<p>Webinar avanzato di tre ore complessive, strutturato per fornire ai partecipanti una panoramica delle Wastewater Guidelines di ZDHC, dei requisiti di campionamento e analisi delle acque e delle tecnologie disponibili per il loro trattamento. I partecipanti ne trarranno le conoscenze necessarie a gestire<br />
le situazioni di non conformità avendone comprese le cause a monte.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>ZDHC CMS TIG (in presenza)</strong></span></h2>
<h3><strong>10 maggio 2022 (9.00 &#8211; 18.00)</strong></h3>
<p>Con la primavera, tornano finalmente in presenza i corsi di Process Factory accreditati ZDHC! Naturale ripartire dal corso ZDHC CMS TIG, che più di altri è incentrato sull’interazione tra docenti e corsisti. La formula sarà quella collaudata prima della pandemia: 8 ore di lezione, un welcome coffee per cominciare con la giusta carica e un light lunch intorno alle 13.00 per prendere fiato e fare anche un po’ di networking alla vecchia maniera!</p>
<h2><span style="color: #99b812;">I<strong>ntroduction to Chemical Managament (online, inglese)</strong></span></h2>
<h3><strong>27-28-29 settembre 2022 (9.00 – 11.30)</strong></h3>
<p>In autunno, il calendario prevede l’unica data dell’anno in lingua inglese. Se avete clienti e/o fornitori esteri interessati, questa è sicuramente un’opportunità da segnalare.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Come faccio a iscrivermi?</strong></span></h2>
<p>Tutti i corsi erogati da Process Factory sono a <strong>numero chiuso</strong> per offrire un’esperienza di formazione ottimale. Per iscriversi alle sessioni già calendarizzate occorre:</p>
<ul>
<li>registrarsi alla <a href="https://academy.roadmaptozero.com/"><strong>ZDHC Academy</strong></a> creando un proprio account; se ne hai già uno attivo, puoi fare direttamente il login e selezionare il/i corso/i di tuo interesse</li>
<li>compilare in ogni sua parte la <strong><a href="https://www.4sustainability.it/iscrizione-corsi-zdhc/">scheda di adesione online</a> </strong>di Process Factory</li>
</ul>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Al termine del corso, riceverò un attestato?</strong></span></h2>
<p>Se superi l’esame di fine corso, riceverai da ZDHC un <strong>attestato di Chemical Manager</strong> <strong>valido due anni</strong> <strong>e</strong> <strong>riconosciuto a livello internazionale</strong>.</p>
<h4><strong>INFO: </strong>055461947 &#8211;<strong> </strong><a href="mailto:training@processfactory.it">training@processfactory.it</a></h4>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/">DIVENTARE CHEMICAL MANAGER: I CORSI ZDHC 2022</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CON L’AUTUNNO TORNANO I CORSI ZDHC: SCOPRI LE PROSSIME DATE!</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/con-l-autunno-tornano-i-corsi-zdhc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 09:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[filiera sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=93435</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con oltre 40 sessioni all’attivo e più di 350 addetti della filiera moda coinvolti in percorsi di aggiornamento continuo sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/con-l-autunno-tornano-i-corsi-zdhc/">CON L’AUTUNNO TORNANO I CORSI ZDHC: SCOPRI LE PROSSIME DATE!</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Con oltre 40 sessioni all’attivo e più di 350 addetti della filiera moda coinvolti in percorsi di aggiornamento continuo sul <a title="Chemical Management" href="https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/">chemical management</a>, Process Factory ti aspetta in autunno con prossimi corsi accreditati ZDHC. Il fine, come sempre, è trasferire alle aziende del settore le conoscenze necessarie per gestire la graduale eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai processi produttivi.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Le date in calendario</strong></span></h2>
<p>Visto il grande interesse riscosso a maggio dalla sessione di lancio, il primo appuntamento d’autunno lo dedichiamo al corso avanzato ZDHC CMS TIG. A seguire, il modulo base dedicato all’industria conciaria <em>Introduction to Chemical Management for Leather Tanneries</em> e quello rivolto al settore tessile, <em>Introduction to Chemical Management</em>.</p>
<p>Il format per tutte le date è quello collaudato nell’ultimo anno e mezzo: corsi online in sessione unica ma articolata su tre giorni consecutivi, con <strong>slot di 2 ore e mezza</strong> ciascuno per favorire la frequenza e ottimizzare l’esperienza di apprendimento a distanza.</p>
<h3><strong>ZDHC CMS TIG (Chemical Management System Technical Industry Guide)<br />
4-5-6 ottobre 2021 – Corso Avanzato </strong></h3>
<p>Si tratta di un corso molto operativo che approfondisce la metodologia e gli strumenti sviluppati nel tempo da ZDHC e recepiti dal protocollo <a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><strong>Chem 4sustainability</strong></a>. L’obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per costruire un sistema di gestione delle sostanze chimiche in linea con la metodologia ZDHC, utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla stessa ZDHC e comprendere il Supplier to Zero Program fino al livello Aspirational.</p>
<h3><strong>Introduction to Chemical Management for Leather Tanneries<br />
25-26-27 ottobre 2021 – Corso Base</strong></h3>
<p>Il corso è strutturato per andare incontro alle specificità della filiera italiana e fornisce le conoscenze-base in materia di MRSL e valutazione del rischio chimico, mappatura dei processi e comunicazione tra gli anelli della filiera, chemical inventory, misure di mitigazione dell’impatto ambientale, ruolo del chemical manager, ecc.</p>
<h3><strong>Introduction to Chemical Management<br />
8-9-10 novembre 2021 – Corso Base</strong></h3>
<p>Il programma e le finalità del corso sono analoghi a quelli per la filiera della pelle. A cambiare è il settore di riferimento, sulle cui specificità ed esigenze i docenti tareranno la parte didattica e i momenti di interazione con l’aula, portando esempi pratici ed evidenziando problematiche e risvolti tipici della filiera tessile.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Perché iscriversi?</strong></span></h2>
<p>Perché l’aggiornamento continuo è l’unica via possibile per accrescere le performance di sostenibilità delle nostre aziende. E perché, al superamento dell’esame finale, ZDHC rilascerà un <strong>attestato internazionale di chemical manager valido 2 anni</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Cosa fare per partecipare?</strong></span></h2>
<p>Per partecipare, è necessario:</p>
<ul>
<li>registrarsi alla <a href="https://academy.roadmaptozero.com/"><strong>ZDHC Academy</strong></a> creando un proprio account; chi ne ha già uno attivo, può fare direttamente il login e selezionare il/i corso/i di proprio interesse</li>
<li>compilare in ogni sua parte la <a href="https://www.4sustainability.it/iscrizione-corsi-zdhc/"><strong>scheda di adesione online</strong></a> di Process Factory</li>
</ul>
<h2><span style="color: #99b812;"><strong>Quanto costano i corsi?</strong></span></h2>
<p>Tutti i corsi hanno un costo di <strong>€ 300,00 + IVA</strong> ciascuno, comprensivo della quota destinata a ZDHC per l’emissione dell’attestato finale.</p>
<h3></h3>
<h3>Per maggiori informazioni: 055461947 &#8211; <a href="mailto:training@processfactory.it">training@processfactory.it</a>.</h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/con-l-autunno-tornano-i-corsi-zdhc/">CON L’AUTUNNO TORNANO I CORSI ZDHC: SCOPRI LE PROSSIME DATE!</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>4SUSTAINABILITY® E LA PLATEA INTERNAZIONALE DELL&#8217;EVENTO ZDHC</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/4sustainability-e-la-platea-internazionale-dell-evento-zdhc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 12:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=90851</guid>

					<description><![CDATA[<p>È una partecipazione di rilievo quella di Process Factory al meeting internazionale Understanding and implementing the ZDHC CMS Technical Industry [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/4sustainability-e-la-platea-internazionale-dell-evento-zdhc/">4SUSTAINABILITY® E LA PLATEA INTERNAZIONALE DELL&#8217;EVENTO ZDHC</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È una partecipazione di rilievo quella di <a href="https://www.processfactory.it/"><strong>Process Factory</strong></a> al meeting internazionale <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="https://www.roadmaptozero.com/process?locale=en"><strong><em>Understanding and implementing the ZDHC CMS Technical Industry Guide (TIG)</em></strong></a></span>, organizzato da <strong>ZDHC</strong> per introdurre il documento tecnico di implementazione della sua roadmap insieme a chi vi ha collaborato. L’invito, in senso più ampio, è il riconoscimento del ruolo che Process Factory ha avuto nella <strong>diffusione della</strong> <strong>metodologia ZDHC</strong> come <strong>contributor della prima ora</strong> e apripista in Italia di approccio olistico alla <strong>buona chimica</strong> e allo <strong>sviluppo sostenibile</strong> fondato coerentemente sulla condivisione degli obiettivi.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Il pubblico</strong></span></h2>
<p>Tra i partecipanti all’evento ZDHC del 24 marzo scorso, tanti brand del fashion e azienda della filiera: tintorie, stamperie, concerie, calzaturifici e fornitori di servizi che supportano l’industria tessile e del cuoio nella gestione chimica.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Il programma</strong></span></h2>
<p>In cosa consiste il CMS TIG e come va interpretato? Due diversi interventi a cura di <strong>Prasad Pant</strong> (South Asia Director di ZDHC) e <strong>Klass Nuttbohm</strong> (Implementation Director dell’Implementation HUB di ZDHC) hanno chiarito i vari aspetti attuativi del documento e del <strong>Supplier to Zero Program</strong>, sviluppati entrambi per l’implementazione della roadmap ZDHC a cui si conforma anche il <a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><strong>protocollo Chem 4sustainability®</strong></a>.</p>
<p>Tra i momenti salienti del meeting, segnaliamo il panel discussion previsto proprio ad apertura lavori sul tema <strong><em>The need for chemical management in textile and leather manufacturing</em></strong>. Prasad Pant ha moderato il dibattito fra personalità di spicco come <strong>S. Karhtick</strong>, Program Manager e SCM di C&amp;A, <strong>Dunstan Weragala</strong>, Manager di Hayleys Fabric PLC, <strong>Elisa Xu</strong> di Smart Shirts e la nostra <a href="https://www.4sustainability.it/francesca-rulli/"><strong>Francesca Rulli</strong></a>, introdotta al pubblico come la pioniera del chemical management e della sostenibilità in Italia.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Uno standard comune per la buona chimica</strong></span></h2>
<p><strong>Fino a che punto la corretta gestione delle sostanze chimiche in produzione è una priorità per l’industria della moda?</strong> Francesca Rulli è tornata su un tema da sempre caro a <a href="https://www.processfactory.it/"><strong>Process Factory</strong></a> e cioè sulla necessità di adottare uno standard condiviso per creare <strong>un sistema di valutazione di filiera misurabile e comparabile</strong>. Solo così, infatti, sarà possibile misurare e individuare le necessarie azioni di miglioramento, “premiando” i fornitori più meritevoli in quanto più impegnati sul fronte della sostenibilità e della buona chimica.</p>
<p>“Negli ultimi cinque anni – ha spiegato Rulli – l’attenzione al chemical management e alla sostenibilità è cresciuta sensibilmente, tanto da entrare nei <strong>sistemi di vendor rating </strong>di alcuni importanti brand del fashion &amp; luxury. Il numero delle realtà che applicano una vera strategia di sostenibilità e riduzione del loro impatto ambientale è però ancora esiguo rispetto al volume totale della produzione e questo fa sì che <strong>la leva del costo</strong> sia quella che, purtroppo, pesa ancora di più”.</p>
<p>L’attesa è di assistere nei prossimi anni a un’accelerazione verso la sostenibilità e dunque a <strong>una distribuzione più equa del valore</strong> tale da favorire investimenti diffusi e continui in innovazione, applicata anche alla chimica sostenibile.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Perché la supply chain dovrebbe adottare un protocollo privato come 4sustainability®?</strong></span></h2>
<p>“Le aziende della filiera – ha risposto Rulli – ricevono pressioni sempre più forti dal mercato, con <strong>richieste di compliance chimica diverse</strong> e talvolta contradditorie. Implementare la metodologia ZDHC attraverso un protocollo unico come Chem 4sustainability® significa costruire un sistema di gestione strutturato che adotta tutti gli strumenti ZDHC e che consente allo stesso tempo di <strong>rispondere alle richieste del mercato con un solo investimento</strong>, una volta per tutte”.<br />
Il sistema 4sustainability® è infatti concepito e continuamente aggiornato sulla base dello standard ZDHC e degli input dei brand. L’obiettivo è aiutare la filiera a gestire le sostanze chimiche in produzione nel rispetto della salute dell’uomo e dell’ambiente attraverso un iter di implementazione basato sulla valutazione dei processi e l’<strong>eliminazione del rischio in fase di input</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Il dialogo necessario fra brand e filiera</strong></span></h2>
<p>In Italia, sono oltre 160 le aziende che già applicano il protocollo Chem 4sustainability® e che misurano costantemente KPIs di implementazione per definire <strong>azioni di miglioramento</strong>. Questo approccio permette anche la condivisione delle migliori esperienze e la comunicazione al mercato, favorisce l’innovazione e l’eliminazione delle tossicità dai cicli produttivi.</p>
<p>Un ruolo fondamentale lo giocano i fornitori di servizi con la loro costante attività di supporto alle aziende. Sollecitata su questo da Prasad Pant, Francesca Rulli ha sottolineato come la materia sia nuova per tanti. “Per noi – ha affermato – aderire tra i primi alla <strong>Fondazione ZDHC</strong> contribuendo attivamente ai lavori del programma è stata una grande opportunità. Il <strong>confronto costante </strong>permette ai vari stakeholder di <strong>crescere insieme</strong> e condividere conoscenze e <em>best practice</em>. Il <strong>ruolo del service provider come cerniera fra brand e filiera</strong> diventa in questo senso fondamentale. L’esperienza diretta su tanti processi e aziende con situazioni e culture fra loro diverse, infatti, affina le competenze e stimola lo <strong>sviluppo di soluzioni testate sul mercato</strong>. Soluzioni sempre in linea con le attese di ZDHC e degli operatori che ne adottano l’approccio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/4sustainability-e-la-platea-internazionale-dell-evento-zdhc/">4SUSTAINABILITY® E LA PLATEA INTERNAZIONALE DELL&#8217;EVENTO ZDHC</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<title>PFAS ANCORA SOTTO ACCUSA: AUMENTEREBBERO IL RISCHIO DI ABORTO SPONTANEO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/pfas-ancora-sotto-accusa-aumenterebbero-il-rischio-di-aborto-spontaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 11:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo lo studio SELMA condotto presso l’Università Karlstad in Svezia, l’esposizione alla famiglia di composti chimici nota con l’acronimo PFAS [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/pfas-ancora-sotto-accusa-aumenterebbero-il-rischio-di-aborto-spontaneo/">PFAS ANCORA SOTTO ACCUSA: AUMENTEREBBERO IL RISCHIO DI ABORTO SPONTANEO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo lo studio <strong>SELMA</strong> condotto presso l’<a href="https://www.kau.se/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Università Karlstad </strong></a>in <strong>Svezia</strong>, l’esposizione alla famiglia di composti chimici nota con l’acronimo <strong>PFAS </strong>aumenterebbe del 50% il rischio di <strong>aborto spontaneo </strong>nelle prime fasi della gravidanza, oltre a impoverire lo sviluppo del feto.</p>
<h2><span style="color: #99c200;">Cosa sono i PFAS e dove vengono impiegati</span></h2>
<p>I PFAS, per esprimersi in modo semplice, sono <strong>acidi </strong>molto forti usati in forma liquida, con una struttura chimica che conferisce loro una particolare <strong>stabilità termica</strong> e li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione.<br />
Per le loro <strong>proprietà antiaderenti, antimacchia e di impermeabilità</strong>, i PFAS sono tuttora molto usati nel <strong>finissaggio di prodotti tessili e conciari</strong>. I giacconi sportivi, le calzature, le moquette per pavimenti, i divani di tessuti antimacchia o le poltrone di pelle sono in genere trattati con i PFAS perché conservino le caratteristiche senza ungersi, bagnarsi o sporcarsi.</p>
<p>I risultati della ricerca svedese sui PFAS sono molto preoccupanti, specie se sommati a quanto già si sapeva su queste sostanze collegate per la loro <strong>tossicità </strong>a una serie di malattie come il cancro e l’asma, alla diminuzione della fertilità e a vari danni a fegato e tiroide.</p>
<p>Non è un caso se l’iniziativa globale<a href="https://www.roadmaptozero.com/?locale=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>ZDHC &#8211; Zero Discharge of Hazardous Chemicals</strong></a>, che riunisce i maggiori brand della moda e del lusso attorno al comune obiettivo di <strong>eliminare le sostanze chimiche tossiche e nocive</strong> dai cicli produttivi, collochi i PFAS tra i composti più attenzionati e soggetti a restrizioni.</p>
<h2><span style="color: #99c200;">L&#8217;impegno delle aziende della moda</span></h2>
<p>“<em>A ZDHC</em> – spiega <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO e Founder di <a href="http://www.processfactory.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Process Factory</strong></a> – <em>aderiscono anche tante aziende della filiera, produttori chimici, laboratori di analisi e società come la nostra che supportano il percorso delle imprese verso un modello di business sostenibile. Le realtà che sulla buona chimica si stanno adeguando sono ogni giorno di più e l’impegno è particolarmente evidente proprio nella corretta gestione delle sostanze chimiche in produzione. Sono circa <strong>160</strong> le aziende che solo noi seguiamo direttamente su questo fronte attraverso il protocollo <strong>4sustrainability®</strong> sviluppato il linea con la metodologia ZDHC<strong>, </strong>ma il cambiamento interessa oltre <strong>2000 imprese della catena di fornitura</strong></em>”.</p>
<p>Sono segnali incoraggianti, questi, soprattutto perché si accompagnano a un generale cambio di mentalità sulla cosiddetta gestione chimica. Ma non bisogna mollare la presa. È fondamentale approfondire l’impegno, avendo la consapevolezza che i guasti causati dall’uso massiccio dei PFAS dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi, ce li porteremo purtroppo dietro per generazioni.</p>
<p>Il dato allarmante – spiega infatti <strong>Carl-Gustaf Bornehag</strong>, professore e project manager dello studio SELMA presso la Karlstad University – sta infatti nell’evidenza che questo tipo di sostanze chimiche permane a lungo nell&#8217;ambiente e nell&#8217;organismo umano a livello di flusso sanguigno. Al punto da meritarsi la poco nobile definizione di <strong><em>forever chemicals</em></strong>, sostanze chimiche per sempre.</p>
<h4 style="text-align: center;"><a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><span style="color: #99c200;">SCOPRI DI PIÙ SUL PROTOCOLLO CHEM 4SUSTAINABILITY<em><strong>®</strong></em></span></a><br />
<a href="https://www.4sustainability.it/chemical-management/"><span style="color: #99c200;">PER L&#8217;ELIMINAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE TOSSICHE E NOCIVE<br />
DAI CICLI PRODUTTIVI</span></a></h4>
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		<title>CHIMICA PER PRODURRE: COME ACQUISTARE ABITI PULITI GRAZIE AL CHEMICAL MANAGEMENT</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/chimica-per-produrre-come-acquistare-abiti-puliti-grazie-al-chemical-management/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 15:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al consumatore medio che entra in negozio per acquistare un capo di abbigliamento, un paio di scarpe o un accessorio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/chimica-per-produrre-come-acquistare-abiti-puliti-grazie-al-chemical-management/">CHIMICA PER PRODURRE: COME ACQUISTARE ABITI PULITI GRAZIE AL CHEMICAL MANAGEMENT</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al consumatore medio che entra in negozio per acquistare un capo di abbigliamento, un paio di scarpe o un accessorio, l’espressione <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" title="Chemical Management" href="https://www.4sustainability.it/diventare-chemical-manager-tutte-le-date-2022-del-training-zdhc/"><strong>chemical management</strong></a></span> suonerà molto tecnica e poco interessante. Devo comprare una maglietta per la palestra, un maglioncino, una cintura… Cosa c’entra la chimica? C’entra eccome, perché ogni vestito che indosso è stato prodotto con un largo <strong>impiego di sostanze chimiche</strong>, non tutte esattamente innocue o sostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Conoscere per proteggersi</strong></span></h2>
<p>Quando il costo di produzione è molto basso, c’è qualcuno comunque che paga e questo “qualcuno” sono le persone e/o l’ambiente. Non è detto, in altre parole, che gli articoli di moda che tanto ci piacciono, griffati o meno, siano esenti da rischi, che siano cioè prodotti senza l’uso di sostanze chimiche potenzialmente dannose. Colpa di <strong>una moda sempre più veloce</strong>, di collezioni che si rincorrono una dietro l’altra per <strong>massimizzare vendite e profitti</strong>. La morale è che se voglio fare un acquisto consapevole, devo prima informarmi, sapendo che, a priori, né il marchio, né la dicitura <strong>Made in Italy</strong> mi mettono completamente al riparo.</p>
<p>Cominciamo col dire che per ottenere la <strong>solidità dei colori</strong> durante il lavaggio, una performance di <strong>idrorepellenza</strong> o un <strong>trattamento antimacchia</strong>, è assai probabile che venga usata la chimica. Ci siamo mai chiesti quali siano gli effetti di questi processi sull’ambiente? Quanto impattano gli scarichi delle fabbriche nel mare in cui peschiamo o nei fiumi da cui attingiamo l’acqua per irrigare i campi? E quali danni subiamo per la nostra salute, attraverso i cibi che ingeriamo e i vestiti che indossiamo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Il ruolo dei brand, da grandi accusati a soggetti attivi del cambiamento</strong></span></h2>
<p>Gli attacchi di <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="https://www.greenpeace.org/global/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Greenpeace</strong></a></span> ai maggiori brand del fashion che anni fa cominciarono a smuovere le coscienze su temi come lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, il ricorso al lavoro minorile, le violazioni dei diritti dei lavoratori… hanno portato alla luce responsabilità gravissime e abusi imputabili, se non direttamente ai brand noti al grande pubblico, alle loro <strong>reti di fornitura</strong>, sulle quali veniva esercitato alla meglio un monitoraggio di facciata perché così faceva comodo che fosse.</p>
<p>Dalla <strong>tragedia del Rhana Plaza</strong> nel 2013 – l’incidente più grave che abbia mai colpito il settore tessile, con oltre mille operai rimasti uccisi nel crollo del fatiscente impianto di Dhaka, in Bangladesh – tante cose sono fortunatamente cambiate. Il <strong>cinismo consapevole</strong> di cui molte realtà produttive si sono macchiate sta cedendo piano piano il passo a <strong>politiche di sostenibilità e responsabilità sociale</strong> in cui sono coinvolti a cascata anche tanti fornitori. L’idea alla base del <strong>cambiamento</strong> in atto è che si debba lavorare insieme al raggiungimento di <strong>obiettivi graduali ma rigorosi e vincolanti per tutti</strong>. Fra questi c’è la buona chimica, che si sostanzia nell’eliminazione delle <strong>sostanze chimiche pericolose per la salute e l’ambiente dai vari cicli produttivi</strong> dell’industria della moda. Quelle stesse sostanze di cui negli ultimi cinquant’anni si è fatto un uso massiccio perché poco costose e molto performanti.</p>
<p>Su questo fronte, la maggiore iniziativa globale nata in risposta alle accuse di Greepeace e di altre ONG è <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="https://www.roadmaptozero.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Zero Discharge of Hazardous Chemicals &#8211; ZDHC</strong></a></span>, un tavolo di lavoro divenuto poi fondazione a cui aderiscono i maggiori brand internazionali del fashion &amp; luxury, le aziende più avanzate della filiera, produttori chimici, laboratori di analisi, enti di ricerca, associazioni e società come <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="http://www.processfactory.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Process Factory</strong></a></span> specializzate nel supportare le imprese nel loro processo di conversione alla buona chimica e, più in generale, alla <strong>sostenibilità come via strategica allo sviluppo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>La “garanzia” del Made in Italy</strong></span></h2>
<p>Occorre fare chiarezza anche sulla dicitura <strong>Made in Italy</strong> e sulla tendenza ad attribuirle un significato esteso di garanzia che non è detto abbia. Mettiamo che la maglietta o il maglioncino del nostro esempio siano stati effettivamente disegnati e cuciti in Italia. Questo sarà sufficiente a scrivere in <strong>etichetta</strong> Made in Italy, senza obbligo per il produttore di specificare che la materia prima, il lavaggio, la tintura, ecc. sono stati eseguiti, per esempio, dall’altra parte del mondo.</p>
<p>Ora, se non ci sono obblighi di legge, se non c’è un ente terzo che controlla, se le leggi sono poche e frammentate e ogni Paese si regola come crede, io consumatore avrò ben pochi mezzi per fare una<strong> scelta d’acquisto consapevole</strong>.</p>
<p>Posso affidarmi al buon senso, naturalmente. E <strong>il buon senso dovrebbe suggerirmi almeno qualche domanda</strong>. Dovrei chiedermi, per esempio, com’è possibile che nei vari passaggi che vanno dalla selezione della materia prima alla distribuzione del capo finito nei punti vendita – passando per la produzione del filo e la trasformazione del tessuto – tutti ci guadagnino un po’ e che i lavoratori, allo stesso tempo, siano equamente pagati, la fabbrica mantenuta in sicurezza, i consumi d’acqua e di energia ridotti ed evitato l’uso di sostanze chimiche tossiche o nocive. Evidentemente <strong>c’è qualcosa che non torna</strong>. Qual è il mio contributo al sistema se chiudo gli occhi, se mi adeguo e basta, senza chiedermi che storia c’è dietro quel dato prodotto e quali danni potrei riceverne io?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>A ognuno la sua parte</strong></span></h2>
<p>Il tema è ampio anche volendo limitarci solo al chemical management, vale a dire alla chimica utilizzata per produrre quello che indossiamo. Per certo, ognuno è chiamato a fare la sua parte: il <strong>legislatore</strong> che deve varare leggi più avanzate e rigorose, i <strong>governi </strong>che devono applicarle, gli <strong>organi di controllo</strong> che devono garantirne il rispetto, la <strong>magistratura</strong> che deve sanzionare con rigore le eventuali violazioni e il <strong>consumatore</strong> che deve pretendere di essere informato.</p>
<p><strong>Brand e filiera devono collaborare fra loro</strong> per eliminare dai cicli produttivi le sostanze chimiche tossiche e nocive per la salute e l’ambiente, affidandosi eventualmente a <strong>protocolli riconosciuti come quello a <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="https://www.4sustainability.it/4-sustainability/">marchio 4sustainability</a></span></strong><strong><span style="color: #99b800;">®</span> allineato all’approccio ZDHC</strong>. Una scelta etica su base volontaria, sicuramente, ma anche <strong>una strategia di business</strong>.</p>
<p>Oltre al rispetto dovuto delle norme vigenti e di quelle più stringenti che verranno, c’è una quota crescente del mercato che realizza <strong>processi virtuosi e alternative sostenibili</strong>, impegnandosi già prima che il <strong>Covid-19</strong> intervenisse a enfatizzare la crisi del sistema e la necessità di<strong> accelerare</strong> verso una direzione a questo punto obbligata: la <strong>produzione responsabile</strong>.</p>
<p>“<em>A segnare la strada</em> – spiega <strong>Francesca Rulli</strong>, Founder e CEO di Process Factory/4sustainability<strong>®</strong> – <em>c’è proprio il consumatore, ancora limitato nella conoscenza di certi temi, spesso privo di<strong> strumenti per capirne di più</strong>, ma forte di una <strong>sensibilità crescente </strong>e della volontà di attrezzarsi per comportarsi responsabilmente. Il che significa poi “premiare” i marchi che dimostrano di voler ripulire davvero i propri processi di produzione, portando in negozio – fisico o virtuale – prodotti con <strong>etichette chiare, attendibili e comprensibili</strong>. E preparando il personale a rispondere e informare il consumatore sugli attributi di sostenibilità dei capi, a partire dalla <strong>trasparenza</strong> della filiera produttiva: come sono stati prodotti e dove, attraverso quali passaggi?</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>Consigli per gli acquisti</strong></span></h2>
<p>In attesa che tutte le tessere del mosaico vadano al loro posto, vediamo di dare qualche indicazione utile per un acquisto informato anche in assenza di un’etichetta ben fatta. La prima cosa da sapere – abbiamo detto – è che ci sono sostanze pericolose per la nostra salute usate comunemente nella produzione dei vestiti. Gli <strong>ftalati</strong>, per esempio, sono impiegati per conferire flessibilità e morbidezza alle stampe gommate: a contatto con la pelle, possono alla lunga alterare l’equilibrio ormonale dell’organismo.</p>
<p>Un capitolo vastissimo è quello dei <strong>coloranti</strong>, che possono contenere sostanze cancerogene come le <strong>ammine aromatiche</strong>. Noti cancerogeni sono il <strong>cloro</strong> – utilizzato per “legare” moltissimi coloranti – e il <strong>cromo</strong>, che serve per fissare il colore sul tessuto. La <strong>formaldeide</strong> è un gas irritante per gli occhi e le vie respiratorie usato per fissare i pigmenti nella fase di stampa e anche come conservante nella fase di confezionamento. Fortemente allergizzante è anche il <strong>nichel</strong>: occhio a jeans e capi scuri o molto colorati perché è probabile che ne contengano in quantità significative.</p>
<p>Non è questa la sede, evidentemente, per esaurire un tema tanto vasto. Il punto è che il contatto prolungato con tali sostanze può causare molteplici guai, da ‘banali’ reazioni allergiche a squilibri ormonali, a forme tumorali di varia gravità. Lavando i capi, inoltre, tali sostanze finiscono in parte nell’acqua e quindi nell’ambiente, con le immaginabili conseguenze a livello di inquinamento e la possibilità di entrarvi di nuovo a contatto attraverso il cibo che ingeriamo.</p>
<p>“<em>Io</em> <em>credo che basti questo a rendere l’espressione chemical management un po’ meno distante dal nostro quotidiano e un po’ più interessante, no? È qualcosa </em>– sottolinea Rulli –<em> di cui certamente devono occuparsi le aziende e chi come noi lavora con loro per migliorare i processi produttivi in senso sostenibile, ma che ogni singolo individuo dovrebbe avere a cuore e ricompensare con i suoi comportamenti d’acquisto. Non per arricchire un marchio piuttosto che un altro, ma perché ne va della salute nostra e del pianeta e del futuro dei nostri figli</em>”.</p>
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		<item>
		<title>CORSI ZDHC, ECCO LE DATE DEL PROSSIMO AUTUNNO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc-ecco-le-date-del-prossimo-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 12:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=86876</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc-ecco-le-date-del-prossimo-autunno/">CORSI ZDHC, ECCO LE DATE DEL PROSSIMO AUTUNNO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-0"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode_text_column" ><p>Con oltre 25 sessioni già organizzate, Process Factory vi aspetta in autunno per i <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsi ZDHC</a></strong></span> e quattro nuove date. Obiettivo: formare figure professionali con le competenze idonee a gestire l’<strong>eliminazione delle sostanze chimiche tossiche e nocive dai processi produttivi</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">QUATTRO DIVERSE SESSIONI</span></h2>
<p>Sono quattro le sessioni in programma: <strong>Wastewater Management</strong>, <strong>Chemical Management for Leather Tanneries</strong>, <strong>Chemical management in the Textile Industry</strong>, <strong>Top 10 Issues of Chemical Management</strong>. Ad eccezione del primo corso, che si svolgerà in presenza, gli altri si terranno online. La formula è quella già collaudata nella prima parte dell’anno: <strong>slot di 2 ore e mezza</strong> distribuiti su <strong>tre giorni consecutivi</strong> per ottimizzare le tempistiche e l’apprendimento.</p>
<p>Di seguito, le quattro date dei corsi ZDHC previste in autunno con maggiori dettagli:</p>
<h3><span style="color: #99b800;">Wastewater Management – 1° ottobre 2020, SEDE DA DEFINIRE</span></h3>
<p>Il fine di questo corso, realizzato in collaborazione con <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="http://www.brachi.company/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brachi Testing Services</a></strong></span>, è offrire una panoramica completa delle Wastewater Guidelines di ZDHC, dei requisiti di campionamento e analisi delle acque e delle tecnologie disponibili per il loro trattamento.</p>
<h3><span style="color: #99b800;">Chemical Management for Leather Tanneries – 20, 21 e 22 ottobre 2020, ONLINE</span></h3>
<p>L’obiettivo del webinar è fornire conoscenze-base in materia di MRSL e valutazione del rischio chimico, mappatura dei processi e comunicazione tra gli anelli della filiera, chemical inventory, ruolo del chemical manager, ecc.</p>
<h3><span style="color: #99b800;">Chemical Management in the Textile Industry – 10,11 e 12 novembre 2020, ONLINE</span></h3>
<p>Il programma e le finalità del corso sono analoghi a quelli per la filiera della pelle.  A cambiare è il settore di riferimento su cui i docenti tareranno la parte didattica portando esempi pratici ed evidenziando problematiche e risvolti tipici della filiera tessile.</p>
<h3><span style="color: #99b800;">Top 10 Issues of Chemical Management – 17, 18 e 19 novembre 2020, ONLINE</span></h3>
<p>L’obiettivo del webinar è identificare le possibili criticità nell’implementazione di un sistema di chemical management, indicare le soluzioni più idonee a superare le sfide operative interne all’organizzazione, qualificare il sistema aziendale di gestione delle sostanze chimiche in produzione.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">COME ISCRIVERSI?</span></h2>
<p>Tutti i corsi erogati da Process Factory sono a <strong>numero chiuso</strong> per offrire a ciascuno un’esperienza di formazione ottimale. <strong>Le iscrizioni sono già aperte!</strong> Per partecipare, occorre:</p>
<ol>
<li>registrarsi sulla <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://academy.roadmaptozero.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piattaforma di ZDHC Academy</a></strong></span> selezionando il corso di proprio interesse</li>
<li>compilare il modulo della sessione prescelta disponibile online nella <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sezione Webinars del sito 4sustainability</a></strong></span></li>
</ol>
<p>Le proposte formative di Process Factory non si limitano al chemical management e ai corsi accreditati ZDHC. A settembre, ripartiranno anche i moduli online che compongono il <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://www.training4sustainability.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">perCorso di trasFormazione 4sustainability</a></strong></span>, una serie di webinar pensati per accrescere la consapevolezza sull’importanza delle <strong>dimensioni ESG</strong> (Environmental, Social, Governance) e realizzare interventi idonei a <strong>rafforzare il proprio posizionamento sul mercato</strong>.</p>
</div><span class="btn-container animate_when_almost_visible zoom-in" data-delay="400"><a role="button"  href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc/" class="custom-link btn btn-lg border-width-0 btn-text-skin btn-accent btn-square btn-outline btn-icon-left btn-ripple-in btn-border-animated" target="_blank">VAI A CORSI ZDHC E ISCRIVITI</a></span></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc-ecco-le-date-del-prossimo-autunno/">CORSI ZDHC, ECCO LE DATE DEL PROSSIMO AUTUNNO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL WEBINAR 4SUSTAINABILITY SULLA NUOVA MRSL ZDHC FA DUE VOLTE IL TUTTO ESAURITO</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/webinar-4sustainability-sulla-nuova-mrsl-zdhc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 14:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.4sustainability.it/?p=86218</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/webinar-4sustainability-sulla-nuova-mrsl-zdhc/">IL WEBINAR 4SUSTAINABILITY SULLA NUOVA MRSL ZDHC FA DUE VOLTE IL TUTTO ESAURITO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-1"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode_text_column" ><p>Poche ore e il Webinar <strong><em>MRSL ZDHC 2.0: Valutare i rischi e gli impatti</em></strong>, organizzato in collaborazione con <strong><span style="color: #99b812;"><a style="color: #99b812;" href="http://www.brachi.company/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brachi Testing Services</a></span></strong> e con il contributo di <strong>ZDHC</strong>, ha fatto il <strong>tutto esaurito</strong>.<br />
“La risposta a questa nostra iniziativa a marchio <strong>4sustainability®</strong> è un ottimo segnale – ha commentato <strong>Francesca Rulli</strong>, CEO di <strong>Process Factory</strong> – perché testimonia l’attenzione della <strong>filiera moda</strong> a temi percepiti ormai come decisivi per la competitività sui mercati e le prospettive dell’intero settore. È evidente come le incertezze generate dagli <strong>effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria</strong> alimentino l’interesse delle aziende verso un percorso di <strong>trasformazione sostenibile</strong> del proprio modello di business e ciò che ne deriva è anzitutto il bisogno stringente di informarsi e attrezzarsi per agire con consapevolezza”.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">VALUTARE RISCHI E IMPATTI DELLA MRSL ZDHC 2.0</span></h2>
<p>Dispiaceva non accogliere un numero tanto importante di adesioni, arrivate ancora dopo la comunicazione dell’<strong><em>overbooking</em></strong>. L’organizzazione è stata dunque rivista in modo da poter reintegrare quante più registrazioni possibili.<br />
Il Webinar, in programma il <strong>22 giugno</strong> ad “aula” comunque piena, non si limiterà a chiarire quali sono le <strong>principali differenze tra la nuova MRSL e la precedente versione</strong>, ma indicherà come <strong>valutare i rischi e gli impatti</strong> effettivi di questa novità sulla produzione. I partecipanti, in altre parole, acquisiranno le conoscenze necessarie per implementare la MRSL ZDHC 2.0 grazie alle <strong>linee guida 4sustainability® per l’adeguamento del sistema di gestione</strong>.</p>
<h2><span style="color: #99b800;">A OTTOBRE SI BISSA IN PRESENZA</span></h2>
<p>Al meeting online di giugno seguirà il <strong>1° ottobre</strong> un <strong>incontro in presenza</strong> più strutturato e operativo, un workshop aperto sia alla <strong>filiera</strong> che ai <strong>formulatori chimici</strong> con una parte rilevante dedicata alle domande e alla <strong>trattazione di situazioni specifiche</strong>.<br />
Le registrazioni all’incontro non sono ancora aperte, ma <strong>è possibile prenotarsi</strong> già adesso scrivendo una mail a <strong><a href="mailto:events@processfactory.it">events@processfactory.it</a></strong> ove siano indicati il <strong>nome dell’azienda e quello dei partecipanti</strong> fino a un massimo di 3. Data la sua natura tecnico-pratica, è previsto un <strong>fee di partecipazione</strong>.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/webinar-4sustainability-sulla-nuova-mrsl-zdhc/">IL WEBINAR 4SUSTAINABILITY SULLA NUOVA MRSL ZDHC FA DUE VOLTE IL TUTTO ESAURITO</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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		<title>PROCESS FACTORY PORTA ONLINE I CORSI ZDHC</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/process-factory-porta-online-i-corsi-zdhc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 14:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La formazione e i corsi ZDHC di Process Factory vanno online in coerenza con le norme di contrasto alla diffusione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/process-factory-porta-online-i-corsi-zdhc/">PROCESS FACTORY PORTA ONLINE I CORSI ZDHC</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La formazione e i <strong>corsi ZDHC </strong>di <strong>Process Factory </strong>vanno online in coerenza con le <strong>norme di contrasto</strong> alla diffusione del virus <strong>Covid-19</strong>. Un’evoluzione, questa, che vedrà presto nuovi sviluppi, con <strong>un catalogo completo</strong> di formazione in rete sui diversi <strong>temi della sostenibilità</strong>.<br />
In un frangente così impegnativo per le <strong>imprese della filiera</strong>, in cui le attività sono gioco forza rallentate e tante persone lavorano da casa, possiamo a maggior ragione investire in <strong>conoscenza </strong>il tempo che<span id="more-4717"></span> solitamente scarseggia: le competenze acquisite ci serviranno per migliorarci e ripartire non appena possibile.<br />
Per sostenere le aziende in tal senso, Process Factory ha deciso di convertire in <strong>Webinar </strong>gran parte delle sessioni calendarizzate nel primo semestre, anticipando o facendo slittare la date pubblicate a suo tempo sulla piattaforma di ZDHC Academy. Primo training provider in Italia accreditato ZDHC e primo training provider autorizzato da ZDHC alla <strong>formazione online</strong>!</p>
<h2><span style="color: #99b800;">STESSI CONTENUTI, FORMAT DIVERSO PER GARANTIRE LA FRUIBILITÀ</span></h2>
<p>La sede ospitante da fisica diventa virtuale per consentire a chiunque di “frequentare” comodamente dalla sua postazione a prescindere dal distretto di provenienza.<br />
Passare alla <strong>formazione a distanza</strong> significa anche ristrutturare il format dei corsi per meglio adattarli alla piattaforma digitale che utilizzeremo allo scopo e per rendere l’esperienza sostenibile in termini di attenzione e impegno. Abbiamo dunque deciso di “spalmare” il tempo di docenza e interazione con l’aula su <strong>tre giorni successivi</strong>, per altrettanti <strong>moduli di 2 ore e mezzo ciascuno</strong>. Affinché la partecipazione sia considerata valida per l’accesso all’esame che rilascia l’<strong>attestato ZDHC</strong>, tutti e tre i moduli sono obbligatori.</p>
<p>Di seguito potrete trovare il <strong>nuovo calendario</strong> già pubblicato sulla <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://academy.roadmaptozero.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piattaforma ZDHC</a></strong></span>. Rassicuriamo chi si fosse già iscritto ai corsi in modalità tradizionale che la sua iscrizione resta valida: l’abbiamo trasferita di default al primo Webinar corrispondente in calendario. Se gli interessati preferissero diversamente, provvederemo subito alle necessarie modifiche.</p>
<h3><span style="color: #99b800;"><strong>APRILE 2020</strong></span></h3>
<p><strong><em>Chemical Management in the Textile Industry<br />
</em></strong>Il corso, aperto anche alla filiera pelle, si svolgerà in modalità Webinar nei seguenti giorni e fasce orarie</p>
<ul>
<li>21 aprile, ore 9.00-11.30</li>
<li>22 aprile, ore 9.00-11.30</li>
<li>23 aprile, ore 9.00-11.30</li>
</ul>
<p><strong><em>Top 10 Issues of Chemical Management<br />
</em></strong>Il corso si svolgerà in modalità Webinar nei seguenti giorni e fasce orarie</p>
<ul>
<li>27 aprile, ore 9.00-11.30</li>
<li>28 aprile, ore 9.00-11.30</li>
<li>29 aprile, ore 9.00-11.30</li>
</ul>
<h3><span style="color: #99b800;"><strong>MAGGIO 2020</strong></span></h3>
<p><strong><em>Chemical Management in the Textile Industry<br />
</em></strong>Il corso, aperto anche alla filiera pelle, si svolgerà in modalità Webinar nei seguenti giorni e fasce orarie</p>
<ul>
<li>5 maggio, ore 9.00-11.30</li>
<li>6 maggio, ore 9.00-11.30</li>
<li>7 maggio, ore 9.00-11.30</li>
</ul>
<p><strong><em>Top Management Issues of Chemical Management<br />
</em></strong>Il corso si svolgerà in modalità Webinar nei seguenti giorni e fasce orarie</p>
<ul>
<li>18 maggio, ore 9.00-11.30</li>
<li>19 maggio, ore 9.00-11.30</li>
<li>20 maggio, ore 9.00-11.30</li>
</ul>
<p><strong><em>Wastewater Management<br />
</em></strong>Il corso si svolgerà in presenza. Sarà nostra cura comunicare per tempo la sua trasformazione in Webinar o eventuali altre variazioni qualora se ne ravvisi la necessità. Per il momento vogliamo essere ottimisti e credere che tutto tornerà presto alla normalità!</p>
<ul>
<li>27 maggio, ore 9.00-14.00 (in presenza)</li>
</ul>
<h2><span style="color: #99b800;">LE REGISTRAZIONI SONO APERTE!</span></h2>
<p>Stiamo lavorando in queste ore alla nostra piattaforma per la gestione dei corsi ZDHC in modalità Webinar. Le nuove date sono già online sulla piattaforma <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" title="Process Factory training provider di ZDHC" href="https://academy.roadmaptozero.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ZDHC Academy</a></strong></span> e <strong>le registrazioni aperte</strong>. Il numero era e resta chiuso, per cui vi suggeriamo di stringere i tempi e <span style="color: #99b800;"><strong><a style="color: #99b800;" href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">compilare il modulo della sessione di vostro interesse</a></strong></span>. Gli iscritti saranno tenuti costantemente aggiornati sulle modalità tecniche di accesso ai diversi Webinar, al relativo materiale didattico e all’esame finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.4sustainability.it/corsi-zdhc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #99b800;">PER ISCRIZIONI VAI ALLA PAGINA DEDICATA DEL NOSTRO SITO</span></a><br />
<span style="color: #99b800;">PER INFORMAZIONI E PER RICEVERE LA BROCHURE COMPLETA DEI CORSI ZDHC, I NOSTRI CONTATTI RIMANGONO IMMUTATI: 055.461947 O TRAINING@PROCESSFACTORY.IT</span></h3>
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		<title>VIVIENNE WESTWOOD PREMIA LA FILIERA 4SUSTAINABILITY</title>
		<link>https://www.4sustainability.it/vivienne-westwood-premia-la-filiera-4sustainability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Santini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 07:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende 4S]]></category>
		<category><![CDATA[chemical management]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Rulli]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ZDHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire in sostenibilità paga eccome! E le dimostrazioni che arrivano dal mercato sono sempre più numerose ed eclatanti. Tra le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-83767 size-medium" src="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2020/02/4sustainability_Vivienne_Westwood_Label-300x214.jpg" alt="VIVIENNE WESTWOOD PREMIA LA FILIERA 4SUSTAINABILITY" width="300" height="214" srcset="https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2020/02/4sustainability_Vivienne_Westwood_Label-300x214.jpg 300w, https://www.4sustainability.it/wp-content/uploads/2020/02/4sustainability_Vivienne_Westwood_Label.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Investire in sostenibilità paga eccome! E le dimostrazioni che arrivano dal mercato sono sempre più numerose ed eclatanti. Tra le più recenti, segnaliamo la scelta di <b>Vivienne Westwood</b> di valorizzare alcune aziende della <b>filiera italiana del tessile</b> in ragione della loro adesione al <span style="color: #99b800;"><a style="color: #99b800;" href="https://www.4sustainability.it/chemical-management-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Protocollo Chemical Management 4sustainability</b><b>®</b></a></span> per l’eliminazione delle sostanze tossiche e nocive in produzione attraverso la <b>MRSL ZDHC</b>. L’applicazione del Protocollo è stata riconosciuta dal noto brand britannico del<span id="more-4695"></span> <i>fashion &amp; luxury</i> come <b>elemento di garanzia distintivo del percorso intrapreso</b> da ciascuna realtà verso <b>un modello di sviluppo sostenibile</b>, traducendosi di fatto in un rafforzamento delle relazioni di fornitura.</p>
<h2><span style="color: #99b800;"><strong>UN&#8217;ETICHETTA A FORMA DI CUORE</strong></span></h2>
<p>È una notizia che accogliamo con orgoglio, un riconoscimento che Vivienne Westwood ha scelto di comunicare in massima trasparenza: i suoi capi realizzati con i tessuti delle aziende che applicano il Protocollo Chemical Management 4sustainability®, infatti, saranno accompagnati da <b>una speciale etichetta esplicativa</b> a forma di cuore. Il Protocollo – si legge – consiste in “una serie di strategie che contribuiscono a <b>diminuire l’impatto dell’industria della moda sulle persone e l’ambiente</b>, assicurando il <b>monitoraggio</b> delle acque reflue e un uso accorto delle sostanze chimiche, la totale <b>tracciabilità </b>dei processi a umido e il <b>miglioramento continuo</b> per lo sviluppo sostenibile”.</p>
<p>“Come altri brand, Vivienne Westwood sta rafforzando il proprio impegno per valorizzare le attività strutturate della filiera e le azioni concrete per la sostenibilità”, ha commentato <b>Francesca Rulli</b>, CEO di <b>Process Factory</b> e ideatrice del marchio 4sustainability®. “La strada è ancora lunga, ma non c’è nulla di più premiante per il nostro lavoro che registrare con sempre maggiore frequenza questo tipo di evidenze”.</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.4sustainability.it/aziende-4s/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #99b800;"><strong>SCOPRI QUALI AZIENDE HANNO ADOTTATO I NOSTRI PROTOCOLLI PER LA SOSTENIBILITÀ!</strong></span></a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.4sustainability.it/vivienne-westwood-premia-la-filiera-4sustainability/">VIVIENNE WESTWOOD PREMIA LA FILIERA 4SUSTAINABILITY</a> proviene da <a href="https://www.4sustainability.it">4sustainability</a>.</p>
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